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Toscana
Botticelli, Tondo Luzzetti lascia Grosseto e torna nella casa museo fiorentina
Il Tondo Luzzetti 

Dopo cinque mesi a Grosseto (la mostra doveva concludersi il 10 gennaio ed è stata poi prorogata al 21 marzo)  il Tondo di Botticelli, raffigurante una Madonna con Bambino,  San Giovannino e un angelo, ormai universalmente noto come "Tondo Luzzetti", opera acquistata nel 1985 a un’asta di Christie’s a Londra per la propria collezione privata da Gianfranco Luzzetti e conservata per tutti questi anni nella sua casa-museo fiorentina, lascia Le Clarisse e torna a Firenze a partire da lunedì 22 marzo. Si conclude così, dopo duri mesi di pandemia che hanno visto il Polo Culturale delle Clarisse di Grosseto aperto ad intermittenza (purtroppo tutt'ora chiuso come tutti gli altri musei italiani)  la mostra “La bellezza svelata” a curata da Mauro Papa e Giovanni Gazzaneo, e organizzata e patrocinata dalla Diocesi di Grosseto, guidata dal vescovo Rodolfo Cetoloni, in occasione della “Settimana della bellezza”.

La mostra, nonostante le chiusure causate dal Covid, ha fatto registrare oltre mille paganti in soli 28 giorni di apertura.  Tutta Grosseto e provincia ha potuto godere, anche se per poco, di una splendida opera grazie al grande collezionista ed antiquario di origine grossetana Gianfranco Luzzetti, che ne è il proprietario e l’ha messa a disposizione per la prima volta dopo averla acquistata nel 1985 a un’asta di Christie’s a Londra per la propria abitazione fiorentina, una casa museo del 300 affacciata sul fiume Arno a pochi metri da Ponte Vecchio.  Il Tondo Luzzetti era stato inserito nell’ambito della Settimana della Bellezza (21 al 29 ottobre 2020), festival culturale ideato dal Vescovo Cetoloni per aiutare tutti a riflettere sulla virtù della Speranza come valore evangelico attraverso cui imparare nuovamente a guardare la realtà. Tema di questa ultima edizione aveva un titolo di buon auspicio: “I volti della speranza”.

La Settimana ha avuto la prestigiosa collaborazione del quotidiano “Avvenire” e della sua rivista “Luoghi dell’infinito”, di cui è ideatore e coordinatore il giornalista grossetano Giovanni Gazzaneo, che è anche presidente della Fondazione Crocevia. Ma perché il tondo botticelliano è arrivato nel capoluogo maremmano, dopo aver girato varie parti del mondo dalla sua realizzazione più di 500 anni fa? Il merito è tutto, o quasi, del noto collezionista ed antiquario fiorentino Gianfranco Luzzetti. Da una vita si occupa di arte, prima a Roma, giovanissimo, poi Milano dove ha abitato per trent’anni nella centralissima via Monte Napoleone dove aveva la sua galleria, infine dalla fine degli anni 80 a Firenze, nella casa torre affacciata sull’Arno. Il tondo raffigura una Madonna con Bambino, San Giovannino e un angelo (tempera su tavola, diametro cm.85) ed è stato acquistato da Luzzetti nel 1985 ad un'asta Christie's, a Londra. Da allora non è mai stata esposto in una mostra.

La scheda del catalogo Christie's lo riferiva alla bottega di Botticelli. L'alta qualità di alcuni importanti dettagli, come il volto della Vergine e le mani sinuose ed eleganti, fa invece supporre l'intervento diretto del maestro, pur non giustificando l'autografia assoluta. Il tema iconografico, che riflette lo spirito “affettuoso” peculiare della produzione della bottega di Botticelli alla fine del Quattrocento, riprende un soggetto giovanile modulato sugli esempi più rigidi e distaccati di Filippo Lippi. Per una corretta datazione e contestualizzazione culturale del tondo Luzzetti è necessario citare il tondo con Madonna con Bambino, San Giovanni Battista bambino, San Michele Arcangelo e San Gabriele Arcangelo (tempera su tavola, diametro cm.115) conservato a Palazzo Pitti a Firenze. I due tondi sono identici nella composizione, ad eccezione della figura dell'Arcangelo Michele che nel tondo Pitti compare alle spalle di San Giovannino. Entrambi i tondi (Pitti e Luzzetti) esprimono un linguaggio che Botticelli aveva sviluppato intorno al 1485 e l'eventuale prototipo potrebbe essere datato alla fine dell'ottavo decennio.

Questo prototipo autografo avrebbe dovuto riportare una composizione priva della figura dell'arcangelo Michele che, nel tondo Pitti, sembra congestionare lo spazio togliendo respiro allo sfondo paesaggistico. La composizione del tondo Luzzetti, invece, sembra più equilibrata e simmetrica, quindi più vicina all'ipotetico prototipo di cui costituirebbe – negli anni novanta del Quattrocento – una preziosa replica priva di varianti. Luzzetti rievoca anche la storia dell’acquisizione del tondo del Botticelli: “lo presi all’asta a Londra da Christie's, una sorta di colpo di fulmine, tanto che un cinese interessato al tondo e che arrivò tardi all’asta causa un ritardo dell’aereo su cui sedeva mi propose una cifra davvero considerevole per riacquistarlo, ma io fui irremovibile nel tenermelo. L’ho sempre conservato gelosamente nel mio salone di casa a Firenze, non l’ho mai prestato a nessuna mostra, nonostante le varie richieste, proprio perché sono rimasto sempre molto affezionato all’opera. Il complesso delle Clarisse – continua Luzzetti - è un importante centro culturale per la città di Grosseto che cosi ha un suo museo di arte seicentesca in grado di attirare i visitatori più curiosi ed esigenti”.

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