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Mondiali 2026, Francia in semifinale. Mbappé: il primo fra gli umani, a un passo dai santi. Vincerà il pallone d’oro

La Francia supera il Marocco e vola in semifinale ai Mondiali 2026. Mbappé segna ancora, sale a otto gol e continua a camminare su quella linea sottile che separa gli uomini dai santi

Mondiali 2026, Francia in semifinale. Mbappé: il primo fra gli umani, a un passo dai santi. Vincerà il pallone d’oro
Kylian Mbappe Mondiali 2026 (Foto Lapresse)

La Francia batte 2-0 il Marocco e raggiunge la terza semifinale mondiale consecutiva. Mbappé sbaglia un rigore, segna il gol che sblocca la partita e sale a otto reti nel torneo. Tolti Pelé, Maradona, Messi e Cristiano Ronaldo, oggi è il primo tra i comuni mortali.

Otto gol, terza semifinale consecutiva conquistata e quel dominio fisico che ricorda Ronaldo il Fenomeno

La Francia è la squadra da battere ai Mondiali 2026. Ha qualità in ogni zona del campo, una rosa che permette a Didier Deschamps di cambiare uomini senza perdere forza e un giocatore che sta disputando un torneo fuori da qualsiasi logica. Quel giocatore è Kylian Mbappé.

Pelé e Maradona sono lontani, nel posto riservato ai santi. Messi e Cristiano Ronaldo forse (ai posteri l’ardua sentenza e i relativi giudizi) stanno ancor più su. Subito dopo quella linea sottilissima che divide i santi dai comuni mortali c’è lui: Kylian Mbappé. Il primo degli altri, il primo degli esseri umani, il più vicino a quel livello e il calciatore che più di tutti ricorda Ronaldo il Fenomeno per movimenti, caratteristiche e capacità di dominare una partita.

Controverso? Forse. Spaccaspogliatoio? È un’etichetta che gli hanno appiccicato più volte. Di certo Kylian Mbappé non si nasconde, neppure quando il discorso esce dal campo ed entra nella politica e nella società. Nel 2024 ha invitato i giovani francesi ad andare a votare contro gli estremismi e ha definito “catastrofica” l’avanzata del Rassemblement National. Due anni dopo è tornato a esporsi contro l’estrema destra di Marine Le Pen. Sa di avere una voce che arriva a milioni di persone e ha scelto di usarla. Si può essere d’accordo oppure no, ma Mbappé non ha mai accettato l’idea che un calciatore debba limitarsi a giocare e restare zitto.

Ha già vinto moltissimo. A 19 anni ha conquistato un Mondiale da protagonista, segnando anche nella finale contro la Croazia. Nel suo palmarès ci sono anche una Nations League, sette campionati francesi, quattro Coppe di Francia, cinque Supercoppe francesi, due Coppe di Lega, un Mondiale per club e una Supercoppa europea. Gli mancano ancora la Champions League e il Pallone d’Oro. Ma, piaccia oppure no, oggi Mbappé rappresenta il punto più alto del calcio mondiale. È semplicemente il giocatore più forte del momento.

Mbappé non ha bisogno di toccare cento palloni. Gli basta partire, spostare il corpo, attaccare lo spazio e costringere un’intera difesa ad arretrare. Quando accelera, la partita cambia velocità insieme a lui. Il difensore spesso sa già dove vuole andare, vede il movimento, prova ad accompagnarlo. Eppure non riesce a fermarlo. È questa la sua forma di dominio e onnipotenza.

Oggi c’è Mbappé e ci sono difensori e allenatori che pregano quando gli arriva la palla.

Contro il Marocco ha anche sbagliato un rigore. Al 24’, dopo essere stato atterrato da Mazraoui, si è presentato sul dischetto ma Bono gli ha negato il gol. Era soltanto il secondo errore negli ultimi 17 rigori calciati in stagione e il primo con la Francia dagli Europei del 2021.

Un episodio del genere avrebbe potuto rovinare la sua partita. Mbappé ha continuato a cercare il gol fino al 60’, quando ha raccolto un pallone al limite dell’area e ha battuto Bono con un tiro a giro. Ottavo gol del Mondiale, stessa quota raggiunta da Lionel Messi nella competizione. Sei minuti dopo, con il Marocco costretto a scoprirsi, Ousmane Dembélé ha chiuso la partita in contropiede. Il 2-0 ha consegnato alla Francia la terza semifinale mondiale consecutiva e ha fermato la corsa dei Leoni dell’Atlante, arrivati ai quarti dopo aver eliminato Olanda e Canada.

La cronaca, in fondo, occupa poco spazio. La Francia ha controllato il gioco, ha colpito una traversa con Digne nel primo tempo e ha aspettato che il suo giocatore migliore decidesse il quarto di finale. È successo ancora.

Mbappé sta giocando un Mondiale che non ha senso. Ha già segnato otto volte, trascina la Francia e domina le partite con una continuità che nessun altro giocatore ha mostrato nel torneo. Non vive soltanto nell’area di rigore e non aspetta che la squadra lo serva. Crea, viene incontro, smista, è il cuore e l’anima dei Bleus.

Il paragone con Ronaldo è estetica, forma, dimensione: non nostalgia. Riguarda il modo in cui entrambi dominano la partita con il corpo, la corsa, la velocità e la capacità di arrivare al gol da qualunque posizione offensiva. Mbappé parte largo, attacca la profondità, entra in area e può segnare anche quando per diversi minuti sembra fuori dal gioco. Ronaldo Nazário faceva lo stesso, con una potenza e una ferocia ancora oggi difficili da ritrovare. Anche qui, ai posteri i giudizi, le sentenze, i paragoni giudicati eccessivi, che nel calcio, e forse è vero, lasciano il tempo che trovano, ma comunque possono essere un’ottima unità di misura.

Mbappé sta giocando questo Mondiale fuori da ogni logica, con una cattiveria agonistica e una consapevolezza dei propri mezzi a tratti imbarazzanti. È prepotente fisicamente, dominante nei movimenti, feroce nel modo di attaccare la porta e di cercare il gol. Per caratteristiche, postura, accelerazione e capacità di schiacciare una difesa intera, oggi non c’è nulla di più vicino a Ronaldo Nazário da Lima, al secolo O Fenômeno.

La Francia attende ora la vincente tra Spagna e Belgio. La semifinale si giocherà il 14 luglio alle 21. Deschamps, arrivato a 25 panchine mondiali come Helmut Schön, può contare su una squadra abituata a questi appuntamenti e su un fuoriclasse nel pieno della carriera.

Resta una domanda, molto più semplice del dibattito e dei paragoni. Se Mbappé porta la Francia fino in fondo dopo un Mondiale del genere, chi può davvero togliergli il Pallone d’Oro?

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