A- A+
Imprese e Professioni
Portiamo in Europa le PMI italiane tramite temporary e fractional management

Le PMI hanno capito che, come dice Vincenzo Boccia (Confindustria), lo slogan “piccolo è bello” deve lasciare il posto a “forte è bello”, perché la scala della competizione odierna richiede aziende che sappiano diventare sempre più grandi.

PMI che sappiano parlare e porsi come interlocutore con l’Europa, attraverso ad esempio ambassador (potremmo definirli imprenditori scelti o eccellenti) per rappresentare al meglio istanze e interessi del proprio settore merceologico. Cosa che solo chi quotidianamente vive le sfide dei mercati internazionali può fare al meglio.

Aziende che vogliono crescere significa aziende capaci di introiettare le giuste competenze manageriali per crescere.

Soluzione Temporary Management

Copertina finale   prima

Come dice sempre Vincenzo Boccia nella prefazione al volume “Soluzione Temporary Management”, le imprese “devono metabolizzare il concetto che un dirigente, pur se con esperienza nella grande impresa, può fornire competenze strategiche anche per una azienda di piccole dimensioni”, ma anche i manager “dovrebbero avvicinarsi maggiormente alle PMI, imparando a comunicare in modo chiaro quali benefici le aziende potrebbero trarre dal loro inserimento, anche temporaneo”.

Il convegno AIDP ANDAF

Questi due concetti hanno rappresentato l’ideale filo conduttore del convegno su “Temporary e Fractional Management per PMI e start up” tenutosi recentemente a Milano, con sale strapiene e gente in piedi a testimoniare l’assoluta attualità del tema.

Le due associazioni manageriali, title sponsor dell’evento e tra le più importanti e quantitativamente rilevanti nel panorama italiano, hanno avuto modo di esprimere nella loro introduzione, attraverso Marco Vigini (Presidente AIDP Lombardia) e Giancarlo Veltroni (Presidente ANDAF Lombardia), l’impegno e la determinazione costante portati avanti da diversi anni sia sul fronte dei manager, sia sul fronte degli imprenditori, per creare un substrato culturale positivo su cui poter costruire apporti manageriali altrettanto positivi per le aziende di matrice familiare e imprenditoriale.

Il format dell’evento scelto da Marco Vigini, Giancarlo Veltroni, Laura Torretta e Maurizio Quarta è stato particolarmente apprezzato per la scelta di far parlare insieme imprenditori e temporary/fractional manager che hanno operato in sintonia per la gestione di un progetto. Cosa non del tutto banale!

Mariapaola Negri

mariapaola negri gvgalimberti photoMariapaola Negri
 

“Dopo 10 anni di outplacement in anni molto difficili” ci confida Mariapaola Negri, presente all’evento “ho maturato la consapevolezza che una leadership sia necessaria nelle PMI per crescere ad affrontare nuovi mercati. Si cresce solo con l’export, ma l’internazionalizzazione oggi è frutto di più focus (conoscenza di lingua e mercati, diritto internazionale e tributario, finanza e liquidità necessarie etc etc). L'imprenditore spesso ha creato il ‘suo impero’, ma oggi col passaggio generazionale, con le tante expertise necessarie, non può più affrontare tutto da solo, neppure distrarsi dall’ordinario e dal primo obiettivo, il fatturato... Un temporary può essere un ottimo Caronte non all’inferno, bensì al successo...”

Intervista a Maurizio Quarta

Quarta foto ridottaMaurizio Quarta

E’ toccato a Maurizio Quarta, Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors, che ha ispirato il lavoro all’interno dei due gruppi associativi, dare voce al mercato e alle tendenze in atto. A lui abbiamo chiesto di focalizzare alcuni punti chiave.

PMI e temporary/fractional management: dove siamo oggi?

“La conoscenza che le PMI hanno del TM è cresciuta nel tempo ed è oggi ad un buon livello: l’indagine sul temporary management del 2015, frutto di un progetto congiunto tra Leading Network e IIM-Institute of Interim Management Italy, rivela che il 60% delle aziende più piccole (sotto i 20 milioni di fatturato) lo conosce. Di pari passo con la conoscenza, cresce anche l’utilizzo che si assesta intorno al 10-12% a seconda delle classi di fatturato”.

Questo vale anche per aziende molto piccole?

“La ricerca citata fornisce riscontri positivi anche nel caso delle aziende molto piccole: nella fascia tra 2 e 5 milioni di euro di fatturato, infatti, la conoscenza dello strumento è pari al 63% con un utilizzo pari all’8%, soprattutto per progetti di lunga durata (es. 24 mesi), ma gestiti a tempo parziale.”

 

Quali sono le aree più “gettonate”?

“L’imprenditore tende a vedere e a privilegiare quelle con un più immediato impatto sul conto economico (es. supply chain, produzione, area commerciale), mentre esistono due aree, risorse umane e finanza, in cui sarebbe peraltro possibile generare rilevanti risparmi e ritorni di efficienza con interventi a tempo parziale e mirati su specifici obiettivi e attività. Su queste aree, è necessario un grande lavoro di stimolo nei confronti dell’imprenditore: sulla finanza, per fargli superare l’ostacolo, soprattutto psicologico, legato al fatto di dare accesso ai propri conti (e non tocchiamo il tasto delicato del rapporto con gli altri professionisti presenti in azienda), e sulle risorse umane per fargli comprendere il valore economico di una loro gestione in chiave professionale.

AIDP e ANDAF hanno fatto continuo riferimento al concetto di fractional management. Cosa si intende con questo termine?

Il fractional è in realtà una particolare declinazione del Temporary Management nata sulla spinta della domanda da parte di organizzazioni molto piccole (es. sotto i 5 milioni di fatturato), per le quali il classico temporary manager full time potrebbe risultare ridondante, sia in funzione dei tempi, sia dei costi. Viene spesso utilizzato anche in aziende relativamente più grandi (es. fino a 20 milioni o a partire da 100-150 dipendenti) per alcune funzioni di staff che necessitano di una guida operativa (es. soprattutto Risorse Umane, ma anche Finanza) specie in fasi di crescita e sviluppo accelerato.

Il fractional può essere quindi considerato una quarta via, accanto alla dirigenza tradizionale, al temporary management “classico” e alla consulenza, attraverso il quale un’azienda può accedere a risorse di qualità per migliorare i propri processi gestionali.”

E’ qualcosa di diverso dal Temporary Management (di seguito TM) già conosciuto ed utilizzato dalle PMI?

“Gli attori sono sostanzialmente gli stessi. Se pensiamo ai manager, le caratteristiche di base del Fractional Manager sono esattamente le stesse del Temporary Manager: elevata seniority ed esperienza di gestione, grande motivazione nella ricerca di un progetto e delle relative sfide, più che di un lavoro a tempo indeterminato; approccio orientato al fare, quindi manageriale più che consulenziale.

Se guardiamo alle società specializzate, possiamo notare che nei modelli stranieri sono le stesse società di temporary che gestiscono anche interventi di fractional nell’ottica di fornire al cliente la migliore soluzione possibile in funzione della sua tipologia e dei suoi bisogni specifici, partendo da un bacino di manager che è sostanzialmente lo stesso. Fractional e temporary possono anche intersecarsi sulla stessa azienda: il fractional può essere utilizzato sia in una fase diagnostica preliminare ad un progetto temporary vero e proprio, sia al termine di un progetto temporary per l’implementazione graduale di quanto elaborato da un temporary manager durante l’intervento.”

E’ quindi uno strumento nuovo per l’Italia?

“Non esattamente: all’estero, specialmente in USA, viene utilizzato dagli anni novanta, ma anche in Italia le nostre prime esperienze risalgono al 2006. Addirittura in USA, al termine fractional viene ormai sostituito il termine part time management.

La novità è più che altro mediatica, dato che negli ultimi tempi se ne parla in maniera esplicita molto più che in passato, grazie ad esempio anche al contributo di Andrea Pietrini.”

Quali benefici ottiene una piccola azienda dall’utilizzo del fractional/temporary?

“Competenze, competenze, competenze!

Per la piccola impresa è infatti uno strumento ideale per portare in casa competenze di alto livello non altrimenti disponibili, a costi accessibili, con il risultato di accrescere le capacità delle persone già operanti in azienda, che alla fine di un intervento saranno in grado di fare le stesse cose meglio di prima oppure di farne di nuove”.

Intervista a Laura Torretta ed Elga Corricelli

Mariapaola Negri, attenta alle dinamiche comportamentali e relazionali, mette in evidenza i commenti di Laura Torretta (Consulente Trasformazione Positiva e Counselor Sistemico Relazionale) ed Elga Corricelli (Consulente Trasformazione Positiva e Business Coach).

Come vedete il contesto delle relazioni nell’ambito di una PMI?

“Partiamo dal fatto che nel family business le relazioni personali e professionali sono spesso sovrapposte ai vari livelli, ci sono relazioni parentali ma anche frequentazioni amicali al di fuori del lavoro nella comunità territoriale dove ha sede l’azienda. Per questo occorre recuperare ‘la giusta distanza’, portare struttura e processi, qualificare e riconoscere ruoli, competenze e valore. Le organizzazioni sono sistemi e evolvono in modo sostenibile se rispettano alcuni ordini: inclusione di tutti, rispetto delle radici e delle tradizioni, equilibrio negli scambi  transazionali”.

E’ stato evidenziato il tema della distanza culturale tra manager provenienti da contesti medio grandi e collaboratori cresciuti in contesti piccoli o poco più: come ridurla?

“E’ importante lo sviluppo di coaching skills da parte di manager usciti da grandi aziende per far crescere la relazione in questi nuovi contesti: accendere la chimica positiva con leadership positiva, più noi e più capacità di essere al servizio della mission condividendo i propositi della proprietà. Come rileviamo da tempo nei casi di cambiamento di successo e nei percorsi di accompagnamento le aree ricorrenti sono: reciprocità, umiltà, gratitudine, rispetto per la tradizione, collaborazione”.

Loading...
Commenti
    Tags:
    maurizio quartaeuropapmi italianetemporary managementfractional managementaidpandaf
    Loading...
    i più visti
    

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Bentley lancia la nuova Bentyaga Hybrid

    Bentley lancia la nuova Bentyaga Hybrid


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.