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Ashley, l'autopsia conferma: "Uccisa dopo un gioco erotico"

Prosegue da stamane il sopralluogo della polizia scientifica nell'appartamento in via Santa Monaca al 3 nel quartiere della movida fiorentina, dove sabato e' stata trovata morta strangolata Ashley Olsen. Niente per ora trapela dagli investigatori che si limitano a dire che saranno lunghi. Le imposte fino a ieri aperte sono state chiuse dagli agenti. Intanto si stringe il cerchio intorno a un sospettato ripreso dalle telecamere della zona insieme ad Ashley la sera di venerdi'. Uomo, sempre da quanto si apprende, gia' noto alle forze dell'ordine.

Il sospettato sarebbe uno spacciatore. La notte tra giovedì e venerdì qualcuno lo ha visto in compagnia della ragazza. Si sono incontrati fuori dalla discoteca Montecarla, dove Ashley ha trascorso quasi tutta la notte e le videocamere di sorveglianza li hanno filmati sino a via Santa Monaca dove c’è l’appartamento della giovane americana. Lei ha aperto la porta all’assassino. Un’ora dopo, forse meno, il delitto. L'esame del Dna darà l'ultima risposta certa al giallo.

Il killer ha strangolato Ashley Olsen con una cordicella o un cavetto per computer. E un particolare in più, terribile ed oscuro, che trapela dalla prima fase della lunga autopsia sul corpo della vittima, conferma che la ragazza non ha opposto resistenza. Quando l’assassino ha stretto al collo il cavo, Ashley non ha neppure tentato con le mani di allentare la presa. In casi simili di strangolamento, sul collo restano i segni delle unghie della vittima che si ferisce nel disperato tentativo di allentare la presa per respirare. «E’ un gesto istintivo, un riflesso condizionato, immancabile in casi come questo», spiega un esperto. Ma sul collo della ragazza americana, invece, sono stati trovati soltanto i lividi provocati dal cavetto o dalla corda, un cappio che lei avrebbe accettato senza reagire anche quando la presa era diventata insopportabile e il respiro iniziava a mancare. Altri indizi, ancora da verificare con analisi più approfondite che si concluderanno tra un paio di settimane, ipotizzerebbero un rapporto sessuale consenziente tra la vittima e il suo assassino.

Americana morta a Firenze: "Autopsia è strangolamento, ora test Dna" - L'autopsia sul cadavere di Ashley Olsen, l'americana di 35 anni trovata morta sabato scorso nel suo appartamento di via Santa Monica conferma il decesso per strangolamento. E' quanto si apprende al termine della prima parte degli esami medico-legali effettuati al policlinico Careggi. Secondo quanto appreso, sul corpo della donna sono stati eseguiti i prelievi per l'esame tossicologico e i tamponi per accertare se prima della morte abbia avuto un rapporto sessuale. Campionature che serviranno anche per effettuare l'estrazione del Dna, qualora se ne ravvisasse la necessita', da confrontare con il presunto assassino. Sul fronte investigativo le indagini, coordinate dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, sono serratissime e si muovono su piu' fronti: gli ultimi incontri fatti dalla donna nella notte tra giovedi' e venerdi' scorsi all'interno e dopo l'uscita dal locale Montecarla, e la ricerca del cellulare della donna che risulta staccato dal mattino di venerdi', il giorno precedente al ritrovamento del cadavere e che non si trova. Ma anche dall'analisi dei filmati ripresi dalle telecamere posizionate nella zona dove Ashley viveva.

Un gioco erotico finito male? E’ una delle piste seguite dagli investigatori e che adesso, alla luce di questi prime e incomplete risposte dell’esame autoptico, torna ad essere ritenuta interessante dagli inquirenti. Se Ashley fosse stata in uno stato di torpore forse non avrebbe potuto difendersi dallo strangolamento, ma questa ipotesi sino a ieri non convinceva troppo né medico legale né gli investigatori. Al Montecarla, il nightclub di via de’ Bardi 2, poco lontano dall’appartamento teatro del delitto, una barista, Giulia, ha raccontato di avere visto l’americana discutere animatamente con due ragazze poco prima che loro lasciassero il locale.

E' giallo sul telefonino scomparso di Ashley - Si infittisce il giallo dell'americana morta a Firenze. Il cellulare della donna che non si trova e' un rompicapo in piu' per gli investigatori che stanno sul caso. L'apparecchio risulta staccato dal mattino di venerdi', il giorno precedente al ritrovamento del cadavere. Quanto agli esami medico legali, l'autopsia sul corpo di Ashley, iniziata ieri, riprendera' oggi.

Intanto le indagini si stanno concentrando sugli incontri fatti dalla donna nella notte tra giovedi' e venerdi' scorsi all'interno del locale Montecarla di via de' Bardi, l'ultimo posto in cui e' stata vista viva. Da quanto si apprende sarebbe stata lei a fare entrare il suo assassino in casa dal momento che non risutano segni di scasso.

Da subito, infatti, gli inquirenti hanno escluso che si potesse trattare di una rapina. Il padre di Ashley Olsen, l'architetto e docente Walter Olsen, si e' recato nel pomeriggio di ieri davanti alla casa dove e' stata trovata la figlia. Il professor Olsen, accompagnato da alcuni agenti di polizia e da personale del consolato Usa, non e' entrato in casa, che e' sotto sequestro, ma e' rimasto alcuni minuti in raccoglimento, in strada, davanti alla porta dell'edificio in ginocchio e la mamma Jennifer che vive negli Stati Uniti ha postato un commovente messaggio sul sui profilo Facebook. "E' un dolore troppo grande da sopportare". Nessuno al momento e' indagato e l'alibi del fidanzato sembra aver convinto gli inquirenti.

La mamma: "Questo è il peggior tipo di dolore" - "Il dolore che sto provando e' piu' di quanto io possa sopportare. Sono devastata e non so per quanto ancora possa sopportare. Questo e' il peggior tipo di dolore!!". Questo il messaggio straziante postato 13 ore fa sul suo profilo Faceebook da Jennifer la mamma di Ashley la giovane donna americana trovata morta sabato sera nel suo piccolo appartamento nel centro storico di Firenze.

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delitto di firenzetelefoninoashley
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