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Costume
Christopher Broadbent allo Spazio BIG Santa Marta fino al 18 aprile

Christopher Broadbent, nato in Inghilterra, ha studiato all'Institut Des Hautes Etudes Cinématographiques di Parigi: da quarant’anni vive e lavora a Milano nella splendida cornice di un palazzo nobiliare (tipico milanese) del ‘700. E proprio alle immagini settecentesche si ispirano anche le sue fotografie in esposizione allo Spazio BIG Santa Marta.

 

L'ATTENZIONE ALLA LUCE

 

L’attenzione per la luce e i colori, o i contrasti tra chiaro e scuro, nel bianco e nero, richiamano la pittura dell’epoca e confermano la maestria di Chris nello still life. “Nelle sue immagini il tema enucleato è la pura essenza delle cose nella propria staticitàLa fotografia diventa un mezzo di espressione fortemente legato all’artigianalità, in cui lo studio e la tecnica ricoprono un ruolo primario nella costruzione dell’immagine” ci confida la gentile gallerista che ospita in questi giorni l’esposizione.

“Dal punto di vista tecnico io non sarò mai un buon acquirente per le grandi società che producono macchine e attrezzature fotografiche” dichiarava qualche tempo fa Chris intervistato su Foto-Notiziario. “Sono abituato ad arrangiarmi con quello che ho. E se non ho niente, me lo costruisco”. Infatti Chris non usa tante attrezzature nel suo lavoro, e la sua luce è proprio unica. No, non è un’iperbole. La luce è unica veramente, nel senso che sul set c’è solo la luce naturale che entra dalla finestra, rimbalza sulle pareti bianche e si adagia morbidamente su vasi, fiori, pentole, attrezzi di cucina. Più piani di lettura orizzontali riescono poi a creare quel senso di profondità caratteristico dei suoi scatti.

 

UN FILO DI RAFIA

 

In molte di queste immagini compare un filo di rafia: “Mi serve molte volte a legare insieme tutta la composizione, ma se volessimo trovargli un significato simbolico rappresenta il tempo che passa, lo scorrere dell’esistenza”. 

Infatti “Here today […]" è il titolo della sua esposizione monografica. I protagonisti sono oggetti tratti dalla vita quotidiana, fermati in un tempo sospeso e vicino all'oblio, insieme a fiori e oggetti che la luce, così magicamente diffusa, talvolta rende eterei.

 

UNA CARTA CHE ASSORBE I COLORI

 

Anche il sapiente uso delle stampanti, rigorosamente impostato e controllato dall'autore, rende i contrasti particolarmente morbidi, eppur netti, per di più su una carta tipica del disegno e dell'acquerello, che riesce ad assorbire l'inchiostro molto diversamente dalla carta fotografica tradizionale. Con un effetto che dà emozione.

Tags:
christopher broadbentbroadbentspazio bigsanta martafotografia
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