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Sport
Riforma dello sport, Manco (UISP): "Novità significative, ma non ci fermiamo"
Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il presidente del CONI Giovanni Malagò (LaPresse)

A che punto siamo con la riforma dello sport?

Sono stati approvati cinque decreti, in attuazione della legge delega 86/2019, ma non quello che avrebbe modificato la governance del settore, un tema che invece viene ritenuto di centrale importanza da parte di Vincenzo Manco, presidente nazionale di UISP - Unione Italiana Sport Per tutti.

Andiamo per ordine. I cinque decreti approvati dovranno ora passare al vaglio del Consiglio di Stato, della Conferenza Stato Regioni e delle commissioni parlamentari prima del varo definitivo. Il loro contenuto introduce modifiche significative, sottolineate in maniera positiva anche dall'Ente di Promozione Sportiva e dalla maggior parte degli addetti ai lavori. 

In primo luogo viene rivista la definizione di “lavoratore sportivo” introducendo inedite tutele lavoristiche e previdenziali sia nel settore dilettantistico sia nel settore professionistico. Viene abolito il vincolo sportivo, anche per i dilettanti, e si affermano pari opportunità per lo sport femminile, professionistico e dilettantistico; il riconoscimento di pari diritti delle persone con disabilità nell’accesso alla pratica sportiva di tutti i livelli; la tutela dei minori e dei cittadini con disabilità nell’ambito della pratica sportiva; la tutela e il sostegno del volontariato sportivo; l’istituzione di un “Fondo per il professionismo negli sport femminili”; l’istituzione della figura professionale del chinesiologo di base, di quello sportivo e del manager dello sport.

Si prevede che le associazioni sportive dilettantistiche possano svolgere anche attività commerciali, solo se secondarie rispetto all’attività sportiva e strumentali all’autofinanziamento, e che possano distribuire una parte dei dividendi con limiti stringenti a tutela della vocazione sportiva.

Viene disciplinata la figura dell’agente sportivo in termini di requisiti di accesso alla professione, compensi, incompatibilità e trasparenza, con particolare riguardo alla tutela dei diritti dei minori, istituendo un registro nazionale presso il CONI.
Viene inoltre previsto l’aggiornamento delle norme tecniche e la semplificazione delle procedure amministrative in ordine alla realizzazione e manutenzione degli impianti sportivi, in linea con la normativa internazionale e gli standard europei.

La semplificazione riguarda anche la burocrazia, con la creazione di un Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche presso il Dipartimento per lo sport. Sul fronte del contrasto alla violenza di genere vengono definite modalità e tempi per la redazione di apposite linee guida, con validità quadriennale, per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione prevista per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale da parte di federazioni sportive discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni benemerite.

Vengono inoltre fissate norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, disciplinando i criteri e le modalità previsti per la segnalazione del grado di difficoltà delle piste e per la delimitazione dei bordi delle medesime commisurato alla pendenza. 

“Sono tutte conquiste che sentiamo in parte nostre per le costanti battaglie che la Uisp porta avanti da sempre su questi temi. Anzi, sul lavoro siamo stati proprio noi i protagonisti principali che hanno consentito l'emersione del problema, presentando un emendamento nel decreto Cura Italia che ha permesso il riconoscimento dell'indennità anche agli istruttori e agli insegnanti e non solo ai collaboratori amministrativo gestionali”, commenta Manco.

Non è invece stato approvato il cosiddetto “Decreto Uno”, quello sulla governance, sebbene i suoi contenuti sulla partità di genere e l’accesso degli atleti parolimpici nei corpi civili dello Stato siano stati recepiti negli altri decreti.

“Noi non ci arrendiamo", scrive il presidente di UISP in una lettera aperta, sottolineando l'importanza politica del tema. Ci si attendeva infatti un segnale di discontinuità rispetto alle scelte operate dal Governo M5S/Lega, quando l'allora sottosegretario Giancarlo Giorgetti, con delega allo sport, aveva affidato ampi poteri alla società governativa “Sport e Salute”. Tale scelta aveva allarmato persino il CIO (Comitato Olimpico Internazionale), che aveva richiamato l'Italia alla necessità di garantire l'autonomia dello sport dalla politica, paventando persino l'esclusione del nostro Paese dalle competizioni internazionali. Uno degli obiettivi della riforma era quindi restituire al CONI tale autonomia. “Purtroppo non c’è stata la giusta sintesi tra le forze politiche”, ha ammesso il ministro Vincenzo Spadafora, spiegando che ora la questione dovrà essere affrontata nel confronto tra Giovanni Malagò, presidente del CONI, e Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute. 

“Le forze politiche non si sottraggano, tengano il punto. Il sistema sportivo si apra ad una necessaria fase nuova che comunque questi decreti segnano e si superino le rendite di posizione e i privilegi da parte di tutti!”, aggiunge Manco, il quale mette sul tavolo anche dei suggerimenti concreti per utilizzare lo sport come strumento “nell'interpretare la crisi sanitaria che ancora ci attanaglia in una chiave non solo emergenziale, ma soprattutto prospettica”. 

“Diventa sempre più urgente: un Piano nazionale per ricostruire l'infrastrutturazione dell'associazionismo di base, che guardi ai prossimi anni con interventi strutturali a sostegno, agendo non solo su defiscalizzazione, detrazioni, credito, fondo perduto. Andando a prendere risorse dalla voce relativa agli investimenti per le politiche di prevenzione della salute e allocandole nella promozione dell'attività motoria. Interventi per progetti nel rapporto tra scuola ed extrascuola per saldare il valore sociale della pratica con le comunità territoriali. Progetti nazionali da inserire nel documento sulla Next Generation che riguardino lo sport nell'ambito dell'inclusione e della transizione ecologica”.

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