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Serie A, quarta giornata: chi entra nella Top 11? Mastantuono tris, Malen non si ferma e Caprile è un muro. Il 3-4-3 di Affaritaliani

La Top 11 di Affaritaliani: ruolo per ruolo, ecco la formazione ideale scelta dopo l’ultima giornata di Serie A

Serie A, quarta giornata: chi entra nella Top 11? Mastantuono tris, Malen non si ferma e Caprile è un muro. Il 3-4-3 di Affaritaliani
Foto Lapresse

Mastantuono firma tre gol, Moreira e Coulibaly ne aggiungono altri quattro in due. Davanti ci sono Mendy, Esposito e l’inarrestabile Malen, mentre Caprile chiude la porta: ecco il 3-4-3 della quarta giornata.

Tredici gol e nove marcatori: Mastantuono guida un 3-4-3 che attacca da ogni reparto

Questa volta servirebbe quasi il pallottoliere. La Top 11 di Affaritaliani della quarta giornata si sistema con il 3-4-3 e mette insieme 13 gol. Nove dei dieci uomini di movimento scelti hanno segnato almeno una rete: Mastantuono ne fa tre, Moreira e Coulibaly due ciascuno, mentre Tiago Gabriel, Carlos Augusto, Barella, Mendy, Sebastiano Esposito e Malen completano una formazione con il vizio evidente del gol. L’unico a non segnare è Balerdi, che però alla prima da titolare con la Roma mette insieme undici interventi difensivi. In porta c’è Caprile, ancora protagonista nel colpo del Cagliari a Bergamo.

La formazione tipo di Affaritaliani

Caprile

Tiago Gabriel – Balerdi – Carlos Augusto

Mastantuono – Moreira – Coulibaly – Barella

Mendy – Sebastiano Esposito – Malen

Allenatore: Alberto Aquilani

Modulo: 3-4-3

Panchina: Ramon, Kaiki, Daniel Maldini, Matic, Musah, Lobotka, Zhegrova.

Scopri chi sono i top e i flop di Affaritaliani della quarta giornata di Serie A

Caprile abbassa la saracinesca, Tiago Gabriel e Carlos Augusto segnano: Balerdi fa il buttafuori

Elia Caprile – Cagliari

Il Cagliari vince 2-1 a Bergamo e nel finale deve resistere all’assalto dell’Atalanta. Caprile risponde quando serve e conferma i numeri di questo avvio di stagione: 13 parate su 15 conclusioni nello specchio, con l’86,7% di interventi riusciti. I rossoblù hanno subito appena due reti in quattro giornate e sono saliti a nove punti. A questo punto definirlo ancora una sorpresa rischia di essere riduttivo.

Tiago Gabriel – Lecce

Al 11′ di Lecce-Monza sale sul corner di Ilic e di testa firma il 2-0. Il Lecce segna tre volte nei primi 21 minuti e alla fine quel vantaggio costruito subito diventa fondamentale per resistere alla rimonta brianzola fino al 3-2. Per un difensore centrale segnare è un bonus. Farlo in uno scontro diretto che vale tre punti è un ottimo modo per guadagnarsi un posto qui.

Leonardo Balerdi – Roma

Niente gol nè sortite offensive. Qualcuno deve pur difendere in questa squadra. Balerdi parte titolare per la prima volta con la Roma nel 2-0 sul campo del Torino e chiude con 11 interventi difensivi, più di qualsiasi altro giocatore nel match. La Roma concede poco, porta a casa il terzo clean sheet delle prime quattro giornate e continua a vincere. In una Top 11 piena di marcatori, Balerdi si prende il posto facendo esattamente il mestiere per cui è stato comprato.

Carlos Augusto – Inter

L’Inter è sotto 0-2 dopo 16 minuti contro l’Udinese e ha bisogno di una scossa. Al 26′ Carlos Augusto prende la mira da fuori e con il sinistro trova il secondo palo per il gol che riapre la partita. Da lì i nerazzurri ne segnano altri quattro e vincono 5-3. Un esterno che parte dietro, segna così e accende una rimonta del genere può tranquillamente accomodarsi nella linea dei tre. Anche perché chiamarlo semplicemente difensore, in serate come questa, diventa complicato. Ah, (n.d.r.) secondo gol consecutivo dopo quello al Bernabeu.

Mastantuono ne fa tre, Moreira e Coulibaly due: a centrocampo servono le calcolatrici

Franco Mastantuono – Fiorentina

Prima il 29′, poi il 30′, infine l’84’. Franco Mastantuono segna tre volte e trascina la Fiorentina al 4-2 sul Venezia, regalando ai viola i primi punti del campionato. La squadra di Vanoli va sotto, l’argentino la ribalta praticamente da solo nel giro di un minuto e completa il tris nella ripresa. A 19 anni, dopo un inizio nel quale l’attesa attorno a lui era stata molto più evidente dei gol, sceglie un modo piuttosto rumoroso per presentarsi davvero alla Serie A. Tre reti in una sera: questo benvenuto può bastare.

Diego Moreira – Milan

Amorim lo manda dentro all’intervallo con il Milan sotto 2-0 contro la Lazio. Moreira aspetta venti minuti e poi cambia la partita: gol al 65′ con una volée sul cross di Pulisic, altro sinistro vincente al 67′ sul pallone di Rabiot. Sono le sue prime due reti in Serie A e valgono il 2-2 finale. Una settimana fa era finito tra i bocciati, sette giorni dopo entra nella Top 11. Nel calcio le gerarchie cambiano in fretta. Due gol in due minuti aiutano parecchio.

Lassana Coulibaly – Lecce

Tre minuti per segnare il primo gol, altri diciotto per completare la doppietta. Coulibaly stappa Lecce-Monza di testa su corner e al 21′ attacca ancora l’area per il 3-1. Il Monza torna fino al 3-2, quindi quelle due reti finiscono per valere esattamente la differenza tra tre punti e un’occasione sprecata. Per un centrocampista, due incursioni così dentro l’area piccola sono un messaggio abbastanza chiaro: se lo perdi di vista, vai a raccogliere il pallone in porta.

Nicolò Barella – Inter

L’Udinese segna due volte nei primi sedici minuti, Carlos Augusto accorcia e al 35′ Barella firma il 2-2 da posizione defilata. Non finisce lì: nella ripresa il suo lancio avvia anche l’azione che porta al sorpasso di Thuram. Gol, recuperi, costruzione e fascia al braccio nella rimonta fino al 5-3. Quando Barella mette insieme tutto questo nella stessa sera, discutere se sia mezzala, regista aggiunto o incursore diventa quasi un esercizio accademico. Lui intanto corre.

Scopri l’MVP di Affaritaliani della quarta giornata di Serie A

Mendy ha un conto aperto con l’Atalanta, Esposito punisce la Juve e Malen è già a quota sei

Paul Mendy – Cagliari

Tre gol in Serie A, tutti contro l’Atalanta. A Bergamo Mendy colpisce al 19′ sull’assist di Adopo e nella ripresa trova anche una seconda rete, poi annullata per fuorigioco. Ha 19 anni e sta trovando spazio in un Cagliari arrivato a nove punti dopo quattro partite. Se sul calendario vede nerazzurro evidentemente qualcosa scatta: la Dea, ormai, lo conosce fin troppo bene.

Sebastiano Esposito – Sassuolo

Sassuolo-Juventus resta bloccata sullo 0-0 fino al 65′. Matic trova l’imbucata, Sebastiano Esposito attacca lo spazio e in diagonale batte Vicario per il vantaggio neroverde. La Juve pareggerà due volte, ma il Sassuolo continuerà ad attaccare fino al 3-2 di Adzic al 94′. Esposito apre la partita che consegna alla squadra di Aquilani uno dei risultati più rumorosi del turno. Un numero nove deve segnare. Se lo fa contro la Juventus, il curriculum della domenica migliora sensibilmente.

Donyell Malen – Roma

Avevamo quasi promesso di smettere di metterlo ovunque. Malen, però, non collabora. Al 40′ sfrutta il pallone recuperato da Mancini e il servizio di Dybala per aprire Torino-Roma. I giallorossi vincono 2-0, restano a punteggio pieno e l’olandese sale a sei gol nelle prime quattro giornate. Sono anche 20 reti in campionato nel 2026. Se continua così, il problema non sarà decidere quando inserirlo nella Top 11. Sarà trovare ogni settimana un modo nuovo per descrivere perchè l’abbiamo inserito.

Aquilani contro la Juve sceglie Esposito, poi libera Bowie e Adzic: tre mosse, tre gol

Allenatore della giornata: Alberto Aquilani – Sassuolo

Il Sassuolo batte la Juventus 3-2 e Aquilani si prende il riconoscimento soprattutto per come costruisce l’attacco della partita. Sceglie Sebastiano Esposito dall’inizio e il centravanti firma l’1-0. Al 71′ lo sostituisce insieme a Berardi e Thorstvedt, inserendo tra gli altri Bowie e Adzic. Bowie segna il 2-1 all’89’, Adzic realizza il definitivo 3-2 al 94′ dopo il secondo pareggio di Zhegrova. Tre degli uomini sui quali Aquilani prende una decisione finiscono sul tabellino dei marcatori. Stavolta la panchina non serve per amministrare: serve per vincere. Che lavoro sta facendo il tecnico romano alla sua prima stagione in Serie A.

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