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L’Italia batte la Germania sul ‘Made In’. “Ora spetta al ragazzino showman”

L’Italia batte la Germania sul ‘Made In’. “Ora spetta al ragazzino showman”
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L’INTERVISTA/ Il Parlamento europeo ha approvato una norma che obbliga le aziende ad indicare la provenienza dei prodotti. “Un’opportunità per l’Italia. La Germania si è opposta perché il loro ‘made in’ non tira”, spiega ad Affaritaliani.it Licia Ronzulli, eurodeputata di FI. “Ora l’Italia deve creare un fronte comune in Consiglio, vediamo cosa farà il ragazzino showman”

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Onorevole Ronzulli, il Parlamento europeo ha approvato la nuova legge sul ‘Made In’ che impone alle aziende di indicare sull’etichetta l’origine geografica dei prodotti. Nella votazione la Germania ha guidato ancora una volta il fronte dell’opposizione, a cosa è dovuta questa contrarietà nordica?
“I Paesi del nord non hanno un settore manifatturiero rinomato. Il made in Austria non tira come il made in Italy, per dirla in maniera semplice. Se il Consiglio approverà il pacchetto di norme votate dal Parlamento ci sarà l’obbligo per tutti i produttori di indicare il paese di origine delle merci e in questo modo si agevolerebbe tutta la nostra esportazione, come anche quella francese, a scapito di quella tedesca o austriaca che invece sarebbe penalizzata”.

In Consiglio gli equilibri come sono? Riuscirà l’Italia a fare approvare definitivamente il ‘Made In’?
“Al momento la situazione è molto border line. I paesi si sono spaccati a metà con la Germania che guida il fronte del no. La Polonia è neutrale e potrebbe fare la differenza in termini di voti. Perché sia approvato il Made In ha bisogno di una maggioranza qualificata e ogni paese ha un peso diverso che dipende dalla popolazione. In questo momento io spero vivamente che il lavoro fatto in questi cinque anni non venga buttato nel cestino in sede di Consiglio”.

Sì dell’Ue al ‘Made In’, più tutela per i prodotti italiani

Una bocciatura in Consiglio quali ripercussioni avrebbe a livello di credibilità delle Istituzioni europee?
“Sarebbe un brutto colpo. La gente a quel punto farebbe bene a dire che l’Europa è matrigna e gli euroscettici avrebbero una freccia in più al loro arco. Il Parlamento ha lavorato ad un testo simile durante la scorsa legislatura che poi è stato bocciato. In questo quinquennio la Commissione e il Parlamento hanno scritto un nuovo testo che è stato votato a larga maggioranza. Adesso tocca al Consiglio che spero rispetti la volontà del Parlamento che è espressione dei cittadini europei”.

Il voto definitivo sarà durante la presidenza di turno dell’Italia del Consiglio?
“Se riuscissero a calendarizzarlo durante il semestre italiano saremmo noi a dare le carte e avremmo di sicuro più chance. Viviamo in un periodo in cui i prodotti cinesi imperversano, i nostri mercati sono invasi da merci di scarsa qualità e contraffatti. Il Made In è uno strumento che può aiutare le nostre aziende e i consumatori che vengono maggiormente tutelati”:

Le votazioni in Consiglio si decidono prima delle sedute attraverso alleanze tra paesi. L’Italia è capace di fare network e a costruire alleanze per fare fronte comune?
“Quando c’era Berlusconi portavamo a casa gli accordi perché era una persona rispettata da tutti e la sua voce pesava molto. Adesso vediamo che cosa farà il ragazzino showman”.