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Coronavirus
Colori regioni, che cosa cambia dal 3 maggio. Vaccini ai giovani, ecco quando
(fonte Lapresse )

Regioni in zona rossa, arancione e gialla: ecco che cosa cambia da lunedì 3 maggio

Valle d’Aosta unica regione in zona rossa, la Sardegna passa in zona arancione, raggiungendo Puglia Basilicata, Calabria e Sicilia. La Campania resterà in zona gialla, insieme a Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto e alle province autonome di Bolzano e di Trento.

Vaccini, raggiunte le 500 mila dosi al giorno ora si pensa ai giovani

"Abbiamo raggiunto le 500 mila dosi", l'obiettivo è "crescere ancora", avvicinare da giugno quota un milione al giorno. "Ci sono stati alcuni ritardi", ammette ma ora bisogna guardare al futuro. Così in un'intervista a Repubblica il generale Francesco Figliuolo, commissario per l'emergenza Covid. L'idea è completare gli over 65, poi aprire all'immunizzazione senza fasce d'età e senza prenotazione. Utilizzando anche le campagne in azienda, "da fine maggio". E poi sfruttando "centri vaccinali nelle località turistiche". Finalmente quota 500mila dosi in un giorno.

"Quando ho assunto l'incarico, il primo marzo, eravamo sotto i 140 mila vaccini al giorno - ricorda - Per ottenere la progressione ci volevano due cose: le dosi e il controllo, cioè il "contatto" con Regioni e Province. Inoltre siamo passati da 1.400 a 2.430 centri di vaccinazione. Per l'approvvigionamento abbiamo agito in tandem con il presidente del Consiglio, facendo pressione su Big Pharma e portando avanti interlocuzioni con l'Europa". Siamo arrivati in ritardo alle 500mila dosi al giorno. Da giugno in poi, se le consegne saranno rispettate, ne avremo un milione. Somministrarle è un obiettivo raggiungibile?

"Non posso dire che domani riusciremo a fare un milione di vaccini, ma intanto sono sicuro che la macchina possa salire molto più su dei 500mila. Non dobbiamo fare scorte, ma veleggiare tra l'88 e il 92% di dosi utilizzate rispetto alle consegne. In Italia c'è tutto, grazie a Speranza abbiamo accordi con i medici di famiglia. Hanno aderito 30 mila, con 10 fiale al giorno siamo a 300 mila. Poi ci sono 10 mila farmacie. E 60 mila dosi le possono fare i dentisti".

"Speriamo di aprire alle aziende il prima possibile, appena messi in sicurezza gli over 65 - continua il generale - A parità di buona salute, nessuno si scandalizza se una persona di 38 anni che lavora alle presse o nel turismo arriva prima di una di 54 perché la sua azienda è stata più veloce. Lo proporrò al presidente del Consiglio. Speriamo di arrivare a fine maggio all'obiettivo".

Finiti i sessantenni, cosa farete per chi ha tra i 18 e i 59 anni? Andrete per fasce d'età? "A brevissimo apriremo le prenotazioni fino a 55 anni per chi ha comorbidità legate ai codici di esenzione: malattie neurologiche, del cuore, ipertensione, trapiantati. Nel frattempo mettiamo in sicurezza gli over 65. Poi, con l'arrivo massiccio delle dosi, vogliamo dare i vaccini ai centri aziendali e aumentare la capacità di somministrazione", spiega. Pensate anche alle farmacie "walk-in" in cui si vaccina chiunque voglia? "Sì - risponde Figliuolo - Coperti gli over 65, la mia idea, ancora non condivisa con chi prenderà la decisione finale, è di dire a tutti quelli che hanno più di 30 anni: andate e vaccinatevi. Poi ovviamente continueremo a immunizzare anche l'ultimo dei fragili. Ma quando gli scienziati ci diranno che l'incidenza della malattia non è rilevante per le diverse fasce d'età, vorrei che si dicesse: chi ha più di 30 anni si presenta e si vaccina. Poi decideremo le modalità con le Regioni, anche per evitare le resse che abbiamo visto".

Questa estate potrebbe però esserci un altro problema. Molti giovani dovranno vaccinarsi, ma saranno in vacanza. E magari non vorranno legarsi a una data del richiamo nel luogo di residenza. State pensando a una soluzione? "Sì, è un'idea che sta maturando. Pensiamo di utilizzare strutture presso centri montani o estivi, che potrebbero dare un appeal a quel tipo di utenti. Tutti siamo stati giovani, e sappiamo che i giovani a volte si sentono onnipotenti e pensano: "Tanto non lo prendo".

Ma così possono colpire congiunti più anziani. Saremo proattivi, vedremo come strutturare questo piano, ma lo faremo", sostiene. Infine, alla domanda se si stia pensando a un modello per la riapertura delle scuole a settembre, replica: "Sì, stiamo seguendo quello che accade nel mondo scientifico e quello che fanno gli altri Paesi. Può diventare un modello. Io sono stato ragazzo negli anni Settanta, quando ci vaccinavano pure nelle scuole: stiamo iniziando a pensare anche a idee di questo tipo".

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