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Tokyo 2020, Ganna mostruoso: ciclismo su pista oro ma flop azzurro a squadre
Filippo Ganna (Lapresse)

Tokyo 2020, Filippo Ganna mostruoso: oro Italia nel ciclismo su pista

Medaglia d'oro dell'Italia del ciclismo nell'inseguimento a squadre uomini con il nuovo record del mondo in 3.42.032. Gli azzurri (Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Jonathan Milan) in finale hanno battuto la Danimarca. Filippo Ganna è stato incredibile nell'ultimo chilometro, rimontando un gap che pareva incolmabile (i danesi hanno raggiunto un vantaggio massimo di otto decimi poco dopo metà gara). Per l'Italia è il sesto oro a Tokyo 2020.

OLIMPIADI TOKYO 2020: GANNA, 'VOLEVAMO IL GRANDE RISULTATO E LO ABBIAMO OTTENUTO CON LAVORO DI SQUADRA'

"Sapevamo di essere competitivi che potevamo fare qualcosa di grosso. Sapevamo di avere il paracadute ma volevamo il grande risultato e lo abbiamo ottenuto con un grande lavoro di squadra". Lo ha detto Filippo GANNA dopo la vittoria dell'oro a squadre nell'inseguimento su pista di ciclismo a Tokyo 2020. "Nell'ultimo chilometro sapevamo che avevamo un buono sprint, ma io pensavo a pedalare in pista e non al tempo e a fare un altro record del mondo. I ragazzi mi hanno messo nelle migliori condizioni possibili, fare il lavoro degli altri vi assicuro che è più difficile del mio", ha aggiunto il velocista azzurro.

Filippo GannaFilippo Ganna (Lapresse)
 

Tokyo 2020: anche settebello fuori ai quarti. Serbia vince 10-6

Si chiude ai quarti di finale l'avventura del settebello azzurro a Tokyo 2020. I ragazzi di Sandro Campagna sono stati eliminati dalla Serbia con il punteggio di 10-6. L'equilibrio tra le due potenze della pallanuoto europea si e' rotto sul punteggio di 2-2 quando i balcanici hanno trovato, prima della sirena del primo tempo, tre reti consecutive. Il registro non e' cambiato neanche durante la seconda frazione di gioco con gli italiani incapaci di ridurre il gap e gli avversari lesti a bloccare sul nascere ogni tentativo di rimonta. Non sono bastate all'Italia le segnature di Bodegas, Di Fulvio, Figari, Luongo e la doppietta di Presciutti. Si tratta della prima sconfitta in tutto il torneo per gli azzurri che restano fuori dalla zona medaglie dopo l'argento di Londra 2012 e il bronzo di Rio 2016. La Serbia affrontera' ora in semifinale la Spagna per conquistare un posto in finale.

OLIMPIADI: CAMPAGNA (CT SETTEBELLO), 'NON MI ASPETTAVO UNA PARTENZA DEL GENERE'

"Il più grande rammarico è quello di non aver fatto la partita che avevamo preparato. Avevo visto i ragazzi molto sereni prima della gara. Non mi aspettavo una partenza del genere". E' il commento del commissario tecnico del Settebello azzurro, Alessandro Campagna, dopo il ko nei quarti del torneo olimpico maschile di pallanuoto 10-6 contro la Serbia. "Ci siamo trovati sotto inaspettatamente e non per il volume di gioco espresso da Serbia e Italia. Noi abbiamo prodotto molto e sbagliato molto, soprattutto molti tiri tra la fine del primo e secondo tempo e abbiamo sbandato un po' in difesa, prendendo quattro gol a uomini pari, che non è da noi. Non siamo riusciti a cambiare la partita", prosegue il ct azzurro. "Nel terzo tempo abbiamo avuto la possibilità di riprenderla, nonostante ci fosse un divario di cinque gol. Anche in quelle occasioni abbiamo sbagliato e il loro portiere si è esaltato. Con i tiri dai quattro/cinque metri potevamo fare almeno due/tre gol per poter finire il terzo tempo più vicini nel punteggio. Ma i nostri tiri non erano di grande qualità", conclude Campagna.

OLIMPIADI: FIGLIOLI (PALLANUOTO), 'COMMESSI TROPPI ERRORI, SERBIA HA MERITATO DI VINCERE'

"Abbiamo lavorato tanto per arrivare a giocare questo tipo di partite. Eravamo pronti sotto tutti i punti di vista, sapevamo che sarebbe stata una partita impegnativa ma abbiamo commesso troppi errori. La Serbia ha meritato di vincere". Sono le parole del capitano della Nazionale italiana di PALLANUOTO, Pietro Figlioli, dopo l'eliminazione dal torneo olimpico degli azzurri ko nei quarti 10-6 contro la Serbia.

OLIMPIADI TOKYO 2020: VOLLEY FEMMINILE, ITALIA KO CON LA SERBIA NEI QUARTI

Sfuma il sogno medaglia per l'Italia nel torneo di pallavolo femminile ai Giochi olimpici di Tokyo. Le azzurre - che sognavano una medaglia - si fermano ai quarti battute 3-0 dalla Serbia (25-21, 25-14, 25-21). Fatali, in un primo set per buona parte equilibrato, due invasioni ingenue commesse dalle azzurre su ricezioni errate da parte delle avversarie che hanno vanificato la possibilita' di mettere a terra palloni tanto facili quanto pesanti. Dopo un secondo parziale senza storia, le italiane sono entrate bene nel terzo andando avanti fino al 13-9. Un parziale di 0-6 firmato Boskovic e compagne ha pero' tagliato le gambe alle loro rivali, che non sono piu' state in grado di riprendere in mano il match. Troppa la differenza complessiva tra le due formazioni, soprattutto in fase di ricezione e in cabina di regia. "E' stata una brutta caduta, ma sono convinto una volta tolto il gesso questo gruppo avra' ancora tanto da raccontare - prosegue l'allenatore -. Sono molto dispiaciuto anche per tutto il movimento pallavolistico di casa nostra, perche' si nutre dei nostri risultati e ora ha purtroppo visto una doppia eliminazione sia tra gli uomini che tra le donne". Con un calendario stravolto dal Covid, le ragazze avranno poco tempo per piangersi addosso. Il 18 agosto inizia infatti l'Europeo itinerante tra Serbia, Croazia, Romania e Bulgaria. Un torneo nel quale le azzurre sono chiamate al riscatto.

TOKYO 2020: VOLLEY. SYLLA "SE PERDI 3-0 NON HA FUNZIONATO NIENTE"

"Ho il cuore distrutto per questa sconfitta, cosi' come le mie compagne". La capitana dell'Italvolley Miriam Sylla commenta cosi' la cocente eliminazione subita dalla squadra ai quarti di finale dell'Olimpiade per mano della Serbia. "C'e' poco da dire, se perdi 3-0 vuol dire che non ha funzionato niente. Non e' la sconfitta con la Cina che ha compromesso il nostro cammino. Avremmo dovuto essere piu' ciniche con gli Stati Uniti". 

Tokyo 2020 - Quarti maledetti per squadre azzurre: eliminati nel volley (maschile e femminile), Ital-basket e Settebello di pallanuoto

Basket, pallanuoto e pallavolo. L'Italia degli sport di squadra piu' tradizionali si e' fermata a un passo dal sogno olimpico. La soglia di sbarramento era quella dei quarti di finale, una linea di demarcazione che in modo crudele divide la gioia di giocarsi una medaglia dalla delusione di tornare a casa a mani vuote. Una medaglia di legno collettiva, di squadra, che non lenisce il rammarico di chi sa che ha perso una grande occasione. Una di quelle chance che arriva solo ogni quattro anni e, per molti, appena una volta nella vita. Il basket azzurro e' uscito a testa altissima dopo un'estate vissuta con l'adrenalina a mille e iniziata con la vittoria al pre-olimpico contro la fortissima Serbia, battuta a casa propria e contro ogni previsione. Le vittorie convincenti con Germania e Nigeria, e la sconfitta onorevole contro la quotata Australia, avevano alimentato desideri proibiti di podio poi interrotti dalla fortissima Francia. I transalpini, senza alcun timore riverenziale nei confronti degli Stati Uniti, puntano all'oro e contro i ragazzi di Meo Sacchetti hanno dovuto sudare sette camicie per evitare, per loro si', una clamorosa eliminazione. Insomma, da questa cavalcata riparte il movimento cestistico italiano che saluta i grandi veterani come Belinelli e Datome, assenti a Tokyo, per affidarsi alle nuove leve rappresentate da Nico Mannion, Simone Fontecchio e Achille Polonara.

Discorso opposto e' quello che si deve fare per la spedizione della pallavolo azzurra in Giappone. La squadra maschile, vice-campione olimpica in carica, si e' arresa al tie-break contro gli argentini che hanno messo in campo piu' "garra" e "grinta" e hanno portato a casa una partita piu' che equilibrata. L'Italia aveva affrontato gia' tre volte la squadra albiceleste negli ultimi mesi senza mai concedere piu' di un set. Una sconfitta inaspettata che spegne i sogni di gloria dello staff guidato da mister Blengini che, in vista di Parigi 2024, dovra' trovare nuova linfa, oltre a quella gia' portata da Michieletto, per aiutare i veterani (sempre piu' veterani) come Juantorena, Zaytsev e Giannelli. Anche in campo femminile le recriminazioni sono tantissime. L'avversario, ancora la Serbia, era certamente piu' temibile ma e' il 'come' e' arrivata la sconfitta a preoccupare coach Mazzanti e lo staff tricolore. Un netto 3-0, senza se e senza ma, con le azzurre mai entrate in partita e schiacciate, letteralmente, dalle rivali. Persino Paola Egonu, una delle giocatrici piu' forti ed efficaci dell'intero panorama mondiale non ha saputo guidare le compagne a una reazione che tanti appassionati si aspettavano. Decisiva, in questo senso, la discontinuita' messa in campo dall'Italia che, con la sconfitta contro la Cina nell'ultima partita del girone, si e' esposta a un sorteggio piu' complicato e, quindi, a un'uscita prematura dalla competizione. Chiude questa carrellata di brucianti sconfitte il Settebello di Sandro Campagna che si e' arreso, sempre ai quarti, contro l'onnipresente Serbia. Anche in questo caso, nonostante la caratura dell'avversario, a lasciare l'amaro in bocca e' la sensazione che non ci sia mai stata gara tra le due compagini. Dopo il 2-2 iniziale, infatti, la pallanuoto azzurra non e' riuscita mai a colmare il break di tre reti segnate dagli slavi che, da quel momento in poi, hanno controllato una gara in cui il risultato non e' mai stato apparso in discussione. Insomma, quattro sconfitte che gridano vendetta e che, in questo senso, possono insegnare molto in vista di Parigi 2024 ma anche degli appuntamenti intermedi, mondiali ed europei.

OLIMPIADI: VELA, NEL 470 MASCHILE ORO AGLI AUSTRALIANI BELCHER E RYAN, ITALIA SETTIMA

L'Australia della vela si aggiudica l'oro nel 470 maschile, con la vittoria finale nella medal race della coppia Mathew Belcher e Will Ryan, Argento agli svedesi Anton Dahlberg e Fredrick Bergstrom, bronzo ai neozelandesi Paul Snow-Hansen e Dan Willcox. Settimi gli italiani Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò.

OLIMPIADI: JACOBS TORNA IN PISTA PER LA STAFFETTA 4X100

Giovedì torna in pista Marcell Jacobs. Lo segnala la Federatletica. Il campione olimpico dei 100 metri, insieme ai compagni della staffetta 4x100 metri, sarà protagonista giovedì 5 agosto (per l'Italia, nella notte tra mercoledì e giovedì) nelle batterie, unico turno eliminatorio prima della finale. Il dt delle squadre nazionali Antonio La Torre, con il supporto del responsabile dello sprint Filippo Di Mulo, ha definito il quartetto che correrà alle 4:30 italiane (le 11:30 locali): nell'ordine, Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Eseosa Desalu e Filippo Tortu. Il compito non è dei più semplici: l'Italia correrà nella seconda batteria (ore 4:39), in settima corsia, insieme, tra le altre, a Canada, Stati Uniti, Cina e Germania. La formula non ammette distrazioni: in finale le prime tre, con due tempi di ripescaggio. Il quartetto azzurro, oltre a Jacobs, poggia le basi su due semifinalisti olimpici, gli ottimi Filippo Tortu (non sono in molti a poter vantare due atleti con Pb inferiore ai 10 secondi) e Eseosa Desalu (tra i migliori duecentisti europei), con il giovane Patta, emerso quest'anno con il 10.13 di Savona, crono che vale l'ottavo posto nelle liste continentali dell'anno (con Jacobs ovviamente in prima posizione, e Tortu in quinta). Le statistiche: tre le medaglie centrate a cavallo della seconda guerra mondiale: Il bronzo di Los Angeles 1932 (Giuseppe Castelli, Ruggero Maregatti, Gabriele Salviati, e Edgardo Toetti), l'argento di Berlino 1936 (Orazio Mariani, Gianni Caldana, Elio Ragni e Tullio Gonnelli) e il bronzo di Londra 1948 (Enrico Perucconi, Antonio Siddi, Carlo Monti e Michele Tito). L'ultima volta in finale fu a Sydney 2000, quando tra gli otto figurarono Francesco Scuderi, Alessandro Cavallaro, Maurizio Checcucci e Andrea Colombo.

OLIMPIADI: 400 OSTACOLI DONNE, MCLAUGHLIN ORO E NUOVO RECORD

L'americana Sydney McLaughlin oro e nuovo record mondiale nei 400 ostacoli a Tokyo, con 51"46. "Sono assolutamente felice -ha detto-. Che gara fantastica. Sono solo grata di essere qui a celebrare quella gara straordinaria e di rappresentare il mio paese. Volevo solo andare là fuori e dare tutto ciò che avevo".

OLIMPIADI TOKYO 2020: NUOTO DI FONDO, RACHELE BRUNI CHIUDE 14ESIMA, ORO ALLA BRASILIANA CUNHA

L'azzurra Rachele BRUNI chiude solo al 14esimo posto la 10 km di nuoto di fondo femminile ai Giochi di Tokyo 2020. La brasiliana Ana Marcela Cunha ha vinto la medaglia d'oro nella acque dell'Odaiba Marine Park. Argento all'olandese van Rouwendaal Sharon e bronzo all'australiana Kareena Lee. La brasiliana Cunha, cinque volte campionessa del mondo, si è imposta in uno sprint finale con il tempo di 1h59.30 precedendo l'olandese campionessa olimpica ed europea da due edizioni Sharon van Rouwendal, argento in 1h59.31 e l'australiana Kareena Lee, bronzo in 1h59.32. L'azzurra BRUNI, tesserata per Fiamme Oro e Aurelia Nuoto, argento olimpico a Rio de Janeiro, bronzo mondiale ed europeo in carica, ha chiuso in 2h02.10.

OLIMPIADI TOKYO: RACHELE BRUNI, 'MI DISPIACE TANTO, HO SOFFERTO GARA VELOCE'

"Mi dispiace veramente tanto per questo risultato, ho sofferto da subito, ho cercato di restare nel primo gruppo, ma quando hanno fatto lo strappo finale non ce l'ho fatta. Non era questo il risultato atteso". Lo ha detto l'azzurra Rachele BRUNI alla Rai dopo la 10 km di fondo ai Giochi di Tokyo che la vista chiudere ala 14esimo posto. "Ho accusato la gara veloce, ho cercato di stare nel gruppo in fondo per non consumare energie ma ne ho consumate troppe", ha aggiunto l'azzurra visibilmente dispiaciuta.

Tokyo 2020 beach volley; Lupo-Nicolai eliminati ai quarti 

Si fermano ai quarti di finale Daniele Lupo e Paolo Nicolai. La coppia azzurra, argento a Rio 2016, e' stata battuta in due set (21-17, 23-21) dalla coppia del Cherif-Ahmed. "E' chiaro che in questo momento siamo molto delusi, ma la stagione di certo non finisce qui. Ora ci aspettano i Campionati Europei e a settembre avremo le Finals. Il prossimo anno ci aspettano poi i Campionati del Mondo a Roma, tutti grandi eventi con Parigi come obiettivo principale. Noi di certo non molliamo niente''. Sono le parole di Daniele Lupo dopo il ko nei quarti di finale del torneo olimpico in coppia con Paolo Nicolai nel match contro i qatarioti Cherif Younousse e Ahmed Tijan per 2-0 (21-17, 23-21).

''Non vorrei essere autoreferenziale né tanto meno mancare di rispetto a qualcuno, ma credo che esiste un prima e un dopo Lupo/Nicolai. Per la terza volta consecutiva abbiamo centrato i quarti di finale del torneo a cinque cerchi e questo dimostra che l'Italia è lì e ci sarà ancora in futuro", prosegue Nicolai. "A Rio finì con una medaglia ma probabilmente il percorso non fu così decisivo come questo. Qui abbiamo giocato sempre ad alti livelli eccezion fatta per qualche brevissima frazione. Cinque anni fa eravamo più giovani e avevamo avuto degli alti bassi; qui siamo scesi in campo più consapevoli e maturi e convinti che avremmo potuto fare qualcosa di grande. Tuttavia loro sono stati più bravi nei dettagli così come noi lo siamo stati nelle partite precedenti. Questo tuttavia non cancella quanto di buono abbiamo fatto qui e in questi anni insieme. Siamo chiaramente delusi ma c'è poco che cambierei guardando indietro''. 

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