Meglio produrre giramenti di scatole che cadaveri
Alessandro Orsini “ha la maschera tagliente” come Nuvolari, direbbe Dalla, è come il grande pilota ha una sicurezza di sè che lo rende anomalo nel panorama dei neo-sermonisti, prodotti a getto continuo nel vuoto comico creato da pandemia e guerra.
Un produttore di audience che assicura ai vari abissi di approfondimento, un successo inaspettato e sicuro.
Glabro, liscio e narciso, per necessità si vanta di piacere a uomini e studentesse in egual misura e si bea come un topo nel formaggio, di questa fama mediatica che dalla LUISS lo ha portato ad essere un vero influencer di FB e Insta, ma che cosa ha detto il Professore di tanto sconvolgente da far convocare un cda della RAI per i suoi modesti emolumenti?
Il nostro afferma che Putin, è stato trascinato in questa guerra e dunque la colpa è del neo-comico, neo grillino Zelenscky.
Perchè l’ucraina appare ormai ai più la nuova frontiera del Terzo Reich, al punto che neppure l’ANPI, chiesa laica e dogmatica si è pericolosamente trovata sulle sue scomode posizioni.
Tra smentite del Rettore e peana della figlia imbalsamata di Berlinguer, Orsini si diverte a giocare con i suoi colti paradossi e con analisi al di sopra del bar sport che è diventata la politica italiana. Certamente più lucido di Biden (ma per quello ci vuole poco, anche le invettive di Briatore sono più profonde), ma spesso confonde lo studio di Saxa Rubra con un aula di Sociologia dove sicuramente potrebbe trovare maggiori confronti dialettici, ma sicuramente meno soddisfazione.
Cosa può ottenere da Formigli e da Carta Bianca, quanto potrà durare il flusso delle sue invettive su “bambini meglio in un regime dittatoriale che morti”, ”mi sentirei più libero sulla Piazza Rossa, che in Piazza del Popolo”, e soprattutto, l’immensa affermazione che solo una mente superiore come la sua, è in grado di elaborare la quantità di informazioni complesse che giungono dal fronte.
Bravo Alessandro, finalmente hai capito che “sgarbeggiare” produce reddito, e l’insulto gratuito è la più alta forma di marketing dei paesi avanzati, se poi ci si mette Crozza a fare l’imitazione (anche se le affermazioni del comico sembrano più condivisibili), il gioco è fatto.
Benvenuto a bordo dei post-moralisti a gettone garantito, ”quelli che sanno” “quelli che avevano capito” e soprattutto quelli che “ve l’avevamo detto”, anche perché dopo le tue articolate e spericolate elucubrazioni ci siamo già dimenticati da dove eri partito e cosa volevi dire, noi che non siamo in grado, come Cacciari e Freccero, di focalizzare il “centro del nulla” nella sua perfezione.
Qualche mese ancora poi, che so: uno scranno, un programma con la Gentili, una collaborazione con il Corrierone? Una comparsata a Ballando con le stelle?
Intanto anche per te “finché c’è guerra c’è speranza” anche perché hai capito fin da bambino (se mai lo sei stato, tra un complimento e una poesia d’amore) che ne uccide più la penna che la spada, e non importa se ti piace Putin, o se è solo una parte di comodo, importante è esistere dentro il “rettangolo mediatico”, altrimenti si rischia quell’oblio e quell’anonimato che hai dovuto sopportare per decenni.
Forza professore, non ti preoccupare la guerra sarà lunga e sparare dal microfono a salve di Piazza Pulita, et similia, in fondo può produrre solo irritazione, giramenti di scatole.
Sempre meglio che cadaveri.
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