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Lo sguardo libero
Battaglia vaccinale, i politici non sindachino sulla medicina ufficiale

Sembra che alcuni parlamentari e politici siano come diventati medici o scienziati. Al contrario la medicina è la disciplina esclusiva di chi vi si laurea: un corso di studi tra i più lunghi, con alcuni esami, come anatomia, fisiologia e anatomia patologica, che necessitano fino a un anno di tempo di preparazione. Il popolo è sempre stato farmaco-fobico. È giusto così, si tratta di un atteggiamento dettato dalla prudenza. Il ragionamento è: “Siccome sono ignorante in fatto di farmaci, non prendo spontaneamente nulla”. Così fino a 20/30 anni fa, era tipico che chi avesse il mal di testa, se lo tenesse (“Vedrai che passa!”), ingigantendolo e rischiando che  diventasse cronico, quando viceversa si può combattere al primo comparire con un farmaco acquistabile in farmacia senza ricetta.

Con la società affluente e la diffusione di Internet, la diffidenza verso la medicina si è trasformata in una sorta di arroganza. Ciò può assumere forme grottesche, trasversali a tutta la società: professionisti e imprenditori, autorevoli, credibili e impeccabili sul lavoro, che si fanno autodiagnosi e arrivano a sostenere tesi strampalate (costoro si riconosco da come si irritano se li si contraddice: “Ma la medicina ufficiale non dice questo”… e del resto una nota e storica famiglia italiana di industriali, quando un figlio fu colpito da tumore, si rivolse a quel medico che sosteneva di aver trovato la cura del cancro). A fidarsi dei medici generalmente sono i loro familiari e amici, oppure le persone che distinguono la professionalità altrui (che di solito, a loro volta, ne hanno una… ma del resto “tutti nella vita – diceva Giuseppe Pontiggia - hanno l’ambizione di essere professionisti. Pochi son quelli che ci riescono”); o anche coloro che avvertono le capacità carismatiche, empatiche e umanistiche dei grandi medici,  o  chi ha avuto esperienze di guarigione personali o in famiglia. Ovviamente, nessuno è perfetto, esistono medici non preparati, è diritto del cittadino essere informato sui trattamenti sanitari… e i virologi in televisione non sempre sono all’altezza.

Sembra quindi illogico che alcuni politici, non solo sindachino sul fatto di vaccinarsi o no, su tipo, modalità e tempi di come farlo, ma non diano l’esempio rendendo pubblica la loro immunizzazione e così facendo assecondando credenze non scientifiche. Per la medicina, il virus – che solo in Italia ha causato quasi 130mila decessi,  messo in ginocchio l’economia e privato le persone della socialità - si sconfigge vaccinando, in fretta e  a tappeto, il maggior numero di persone, facendo terra bruciata, impedendogli di trasformarsi dando vita alle varianti e rendendolo finalmente innocuo.

 

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