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Viaggi
Milano scippa turisti a Roma anche senza Expo

Ma quali 'vacanze romane"!
Se Gregory Peck e Audrey
Hepburn dovessero scorrazzare oggi in sella alla mitica Vespa per una città italiana, sceglierebbero Milano. Con buona pace dei centurioni al Colosseo e dei romantici che ancora lanciano le monetine nella Fontana di
Trevi. Sissignori: 'vacanze meneghine",meglio
i Navigli di Trastevere
e il Castello Sforzesco
dei giardini di Villa Borghese.

A ben vedere non è neanche un trend recente: le stime dell'Iea (Istituto Europa -Asia) e di Assoedilizia parlano chiaro che più chiaro non si può. L'andamento del turismo nelle due principali città italiane, Roma e Milano, dal 2005 al 2014 è in calo per la prima (che perde, sull'unghia 700mila visitatori) e in rialzo per la seconda (che ne guadagna, invece, ben 3,1 milioni). Tradotto significa che sono almeno dieci anni che piazza Duomo si conquista il cuore di visitatori e forestieri.
E senza Expo di mezzo, tra l'altro: ma va da sé che dall'Esposizione universale in poi prenotazioni, arrivi e checkin in città sono ulteriormente cresciuti. Della serie: i sei mesi in cui Rho è stato al centro del mondo hanno segnato un incremento pari al 27% in più di turisti rispetto al 2014.
Nessuna sorpresa, ovvio: eppure il dato in questione continua a salire. In confronto al 2015, infatti, nei primi sei mesi di quest'anno i turisti sotto
la Madonnina sono aumentati ancora del 4,1% per un totale, racconta la Questura, di 3 milioni e 944mila persone.
Milano, insomma, piace.
E la Lombardia pure: «Nel 2015 ci sono state 4 milioni di presenze in più in tutta la Regione», racconta soddisfatto Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico con deleghe al Turismo per il Pirellone, «e questa tendenza si sta confermando anche quest'anno». Già. E se in tutta la Rosa Camuna il turismo vale la bellezza dell' 1% del Pil, Parolini continua: «Si tratta di un segnale di grande vitalità,specie per Milano. Il capoluogo non è più solo un luogo ambito per convegni, fiere ed esposizioni, ma è diventato anche una città bella da vedere: le scelte urbanistiche fatte negli anni Novanta e Duemila, infatti, hanno reso Milano una metropoli bella da vivere e per lavorare». Porta Nuova, City Life, Gae Auelenti: tanto per dire.
«I maggiori brand lombardi sono Milano, il Garda e Como: tutti e tre sono in crescita, ma specialmente il primo ha un incremento di fascino notevole», chiosa l'assessore, non senza sottolineare una nota negativa: «Quello che la Regione si è impegnata a fare in questi ultimi anni è una integrazione maggiore della promozione turistica, in modo da poter offrire a chi viene in Lombardia un'immagine complessiva più attraente. Fino a ora Palazzo Marino ha dimostrato poca collaborazione in questo senso, ma da qualche mese c'è un'apertura». Come a dire: si può fare anche di più. E allora sarà che i mezzi di trasporto pubblici a Milano sono più efficienti (da Rogoredo a Corvetto da noi sono attive quattro linea del metrò, la sesta è in corso di costruzione e chi vive a ridosso dei cantieri M4 lo sa fin troppo bene); mentre nella Capitale ce ne sono solo due e la famosa "linea C" di vedere la luce proprio non ne vuol sapere); o sarà che il «turismo di affari», tutto borsa e finanza, spopola più al Nord che al Sud (a visitare il capoluogo lombardo, infatti, sono più uomini che donne); o sarà ancora che eventi come "Salone del Mobile"; o la finale di Champions League di maggio sono una vetrina irresistibile (lo è meno il Giubileo, pare, visto che a ridosso del Tevere nei primi tre mesi del 2016 hanno già registrato un meno 3,52% di presenze tra alberghi e hotel). A conti
fatti non c'è quasi più partita: piazza della Scala vince di misura su piazza del Popolo. Tanto per capirci: in Darsena e negli altri quartieri milanesi le varie strutture alberghiere nei primi quattro mesi dell'anno sono state piene, in media, al 62,8%, ma si sono registrati anche picchi del 99%. A prenotare una camera oggi per la prima settimana di settembre, sui principali siti internet che svolgono il servizio on-line, gli alberghi della Capitale risultano coperti al 68%, mentre quelli di Milano già al 71. Numeri che hanno messo di buon umore anche Roberta Guaineri, assessore al turismo di Palazzo Marino, che una manciate di settimane fa dichiarava:
«Ora abbiamo bisogno che gli stessi milanesi si rendano conto che la loro città è ormai una meta turistica e comincino a raccontarla come tale, facendosene per primi promotori». La strada pare proprio sia quella giusta.

IL CONFRONTO

Dal 2005 al 2014 Milano ha conquistato 3,1 milioni di turisti. Roma ne ha persi 700 mila.

Nei primi sei mesi del 2016 Milano + 4,1% (3 milioni e 944mila arrivi).

Nei primi tre mesi del 2016 Roma -3,52% degli arrivi.

Con Expo il turismo a Milano è cresciuto del 27%.

Fonti: lEA, Assoediiizia, Ebtl

Tags:
milano turisti roma
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