Educazione affettiva e sessuale a scuola, il 90,3% dei giovani è favorevole: quasi uno su due ha il primo rapporto tra 11 e 16 anni
L’educazione affettiva e sessuale a scuola continua a essere una priorità per i giovani italiani. Secondo la nona edizione dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” di Durex, realizzato con Skuola.net tra marzo e giugno 2026 su oltre 15mila ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, il 90,3% dei giovani chiede l’attivazione di percorsi dedicati nelle scuole e il 64,6% ritiene che dovrebbero essere obbligatori.
La richiesta si inserisce in un contesto segnato dal progressivo abbassamento dell’età del primo rapporto sessuale. Quasi un giovane su due, il 49,6%, dichiara di aver avuto il primo rapporto tra gli 11 e i 16 anni, mentre l’11,1% afferma di averlo avuto prima dei 13 anni. Nel 2019 quest’ultima percentuale era pari al 3,1%.
Alla maggiore precocità si accompagnano comportamenti che possono aumentare i rischi per la salute. Il 32,1% non ha utilizzato il preservativo durante il primo rapporto, percentuale che raggiunge il 69,8% tra gli 11 e i 13 anni. Solo il 45,6% dichiara di utilizzarlo sempre, rispetto al 56,7% registrato nel 2019, mentre il 66,1% afferma di aver fatto ricorso almeno una volta al coito interrotto.
Resta centrale anche il tema dell’accesso alle informazioni. Il 55,1% dei giovani cerca online informazioni su sesso e contraccezione, spesso per evitare l’imbarazzo del confronto diretto. Solo il 7,8% si rivolge a genitori o adulti di riferimento, mentre il 45,9% dichiara di non aver mai parlato di sessualità in famiglia.
Nonostante il 44,3% degli intervistati non abbia mai affrontato questi temi a scuola, l’istituzione scolastica continua a essere considerata uno spazio educativo fondamentale. Il 72,4% dei giovani ritiene che i percorsi debbano essere affidati a medici, psicologi ed esperti qualificati, più che agli insegnanti.
Una posizione condivisa anche dagli adulti: il 90,7% degli insegnanti e l’88,7% dei genitori si dichiarano favorevoli all’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Secondo Filippo Nimbi, psicologo e sessuologo clinico, i giovani non chiedono soltanto informazioni di carattere biologico o sanitario, ma anche strumenti per comprendere consenso, relazioni, rispetto reciproco, gestione delle emozioni e rischi legati al digitale.
L’Osservatorio segnala infine una maggiore consapevolezza tra gli studenti che hanno partecipato a percorsi di educazione affettiva e sessuale: tra questi si registra una minore incidenza di rapporti completamente non protetti, il 14,5% contro il 18,5% di chi non vi ha partecipato, e una maggiore sicurezza nel chiedere al partner di utilizzare il preservativo, l’82,5% contro il 73,2%.


