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Coronavirus
Covid, Galli sbotta in tv: "Chi dice tanto non muoio sarà il primo a..."

Galli virologo a Cartabianca sbotta con Bianca Berlinguer: "Avevo ragione io!" 

Massimo Galli è da mesi assiduo frequentatore dei salotti tv più ambiti. Il virologo dell'Ospedale Sacco di Milano ha un posto in prima linea anche nel programma di Bianca Berlinguer, Cartabianca, su Rai 3. Nell'ultimo periodo l'uomo si trova al centro di numerose e pesanti polemiche. In collegamento proprio con la conduttrice non ce la fa più e sbotta. 

Covid, Massimo Galli senza peli sulla lingua: "Io non sto zitto"

L'infettivologo Massimo Galli non ha ormai pali sulla lingua: maledizioni ai giovani, esultanze per aver avuto (mestamente) ragione sul dilagare della variante. E a chi gli dà del "menagramo" risponde: “Quando mi chiamano così penso: vi avrei voluto a vedere quello che abbiamo visto noi” continua. “A marzo eravamo eroi, a dicembre eravamo diventati fastidiosi. Cosa dobbiamo fare, stare zitti? Io continuerò a fare il mio dovere sempre su base scientifica”.

In collegamento con la conduttrice ieri sera ha sbottato: "Il giovane che dice tanto io non muoio sarà tra i primi a vedere tante limitazioni nella sua vita - ribadisce -. Non si risolve il problema facendo grandi bicchierate con gli amici. La sensazione di libertà che si può avere è falsata rispetto alla realtà".

"Avevo maledettamente ragione", aveva spiegato martedì mattina riferendosi all'aumento dei contagi legati alla variante inglese del Covid. L’infettivologo ha sicuramente ragione circa la gravità dell’attuale situazione, ma quelle pronunciate ieri sono parole che colpiscono, soprattutto se pranunciate in uno studio televisivo. Tre giorni fa inoltre era stato rimbrottato dal collega virologo Matteo Bassetti, che lo aveva esortato a non fare “terrorismo”.

Galli denunciato: "Avevo ragione"

Esposto denuncia dell’Ing. Giuseppe Reda (Ricercatore del reparto di chimica alla Unical) nei confronti di Massimo Galli (LEGGI QUI),  direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Denuncia presso le Procure di mezza Italia: Bergamo, Brescia, Catanzaro, Grosseto, Livorno, Milano, Padova, Pisa, Roma, Torino, Venezia, Verona, Napoli, Frosinone, Modena, Prato, Viterbo. La denuncia recita: “Diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico con conseguente procurato allarme, generazione di crimini contro l’umanità con misure drastiche che portano segnatamente alla libertà di circolazione, alla libertà di iniziativa economica, alla libertà di riunione, di associazione”. 

 

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