Operaio schiacciato da un mezzo, un altro cade dal tetto: due morti in 24 ore

All'aeroporto di Bologna un uomo perde la vita dopo essere stato schiacciato da un mezzo, a Napoli un operaio muore precipitando dal tetto di un capannone

Di Redazione Cronache
Morti sul lavoro
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Sempre più morti sul posto di lavoro, una tragedia senza fine: Bologna, Napoli e provincia, Salerno e Veneto 

Lavoro sempre più mortale. Dopo l'esplosione in una fabbrica in Abruzzo, dove hanno perso vita tre persone, la strage di Brandizzo di sole poche settiamane fa, arrivano altre notizie choc. Il bilancio di oggi è di cinque vittime in cinque diversi episodi avvenuti a Bologna, a Napoli e provincia, a Salerno e nel Veneto.

Un operaio che stava lavorando al rifacimento del manto stradale sulla pista dell'aeroporto Marconi di Bologna è rimasto schiacciato da un mezzo della sua stessa ditta, probabilmente in retromarcia, ed è morto. È successo nella notte, intorno alle 3: l'addetto, dalle prime informazioni riportate dall'Ansa, era italiano e aveva 52 anni; lavorava per un'azienda di Modena. Sul posto la Polaria, il 118 con ambulanza e automedica e la Medicina del lavoro, per i rilievi. Non è ancora chiaro se l'operaio sia morto per le conseguenze dello schiacciamento o per un arresto cardiaco di poco successivo.

Ma non solo. Ad Arzano, in provincia di Napoli, un operaio 44enne di Frattaminore che lavorava in una ditta di pannelli fotovoltaici, per cause ancora in corso di accertamento è precipitato dal tetto di un capannone da un'altezza di circa 10 metri. Sul posto, in via Serrao, sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno constatato il decesso dell'uomo. I Carabinieri della tenenza di Arzano hanno avviato le indagini, coadiuvati dal personale dell'Asl di Napoli.

Ancora è morto questa notte a Napoli dopo un incidente un dipendente dell'Asia, l'azienda comunale di igiene urbana. L'uomo, Giuseppe Cristiano di 66 anni, poco prima dell'alba è stato investito frontalmente da un camion dell'azienda nel deposito di Piazzale Ferraris durante la manovra di uscita. L'operatore è stato subito soccorso sul posto dai colleghi, che hanno chiamato l'ambulanza che lo ha portato all'Ospedale del Mare, dove è stato operato ma è deceduto.  L'investimento mortale dell'operaio è avvenuto malgrado il piazzale sia ben illuminato. 

Un morto e un ferito grave è invece il bilancio di un incidente avvenuto a bordo di una nave della compagnia Caronte & Tourist, nel porto di Salerno. I due sarebbero stati investiti da un camion che si trovava sulla stessa nave. La dinamica è ancora tutta da chiarire. Sul posto il pm incaricato di seguire le indagini. La vittima, secondo quando rende noto Gerardo Arpino della Cgil di Salerno, è un ufficiale della Caronte & Tourist, così come il suo collega rimasto gravemente ferito e ricoverato nell'ospedale di Salerno. 

Infine, è deceduto sul posto uno dei due operai caduti questo pomeriggio all'interno di una cisterna nella cantina Ca' di Rajo a San Polo di Piave (Treviso). Il collega, dopo essere stato recuperato dai vigili de fuoco, è stato trasportato in ospedale. La richiesta di soccorso è giunta dal 118 per recuperare i due operai, colti da malore durante la pulizia di un silos. Sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco dai distaccamenti di Motta di Livenza e Conegliano. Sul posto anche i carabinieri e gli ispettori dello Spisal.

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Strage Brandizzo, Mattarella: "Morire sul lavoro è oltraggio ai valori della convivenza". Indagati i vertici di Sigifer

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Due ennesime tragedie che riportano a galla le dure parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in tema di sicurezza: "Abbiamo avuto un minuto di raccoglimento per il dolore della tragedia avvenuta a Brandizzo. Tutti quanti, abbiamo pensato come morire sul lavoro sia un oltraggio ai valori della convivenza". Intanto proseguono le indagini sulla strage. Gli indagati ora sono quattro: il proprietario della Sigifer, Franco Sirianni, sua figlia Simona e suo nipote Daniele, entrambi dirigenti, e Christian Geraci, il direttore tecnico dell'azienda per cui lavoravano i cinque operai travolti dal treno. Indagata anche la società.

Le accuse della procura di Ivrea sono quelle di disastro ferroviario colposo e di omicidio colposo plurimo per il drammatico investimento del 30 agosto. E dunque niente dolo eventuale come per i primi due indagati: Antonio Massa, delegato di rete ferroviaria italiana alla scorta della squadra in appalto, e Andrea Girardin Gibin, il caposquadra Sigifer: il salto nell'inchiesta, coordinata delle pm Giulia Nicodemi e Valentina Bossi, dopo due settimane di audizioni delle persone informate sui fatti, tra cui molti lavoratori della ditta che realizzava commesse milionarie per Rfi.

L'inchiesta si allarga dunque ai livelli superiori, per capire se uno dei più gravi incidenti sul lavoro nella storia recente sia stato un tragico episodio, o il frutto della prassi consolidata di far scendere gli operai sui binari prima dell'interruzione delle linee ferroviarie.

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