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Buonasanità
Nell'ospedale di Nola posti letto solo per terra

Tra le notizie più eclatanti e seguite del momento sicuramente quella inerente l'Ospedale "Santa Maria della Pietà" di Nola nel napoletano, preso d'assalto nell'ultima settimana da ben 1200 pazienti, pur avendo a disposizione soltanto 107 posti letto!
Una utenza dunque ben superiore alla reale disponibilità di accettazione, fino a dover "accogliere" i pazienti sul pavimento pur di non respingerli, lavorando medici e paramedici inginocchiati al loro fianco per non far mancare le cure necessarie nonostante gelo e condizioni sicuramente non idonee.
E nonostante questo "eccesso di zelo" dovuto all'altissimo senso del dovere che solitamente non abbandona gli operatori sanitari, non potevano come ormai di prassi mancare le denunce a tre dirigenti medici del nosocomio con minaccia di licenziamento.
Già, perché siamo in Italia e sempre a causa dei funesti tagli alla sanità, medici e paramedici esasperati da qualità e mole di lavoro indubbiamente negative, continuano ad essere i soli referenti di tanto disservizio e disagio!
Perché impossibile ogni tipo di contatto degli utenti con chi il taglio drastico dei posti letto lo ha deciso al tavolino, sulla comoda poltrona e nel caldo tepore di un lussuoso ufficio dei piani alti!
E almeno questa volta il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin non ha potuto che schierarsi dalla parte dei malcapitati medici di turno, definendoli eroi, in procinto però di pagare ancora una volta per le scelte scellerate della politica.
Ma noi medici, per la nostra dignità e per quella dei pazienti finiti con una flebo sul pavimento, non possiamo continuare a subire passivamente questo scempio!
Perché in altre situazioni nessuno di noi avrebbe mai immaginato si potesse "ricoverare" in queste condizioni estreme, ma ben venga anche questo increscioso evento se solo può servire a far scalpore e muovere le acque torbide di una sanità sempre più impantanata in un sistema politico lontano migliaia di anni luce dal dramma quotidiano vissuto da utenti e operatori sanitari.
Andrebbe però anche cambiata l'ormai sempre crescente cattiva consuetudine da parte dei cittadini di rivolgersi ai pronto soccorsi per banali codici bianchi e verdi, come quelli relativi ai sintomi di una tutto sommato banale influenza!
Non è concepibile intasare per un brivido, una febbre o una nausea un pronto soccorso che dovrebbe provvedere ad urgenze ed emergenze, soprattutto di fronte alla riduzione dei posti letto determinata dalla chiusura di tanti reparti ed ospedali interi.
Dunque anche i pazienti, diventassero più "pazienti" e comprensivi, smistando i loro sintomi lievi presso medici di base e guardie mediche, solitamente preposti alla diagnosi e cura delle patologie che non necessitano di ospedalizzazione.
E comunque, pur di scoraggiare l'accesso abusivo nei pronto soccorsi, per codici bianchi e verdi proporrei un ticket fisso, pur minimo, ma obbligatorio anche per gli utenti dai redditi più bassi, perché possano essere "educati" a distinguere i codici per cui valga realmente la pena di intasare un nosocomio.
Insomma, signori politici, per una volta lasciate le vostre calde poltrone, visitate un pronto soccorso di una qualsiasi metropoli o provincia italiana e immaginatevi distesi sul duro e freddo pavimento immobilizzati da una flebo che pure vi salverà la vita!
Immedesimatevi anche in quei poveri medici di turno che, se non per omissione di soccorso, sono stati comunque denunciati e sospesi per aver accolto i pazienti sul pavimento!
Però almeno, da eroi in trincea, li hanno accolti....

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