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Olimpia Milano, è scudetto numero 29. Ettore Messina: "Sogno la terza stella"
(foto Ipa)

Olimpia Milano campione d'Italia, scudetto numero 29. Ettore Messina: "Sogno la terza stella"

Olimpia Milano campione d'Italia. E' lo scudetto numero 29 e il coach Ettore Messina già guarda oltre: "Il mio sogno ora è la terza stella", racconta in sala stampa dopo la vittoria 81-64 sulla Virtus Bologna che chiude la serie sul 4-2 nella notte di festa del Forum. Mvp della serata è un grande Gigi Datome con 23 punti (5/10 da 3), mentre la Mvp di queste finali è stato Shavon Shields che chiude questi playoff con una prova da leader nella partita che consegna il titolo all'Armani Exchange. Ma il quarto successo milanese in questa finale porta le firme di tutto il gruppo: dal duo Melli-Hines (muro invalicabile in difesa, oltre agli 8 punti a testa in fase offensiva) a Jerian Grant (ottimo il primo tempo, 7 punti finali e la sua firma nella serie di queste finali), passando per la grande energia di Bentil. E poi c'è la standing ovation: quella è tutta per il Chacho Rodriguez: il canestro da quasi 10 metri nel secondo quando l'Olimpia allunga (51-36) e mette in ginocchio la Virtus fa impazzire il pubblico ed è la fotografia di una prova spettacolare da parte dello spagnolo con 8 assist e 12 punti.

Ettore Messina in trionfo: un allenatore da record

Il coach dell'Olimpia Milano conquista il 32° titolo nella sua carriera di allenatore: quinto scudetto personale, con tre squadre diverse (solo Valerio Bianchini e Carlo Recalcati ci sono riusciti, ma per loro tre vittorie contro le cinque di Ettore Messina). “Il modo più bello di concludere la stagione è questo. Per tre mesi te la godi perché sei Campione d’Italia. Abbiamo vinto la Coppa Italia, abbiamo vinto lo scudetto, abbiamo perso giocatori per strada, tra infortuni e casi di doping, in più i nostri avversari si sono rafforzati in modo importante aggiungendo strada facendo due giocatori eccezionali. In questa finale siamo stati bravi a ribaltare il fattore campo, subito nella prima partita, poi nelle altre due a Bologna ce la siamo giocata fino in fondo. Invece a Milano con il sostegno del pubblico credo siano state tre partite di altissimo livello. Il mio obiettivo personale, e del club, è vincere la terza stella e poi possibilmente tornare alle Final Four. Ringrazio ancora il Signor Armani e il Signor Dell’Orco: mi hanno dato la possibilità di allenare questa squadra. Ma sono stati i giocatori i veri protagonisti”, racconta a fine gara Ettore Messina.

Olimpia Milano Ettore MessinaEttore Messina (foto Ipa)
 

Olimpia Milano, scudetto! Ettore Messina: chi perde spiega e chi vince festeggia. L’anno scorso abbiamo spiegato noi, quest’anno spiegheranno altri

Sulla differenza con la scorsa stagione spiega: “L’anno scorso è stata un’altra bellissima stagione, siamo arrivati ad un passo dal giocarci una finale europea, quest’anno forse paradosslamente ci siamo andati ancora più vicini anche senza fare le Final Four. In finale, abbiamo perso, abbiamo riconosciuto i meriti della Virtus che aveva giocato meglio, senza parlare di budget. di arbitri o di altre cose. Come diceva il grande Julio Velasco chi perde spiega e chi vince festeggia. L’anno scorso abbiamo spiegato noi, quest’anno spiegheranno altri”. Ettore Messina ha vinto lo scudetto contro la Virtus, la squadra che l’ha lanciato: “Il momento pèiù bello per me, di questa serie, è stato quando abbiamo onorato i 90 anni di Sandro Gamba. Lui è andato via da Milano per Varese, accerrima nemica, dove ha vinto due scudetti e due titoli europei, e poi è andato anche alla Virtus. Credo che nessuno dei 13.000 tifosi del Forum, né oggi né 30 anni fa, sia mai venuto in mente di discutere o non rispettare un personaggio così. Mi fa stare molto male andare a Bologna e prendere insulti da una parte di quella tifoseria, o non poter portare mia moglie o mia madre alla partita. L’unica cosa che auguro alla Virtus è di continuare a fare bene, ad avere un grande futuro senza dimenticare il suo passato. Noi di sicuro il nostro passato ce lo teniamo stretto. Ogni mattina appena arriviamo in sede la prima foto che vediamo è quella di Cesare Rubini, e poi ci sono Sandro Gamba, Massimo Masini, Bill Bradley, Arthur Kenney, Mike D’Antoni e tutti gli altri. E ne siamo orgogliosi. Ognuno sceglie di essere come vuole”.

Messina parla della stagione: “Il momento più brutto è stato quando ho dovuto dire al Sig. Armani e a Leo Dell’Orco che avevano un secondo caso di doping. Mi sono vergognato come un ladro, anche se non avevamo colpe né io né lo staff, nessuno. Lì ho temuto che la squadra potesse pagare la perdita di un pezzo fondamentale. Complimenti ai ragazzi per aver saputo cambiare. Io sono fortunato di averli allenati e devo tutto alla mia famiglia, perché mi sostiene anche quando non è facile. Senza le persone che mi vogliono bene non sarei qui”.

Olimpia Milano Shavon ShieldsShavon Shields (foto Ipa)
 

Sullo staff, il coach di Milano spiega: “Fare l’assistente è difficile. Magari fai un suggerimento vincente e il merito se lo prende un altro. L’ho fatto anche io, è umano. Ma loro, Mario Fioretti, Gianmarco Pozzecco, Stefano Bizzozero e Marco Esposito oltre a Giustino Danesi sono un gruppo eccezionale. Sanno fare un passo indietro per il bene comune. Sempre. Sono orgoglioso che Pozzecco vada in Nazionale. Dicevano avessimo preso un giullare, che insieme non saremmo durati più di tre mesi. Abbiamo vinto la Coppa Italia, lo scudetto e lui è in Nazionale. Questi sono i risultati”.

ARMANI EXCHANGE MILANO-SEGAFREDO BOLOGNA 81-64 (29-16; 43-36; 61-46)

OLIMPIA MILANO: Grant 7, Ricci, Biligha, Baldasso, Alviti, Melli 8, Rodriguez 12, Hall 2, Shields 15, Hines 8, Bentil 6, Datome 23. All. Messina

VIRTUS BOLOGNA: Tessitori, Mannion 10, Pajola 2, Alibegovic 11, Cordineri 2, Belinelli 3, Jaiteh 9, Shengelia 8, Hackett, 6, Sampson 6, Weems 2, Teodosic 5. All. Scariolo

Note: tiri da 2: MI 23/41, BO 10/24; tiri da 3: MI 9/26, BO 9/25; tiri liberi: MI 8/8, BO 17/20; rimbalzi: MI 33 (Hines 6), BO 32 (Jaiteh 7); assist: MI 22 (Rodriguez 8), BO 14 (Teodosic 5)

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