Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Zanni, M5S: “L’Ue ci sanziona per i debiti della Pa, ma non paga fatture per 23 mld”

Zanni, M5S: “L’Ue ci sanziona per i debiti della Pa, ma non paga fatture per 23 mld”

L’Unione europea sanziona l’Italia perché la Pubblica Amministrazione paga le fatture dopo 60 giorni. Ma Bruxelles ha 23 miliardi di pagamenti relativi al 2013 non ancora saldati. L’intervista-denuncia a Marco Zanni, M5S, membro della Commissione bilancio

Tommaso Cinquemani

Onorevole Zanni, lei ha denunciato il comportamento delle Istituzioni europee relativamente al mancato pagamento dei fornitori, ci può spiegare?
“Ci sono 23 miliardi di euro di fatture non saldate dall’Europa per servizi o bandi di gara vinti nel 2013. Sono imprese e professionisti che hanno lavorato per l’Ue ma non sono stati pagati. E’ un problema di credibilità delle Istituzioni, visto che nei trattati è scritto che l’Unione non può fare debiti. Ed è un problema economico perché, come succede in Italia, se non si pagano le fatture le aziende rischiano di fallire lasciando a casa i lavoratori”.

Secondo lei a Bruxelles si usano due pesi e due misure?
“E’ un dato di fatto che l’Unione europea ha sanzionato l’Italia perché la Pubblica amministrazione non paga entro 60 giorni le sue fatture”.

Che cosa state facendo come Movimento 5 Stelle per risolvere questa situazione?
“In Commissione bilancio stiamo facendo un lavoro congiunto con tutti i gruppi per fare pressione al Consiglio. Innanzi tutto per fare approvare alcuni bilanci rettificativi del 2014 che stabilizzeranno un po’ la situazione dando delle risorse in più. E poi chiediamo che si risolva in maniera strutturale il problema dei pagamenti”.

Chi è che deve prendere la decisione di saldare queste fatture ed evitare che si ripetano situazioni del genere?
“Deve essere il Consiglio, quindi gli Stati membri. Noi come Parlamento europeo facciamo tutta la pressione possibile e speriamo si giunga anche ad un accordo sulle risorse proprie, al fine di evitare che si debba sempre andare dai governi a chiedere i fondi”.

Secondo lei quando si sbloccheranno i pagamenti?
“Speriamo di ridurre l’insoluto il prima possibile. Abbiamo chiesto che il Consiglio prenda una posizione sui bilanci rettificativi del 2014 che potrebbero dare risorse aggiuntive. Soldi che vengono soprattutto da multe dell’Antitrust europea. In generale per il futuro abbiamo chiesto a Commissione e Consiglio di ridurre il gap tra impegni e pagamenti, in modo che non si ripetano più situazioni simili”.

Ci sono delle risorse che potrebbero essere usate per pagare queste fatture?
“Certo, ad esempio chiediamo che i fondi dei programmi di pre-adesione di Turchia o di alcuni Stati balcanici siano dirottati a questo scopo. Soprattutto visto che Juncker ha detto che durante il suo mandato nessuno nuovo stato aderirà all’Unione europea”.

Il Parlamento europeo è in prima linea nel chiedere che i debiti dell’Unione europea relativi al 2013 vengano saldati. Ma anche la Commissione ha chiesto agli Stati membri di liberare maggiori risorse. Sia l’ex presidente della Commissione Manuel Barroso, che Il commissario Ue al budget Jacek Dominik, hanno lanciato l’allarme tra settembre e ottobre chiedendo al Consilgio, e quindi ai governi dei 28, di intervenire urgentemente.