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Il cruscotto

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO

Angelo2
 

Siamo nella seconda quindicina del mese di novembre e ancora moltissime aziende sono inattive rispetto alle disposizioni previste dal codice della crisi e dell’insolvenza (CCII).

E’ vero che da più parti si parla di una rivisitazione della materia, però ciò non vuol dire che bisogna rimanere passivi rispetto alle disposizioni già in vigore (16/03/19).

L’art. 375 – “Assetti organizzativi dell'impresa”, modificando l'art. 2086 del codice civile dispone che:

«L'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonchè di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità' aziendale».

L’aspetto che oggi approfondiamo riguarda le modalità gestionali dell’impresa.

Sicuramente la maggior parte delle aziende ha già un sistema contabile, non fosse altro per adempiere agli obblighi fiscali.

Ed è proprio questo il punto.

Moltissime micro/piccole aziende hanno un sistema contabile finalizzato esclusivamente alla presentazione dei modelli fiscali.

Per entrare nello specifico, rammento a me stesso che la contabilità è la disciplina che converte la gestione in cifre, per poi condensarle nel bilancio di esercizio.

Dalle cifre del bilancio si cerca di comprendere il significato dei fatti che le hanno determinate.

Quindi, il bilancio è un modello della realtà aziendale, che può essere visto come:

  • il risultato della gestione svolta;
  • il risultato di partenza della gestione futura.

Per ottenere questo risultato bisogna partire dalla elaborazione di un “piano dei conti” idoneo alle peculiarità aziendali.

Si immagini che ogni scheda di mastro rappresenti una cesta.

Se poniamo delle palline colorate in una unica cesta, alla fine dell’anno non potremo mai sapere quante sono le palline di colore verde o di colore giallo e così via perché mischiate, però se sin dal primo giorno dell’anno creiamo tante ceste (schede) per quanti sono i colori ed in ognuno di esse mettiamo le palline dal colore corrispondente, avremo il risultato desiderato, facendo lo stesso lavoro.

Con questo semplice esempio intendo evidenziare che ogni imprenditore dovrebbe partecipare con il proprio consulente alla elaborazione di un piano dei conti che sia idoneo a soddisfare ogni e qualunque esigenza di informazione, tenendo conto delle specificità aziendali.

Io sono convinto che il CCII, per quanto nato in un periodo di crisi profonda, possa rappresentare una grande opportunità per tutti e chi saprà e potrà coglierne i suggerimenti, oltre che agli obblighi, si ritroverà con un “vantaggio competitivo” rispetto a chi sarà ostico ad adeguarsi a questi nuovi assetti.

Il CCII non ha detto niente di nuovo rispetto alle buone pratiche aziendali, anche se di fatto rappresenta una rivoluzione nella gestione per moltissime imprese vuoi per mancanza di preparazione da parte degli imprenditori, vuoi perché è abbastanza diffuso il concetto che “si fa solo ciò che è obbligatorio”.

A ciò è dedicata l’odierna vignetta.

Vignetta 16 nov
 

Sull’argomento ho intervistato il Dr. Emanuele STERNATIVO, general manager della società NOVIMPIANTI srl, importante azienda del brindisino nel settore degli impianti industriali di climatizzazione e antincendio, nonché vicepresidente della Camera di Commercio di Brindisi, che si è espresso nel modo seguente:

“Per questo motivo già da oltre un decennio l’azienda che rappresento si è dotata di una organizzazione amministrativo-contabile, tra cui il controllo di gestione, che permette un monitoraggio continuo e permanente affinchè si possa intervenire sulle varie problematiche con tempestività.

Ciò che mi sento di suggerire a tutti i miei colleghi, di tutelarsi attraverso l’adozione di adeguati sistemi organizzativi, anche più ampi di quelli che prevede il CCII, perché i controlli non sono mai troppi.

Inoltre, è bene che tutti gli amministratori si dotino di una adeguata copertura assicurativa al fine di tutelarsi contro i rischi della “responsabilità degli amministratori” ex art. 378 del CCII salvaguardando, così, i sacrifici fatti e le proprie famiglie.”

Il suggerimento di chi opera quotidianamente è più importante ed efficace di mille trattati.

Potete inviare i Vostri quesiti a: angelo@andriuloweb.it

Oppure all’Associazione culturale “Per saperne di più”: info@persapernedipiu.it

 

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