Tumore al polmone con mutazione Her2, trastuzumab deruxtecan riduce del 37% il rischio di progressione o morte e porta la sopravvivenza libera da progressione a 14,3 mesi
Nuovi dati rafforzano il potenziale di trastuzumab deruxtecan nel trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) con mutazione di Her2. I risultati positivi dello studio di fase 3 Destiny-Lung04 mostrano infatti un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione rispetto all’attuale standard di cura.
Secondo quanto riportato da Adnkronos, i dati sono stati presentati durante il Presidential Symposium 2 della Iaslc 2026 World Conference on Lung Cancer, organizzata dall’International Association for the Study of Lung Cancer e in corso a Seul, in Corea del Sud. Lo studio ha coinvolto pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso, non resecabile, localmente avanzato o metastatico e caratterizzato da mutazione di Her2. La monoterapia con trastuzumab deruxtecan ha determinato una riduzione del 37% del rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla combinazione di pembrolizumab e chemioterapia con platino-pemetrexed.
La sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata pari a 14,3 mesi nei pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan, rispetto agli 8,3 mesi osservati con pembrolizumab più chemioterapia. Un andamento favorevole è stato rilevato anche nei principali sottogruppi analizzati, compresi i pazienti con metastasi cerebrali presenti o pregresse, differenti stati mutazionali di Her2, metastasi epatiche e malattia metastatica diagnosticata fin dall’esordio.
Il tasso di risposta obiettiva con trastuzumab deruxtecan è stato del 70%, mentre la durata mediana della risposta ha raggiunto i 13,4 mesi, rispetto ai 9,7 mesi registrati con pembrolizumab più chemioterapia. Anche la cosiddetta Pfs2, cioè il tempo dall’inizio del trattamento alla seconda progressione della malattia o al decesso, è risultata superiore: 22,7 mesi contro 17,3 mesi.
I dati relativi alla sopravvivenza globale sono invece ancora immaturi. Al momento dell’analisi non è emerso un beneficio in termini di sopravvivenza globale, ma, secondo quanto riportato nella nota ripresa da Adnkronos, l’interpretazione del dato potrebbe essere influenzata dalle differenti terapie ricevute successivamente dai pazienti nei due gruppi.
Trastuzumab deruxtecan è un anticorpo-farmaco coniugato diretto contro Her2, scoperto da Daiichi Sankyo e sviluppato e commercializzato congiuntamente da Daiichi Sankyo e AstraZeneca. Il farmaco è già utilizzato come trattamento di seconda linea nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di Her2.
“Il beneficio di 6 mesi in termini di sopravvivenza libera da progressione e gli elevati tassi di risposta osservati nello studio Destiny-Lung04 rafforzano l’importanza di bersagliare direttamente Her2 in questi pazienti“, ha sottolineato John Tsai, Global Head of R&D di Daiichi Sankyo, evidenziando il potenziale della terapia anche nel setting di prima linea.
Per Susan Galbraith, Executive Vice President Oncology Hematology R&D di AstraZeneca, Destiny-Lung04 rappresenta inoltre «il primo studio di fase 3 che dimostra una sopravvivenza libera da progressione superiore rispetto allo standard di cura di prima linea» nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato e mutazione di Her2.
Nello studio, il 75,8% dei pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan presentava una malattia diagnosticata per la prima volta già in fase metastatica e il 22,9% aveva metastasi cerebrali al basale. Al cut-off dei dati del 9 giugno 2026, 50 pazienti risultavano ancora in trattamento: 40 con trastuzumab deruxtecan e 10 con pembrolizumab più chemioterapia.


