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Viaggi

Di Maria Carla Rota
@MariaCarlaRota

Berlino capitale degli hipster? In parte, forse, ma non  solo quello. Perché all’ombra del fenomeno modaiolo che ha attirato l’attenzione della società mondiale e dei media, proliferano tanti movimenti giovanili che rendono la capitale tedesca un laboratorio di nuove idee a livello europeo e mondiale. Un  subbuglio artistico, intellettuale e culturale, accessibile a chiunque dalla caduta del muro di Berlino e oggi in pieno fervore.

“La parte orientale della città negli ultimi vent’anni è diventata un punto di riferimento per giovani, (sedicenti) artisti e intellettuali da ogni parte del mondo - spiega ad Affaritaliani.it Andrea Rota, dottore di ricerca in Germanistica dell'Università di Trento ed esperto della città -. Molti spazi dell’ex DDR (la Germania comunista) caduti in disuso dopo la riunificazione nazionale sono assurti nel tempo a immensi laboratori di creatività, in continua evoluzione”. Un esempio ne è stato il Kulturzentrum Tacheles nel quartiere di Mitte: “A inizio secolo era un grande centro commerciale, dopo complesse vicissitudini è stato dismesso. Dagli Anni Novanta ha goduto di nuova vita come gigantesco centro sociale, artistico e culturale. Negli ultimi anni della sua attività è stato  l’icona della ‘contro-cultura che fu’, perché, facendo presto parte ndel circuito turistico , ha poi perso parte del suo attrito sociale.”

Berlino esercita una forza magnetica grazie alla sua storia, ma anche alla qualità e allo stile di vita che offre, di alto livello ma a prezzi contenuti (per quanto in ascesa), soprattutto se confrontata con le altre capitali del Vecchio Continente. Si può mangiare un sushi a 10 euro, andare al centro benessere con 14, fare un brunch pantagruelico a 6 oppure assistere a uno spettacolo teatrale per una cifra altrettanto modesta.  E trovare ancora affitti che a Milano o Roma sarebbero impensabili.

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A Berlino gli hipster (di cui nel 2012 la città ha addirittura celebrato le “olimpiadi”)  si mescolano con movimenti più politicizzati o socialmente impegnati.  “Come in tutte le metropoli si registrano subculture incentrate sull’antagonismo sociale, culturale e politico così come quelle legate esclusivamente alla mera provocazione estetica. Berlino – prosegue Andrea Rota - si distingue, tra mille altre cose, come centro della cultura letteraria giovanile informale e vissuta da un pubblico under 30 molto più nutrito che altrove: nei club o negli anfratti più disparati della vita cittadina è facilissimo imbattersi in giovani autori al centro di reading sessions metropolitane dai toni ironici”.

Senza contare che ci sono più di 40 teatri “ufficiali”, ai quali si aggiungono a quelli non ufficiali. "Un record europeo che rende accessibile una fervida cultura della parola e della scena che altrove sarebbe venduta a caro prezzo. Si possono trovare spettacoli di ogni tipo e tendenza; del resto il teatro è storicamente un genere molto praticato in questa città, specialmente a Est. Fino al 1989 i palcoscenici berlinesi erano lo spazio privilegiato dalla dissidenza politica. Oggi i palchi sono spesso uno spazio di graffiante critica al mito del benessere di cui la Germania gode da anni".

Dai teatri all’architettura, dopo il crollo del muro di Berlino c'è stata una costante e mutevole riscrittura dello spazio: “Ciò vale in particolare per l’Est cittadino (e tedesco in generale), nel 1990 vero e proprio terreno di conquista per le multinazionali occidentali, che prontamente hanno fatto  incetta di grandi spazi (emblematici sono il Sony Center e il quartiere Daymler a Potsdamer Platz).Tra le pieghe della cosiddetta “Ricostruzione dell’Est”, tuttavia, si sono sviluppati innumerevolii movimenti underground”.

“Nel solco di questa riscrittura urbana e del boom di Berlino evidente è il fenomeno della gentrification: con l’arrivo di nuovi e più danarosi cittadinii, numerosi abitanti locali sono stati costretti a – o sono hanno scelto di – trasfersi altrove per far fronte al costo della vita divenuto  oeccessivo o per sfuggire a una città mutata troppo rapidamente”.

Ecco alcuni luoghi in cui fare un salto per uscire dai consueti circuiti turistico-artistici legati alla città:


-          la zona di Kreuzkölln (unione di Kreuzberg e Neukölln): il primo è il quartiere storico dell’immigrazione turca e della scena Sessantottina berlinese occidentale, il secondo un quartiere popolare, sempre a prevalenza turca. Le due aree si sono praticamente fuse dando vita a nuova scena metropolitana diventata trendy grazie ai prezzi decisamente bassi e al flair spiccatamente multientnico;


-          il quartiere di Prenzlauer Berg e il vicino Friedrichshain: il primo, oggi chic e dall’aspetto laccato, ( quasi un Puppenhaus - una 'casa delle bambole' come sogghignano ironicamente alcuni berlinesi), ma negli Anni Ottanta è stato sede della dissidenza intellettuale; nel secondo è ancora parzialmente radicata la scena punk – sebbene con sempre maggiori contaminazioni hipster;


-          il mercatino delle pulci di Boxhagener Platz, dove tra una bancarella e l’altra si possono gustare ottimi brunch domenicali;


-          l’Arena Badeschiff: una chiglia di chiatta immersa a pelo d’acqua nel fiume Sprea. D’estate è una piscina che regala ai bagnanti  l’idea di essere immersi direttamente nel fiume. D’inverno viene solitamente coperta e offre la possibilità di sauna e bagno turco: tutt’intorno il fiume, particolarmente suggestivo quando gelato e ricoperto di ghiaccio;


-          Stadtbad Neukölln, vera e propria spa a prezzi popolari, nel cuore del quartiere turco;


-          Kulturbrauerei, ex birrificio ora grande centro culturale con cinema e club di musica (anche elettronica, genere in cui la scena cittadina non ha rivali), nel quartiere Prenzlauer Berg;


-          il cinema Sputnik, al quinto piano di un edificio nel quartiere  di Kreuzberg:  si vanta di essere il più alto della città e di offrire un panorama che, di per sé, è meglio di molti film;


-          occhi aperti sui cortili: la Berlino dei palazzoni Anni Venti  nasconde angoli di vita al di là dei portoni, che vale la pena oltrepassare;  


-          Hamburger Bahnhof, ex stazione ferroviaria attualmente trasformata in “museo del presente”, vanta eccellenti esposizioni di arte contemporanea, nel quartiere di Moabit;


-          Clärchens Ballhaus, storica “balera” con vecchi arredi e variegato programma di concerti/dj-set, dove si può ballare anche swing e charleston.

 

 

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