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PRANDELLI modificato 10

E' nato tutto da una sua idea e mercoledi' prossimo sara' realta'. Cesare Prandelli non nasconde l'emozione in vista dell'amichevole dell'Olimpico fra Italia e Argentina in onore di Papa Francesco.

"Come mi e' venuta l'idea? D'istinto, dopo le prime uscite del Pontefice, in quel clima di simpatia e consenso generali - racconta il ct azzurro a 'La Gazzetta dello Sport' - ho pensato a Italia e Argentina, le 'sue' nazionali, che partono insieme, dallo stesso albergo, per incontrarlo con gioia. La nostra Federazione ci ha lavorato. Martedi' accadra'".

Prandelli, che e' rimasto colpito da subito dal nuovo Pontefice ("Papa Francesco si e' posto subito come un punto di riferimento e non solo per i cattolici"), non vede l'ora di incontrarlo: "Cosa gli diro'? Vorrei dirgli: 'Se domani sera non ha di meglio da fare, venga allo stadio con noi'. Ma temo che mi manchera' la voce per l'emozione". Si torna a parlare di Brasile e delle proteste durante la Confederations. "Io credo che il mondiale brasiliano possa coesistere con una migliore politica sociale - il pensiero di Prandelli - Di sicuro e' impossibile giocare bene in uno stadio costato 800 milioni che sta a 100 metri da una favela di 120 mila persone di cui il 20% senza cibo". E proprio durante la Confederations, Balotelli e' salito alla ribalta delle cronache per la sua visita in una favela di Salvador. "Quando mi ha chiesto di poter uscire perche' una missionaria della favela era venuto a trovarlo, aveva una gioia negli occhi che gli ho detto di si', anche se eravamo blindati in albergo - racconta - Mario ha la generosita' e la sensibilita' giuste per vivere intensamente l'incontro con questo Papa".

In ottobre la Nazionale giochera' a Napoli. L'occasione per sostenere chi combatte la camorra. "Si', lo faremo. Il mio orgoglio e' che i giocatori non hanno mai dato segni di insofferenza per questi impegni sociali che spesso costano fatica. Sentono il dovere delle rappresentanza, di avvicinare la gente, il privilegio di vestire l'azzurro", commenta ancora Prandelli, che sul codice etico rivela: "Dai giocatori e' condiviso in pieno, meno all'esterno. Abbiamo istituito qualcosa di importante che mancava. I comportamenti dettano l'esempio. Invece per qualcuno il codice etico e' diventato il buonismo di Prandelli, causa della sconfitta ai rigori con la Spagna. Che delusione...". Il ct, infine, apre al ritorno in azzurro di Osvaldo ("nella mia testa e' titolare. Se sta bene e gioca, lo chiamo sempre. Vediamo") e non nutre alcuna preoccupazione per le difficolta' della Juventus, principale serbatoio della Nazionale. "Ci sta che Conte, avendo caricato molto i muscoli, abbia allentato la pressione mentale. Quando stringera' le redini, tornera' la solita Juve".

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