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Dal "Cisgender" al "Dead Naming": il glossario LGBT+ degli psicologi lombardi

Il linguaggio evolve insieme alla società, fotografandone le tendenze. Questo è noto, ma certamente farà discutere l’iniziativa dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, che ha pubblicato un vero e proprio glossario LGBT+ contenente il significato corretto delle varie definizioni, sulle quali a volte si fa un po’ di confusione.

Partiamo da un esempio facile: c’è una differenza tra “coming out”, che consiste nel dichiarare pubblicamente il proprio orientamento non eterosessuale, e “outing”, che invece significa rendere pubblica la non eterosessualità altrui. Fino a qui, appunto, la distinzione è abbastanza nota, ma non tutti sanno che c’è una differenza tra omosessualità e disforia di genere e tra transessuale e transgender.

Oppure che la stessa omosessualità può essere egosintonica oppure egodistonica, mentre l’omofobia, della quale si parla moltissimo, può essere più o meno interiorizzata, oppure, se rivolta ai bisessuali, più propriamente definita “bifobia”.

Gli psicologi lombardi hanno diligentemente elencato tutte queste distinzioni, basandosi “sull’idea sempre più condivisa che quella dello psicologo sia una figura professionale strategica ‘naturalmente vocata’ alla tutela e promozione dei diritti”. Un lavoro decisamente corposo, suddiviso in due parti: il glossario di base, che va da “bifobia” a “unione civile”, in rigoroso ordine alfabetico, ma poi c’è anche il glossario avanzato, che va da “agender” (perché c’è anche chi non si riconosce in alcun genere) fino a “WPATH”: curiosi di scoprire cosa significa questa sigla e di verificare quante definizioni già conoscete? Buona lettura! 


IL GLOSSARIO DI BASE DELL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA LOMBARDIA

BIFOBIA - Indica l’avversione verso la bisessualità e le persone bisessuali che vengono viste come fortemente promiscue, indecise, con una “doppia vita”.

BISESSUALE - Persona di genere femminile o maschile che prova attrazione sessuale e affettiva prevalentemente o esclusivamente per altre persone di genere femminile e maschile.

BISESSUALITÀ - Indica l’attrazione sessuale e affettiva verso persone di entrambi i sessi/generi (vedi anche: orientamento sessuale.)

CISGENDER - Spesso abbreviato in “cis”, descrive quelle persone nelle quali il sesso assegnato alla nascita (sesso biologico) e l’identità di genere coincidono; ad esempio, un individuo a cui è stato assegnato il sesso maschile alla nascita e si identifica come uomo. Questo termine può essere considerato il contrario del temine transgender.

COMING OUT - Termine derivante dall’abbreviazione dell’espressione inglese “coming out of the closet” (letteralmente: “uscire dal ripostiglio”), viene utilizzato per descrivere l’atto volontario di una persona non eterosessuale o non cisgender di rivelare ad altri il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. Più in generale, ci si riferisce al coming out come al processo di costituzione e presa di consapevolezza della propria identità sessuale; è quindi costituito da una dimensione interna (l’acquisizione di consapevolezza da parte dell’individuo di non essere eterosessuale/cisgender) e da una dimensione esterna (la comunicazione ad altri e/o la visibilità della propria identità sessuale). Viene spesso confuso, nel parlare comune, con il termine outing.

CRIMINI D’ODIO - Espressione con cui si indicano i crimini dettati dall’odio nei confronti delle minoranze (religiose, etniche, sessuali, ecc.). Rappresenta il corrispettivo italiano del termine inglese hate crime. (vedi anche: omofobia; bifobia; transfobia).

DEAD-NAMING - Utilizzo del nome anagrafico precedente (o comunque il non utilizzo del nome elettivo) di una persona transessuale, transgender, gender non-conforming o non-binary senza il suo consenso. Sebbene spesso venga fatto non intenzionalmente, il deliberato utilizzo del deathname (così come il misgendering) è una forma di violenza e di negazione dell’identità di genere di una persona non cisgender.

DISCRIMINAZIONE - Comportamento che agisce un pregiudizio di fondo nei confronti di un gruppo minoritario o dominato, ovvero condotta che mette in difficoltà componenti di una categoria sociale minoritaria o dominata per il solo fatto di appartenere a quella categoria.

DISFORIA DI GENERE - Condizione di disagio e/o di sofferenza legata all’incongruenza tra l’identità di genere di una persona e il sesso assegnato alla nascita, nonché a tutte le conseguenti esperienze relative al ruolo di genere, all’espressione di genere nonché alle caratteristiche sessuali primarie e secondarie. Ne deriva, generalmente, un desiderio da parte della persona transessuale di agire sull’incongruenza tra identità di genere, ruolo di genere e sesso fisico (tramite interventi chirurgici sui caratteri sessuali secondari, di riassegnazione del sesso e/o terapie ormonali) che possa portare all’attenuazione o alla scomparsa di tale disagio e, conseguentemente, al venir meno della diagnosi. Da notare come non tutte le persone transgender sperimentino la disforia di genere o ne facciano esperienza continuativa nel tempo. In passato denominata Disturbo dell’identità di genere (DIG) e accorpata, all’interno della precedente versione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV), alla più ampia classe diagnostica dei Disturbi sessuali, la Disforia di genere costituisce una categoria diagnostica a sé stante all’interno del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Il motivo di questo grande cambiamento all’interno della classificazione internazionale, conseguente ad un massiccio aumento di letteratura scientifica sulla transessualità e sul transgenderismo, è dovuto all’intento di ridurre il forte stigma nei confronti delle persone transessuali e al fatto che rappresenta una condizione esistenziale risolvibile con interventi non psicologici (e, per tale motivo, non può essere considerata una malattia mentale).

ESPRESSIONE DI GENERE - Dimensione visibile ed esteriore del ruolo di genere del soggetto, cioè i comportamenti e l’aspetto fisico (vestiario, capelli, trucco, ecc.) che fanno capire agli altri quanto un individuo aderisca o meno alle norme sociali e alle aspettative culturali di come uomini e donne debbano essere. Assieme al ruolo di genere, costituisce una delle dimensioni dell’identità sessuale dell’individuo. È bene notare come le possibili sfumature soggettive del ruolo di genere e dell’espressione di genere non siano necessariamente e deterministicamente legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere di una persona.

ETEROSESSUALE - Termine con cui ci si riferisce a una persona che prova attrazione sessuale e affettiva prevalentemente o esclusivamente nei confronti di persone del sesso/genere opposto.

ETEROSESSUALITÀ - Indica l’attrazione sessuale e affettiva verso persone del sesso/genere opposto. (vedi anche: orientamento sessuale.)

FAMIGLIE OMOGENITORIALI - Chiamate anche famiglie arcobaleno, sono nuclei famigliari in cui uno o entrambi i genitori non sono eterosessuali (o, in generale, fanno parte della comunità LGBT+). All’interno di questo gruppo eterogeneo si può distinguere tra le famiglie i cui figli sono nati da precedenti rapporti eterosessuali (in Italia note come famiglie rainbow), le famiglie in cui i figli sono stati adottati e le famiglie i cui figli sono nati tramite gestazione per altri (GPA) o tramite altre forme di procreazione (per esempio, mediante fecondazione assistita). Per estensione, ci si riferisce anche a famiglie i cui figli sono biologicamente di entrambi i genitori (come nel caso di genitori transgender).

GAY - Persona di genere maschile che prova attrazione sessuale e affettiva prevalentemente o esclusivamente per un’altra persona di genere maschile.

IDAHOBIT - Acronimo che sta per “International Day Against Homophobia, Biphobia, Intersexism and Transphobia”, in italiano “Giornata internazionale contro l’omo-bi-intersex-transfobia”: ricorrenza annuale celebrata in tutto il mondo, che cade il 17 maggio, riconosciuta dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite, in cui si festeggiano le diverse identità sessuali e si promuovono eventi di sensibilizzazione su queste tematiche.

IDENTITÀ DI GENERE - È il concetto più intimo che l’individuo ha di sé quale maschio, femmina, un insieme di entrambi o nessuno dei due. In altre parole, è il modo in cui gli individui percepiscono sé stessi e il modo in cui fanno riferimento alla propria persona. Inoltre, l’identità di genere di ogni individuo può essere legata, e quindi essere la stessa, rispetto al sesso che gli è stato assegnato alla nascita (cisgender), oppure discostarsene (transgender). Rappresenta una delle dimensioni tendenzialmente stabili dell’identità sessuale dell’individuo.

IDENTITÀ DI ORIENTAMENTO SESSUALE - Definizione soggettiva che l’individuo produce in riferimento alle proprie attrazioni sessuali/affettive nella costante relazione con variabili personali, ambientali, culturali e sociali. Rappresenta quindi una dimensione variabile e fluida dell’identità sessuale, in costante evoluzione a seconda del proprio sistema di significati, del proprio sistema divalori, delle interazioni sociali, dell’idea che si ha circa il proprio orientamento sessuale, del proprio giudizio su di esso e della propria disponibilità a riconoscerlo/comunicarlo agli altri. Diversamente, l’orientamento sessuale è tendenzialmente stabile nel tempo. Ne deriva che, per vari motivi, non sempre vi è “coerenza” tra l’orientamento sessuale e l’identità di orientamento sessuale.

IDENTITÀ SESSUALE - Con questo termine si indica l’ampio insieme dei piani, delle dimensioni e degli aspetti con cui una persona si identifica in riferimento alla propria sessualità. Vi sono differenti livelli dell’identità sessuale: a) il sesso biologico; b) l’identità di genere; c) il ruolo di genere e l’espressione di genere; d) l’orientamento sessuale; e) l’identità di orientamento sessuale. Con il termine identità sessuali, quindi, si intende tutte le tematiche, le accezioni e le sfumature che hanno a che vedere con i livelli dell’identità sessuale.

LESBICA - Persona di genere femminile che prova attrazione sessuale e affettiva prevalentemente o esclusivamente per un’altra persona di genere femminile.

LGBT - Acronimo, in uso dal 1990, per indicare le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali/transgender. Viene considerato un modo molto basilare per indicare gli orientamenti sessuali non eterosessuali e le identità non cisgender. Attualmente gli sono preferite le varianti più inclusive, LGBT+ e LGBTQIA.

LGBT+ - Acronimo che indica le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali/trangender e contiene il riferimento esplicito al fatto che il novero delle categorie è ampio.

MINORITY STRESS - Insieme dei disagi psicologici dovuti all’appartenere a una minoranza, in questo contesto usato in riferimento alle persone LGBT+, che sono sottoposte a discriminazioni e pregiudizi di vario ordine e grado. Consiste in una esposizione continuativa a stress che ha effetti più o meno marcati sulla salute mentale e sul benessere psicologico degli individui appartenenti a una minoranza sessuale. Si compone di tre dimensioni principali: a) l’omofobia interiorizzata (o la bi- transfobia interiorizzata); b) lo stigma percepito dall’individuo, con la conseguente messa in atto di strategie difensive per evitare/diminuire il rifiuto sociale; c) le esperienze di violenza, vissute in prima persona dall’individuo o avvenute all’interno del contesto di vita allargato dell’individuo (da amici, nella stessa città, nello stesso paese, ecc.).

MISGENDERING - Utilizzo di pronomi e declinazioni legati al sesso attribuito alla nascita (o comunque il non utilizzo dei pronomi e declinazioni di elezione) di una persona transessuale, transgender, gender non-conforming o non-binary senza il suo consenso. Sebbene spesso venga fatto non intenzionalmente, il deliberato ricorso al misgendering (così come al dead-naming) è una forma di violenza e di negazione dell’identità di genere di una persona non cisgender.

OMOFOBIA - Disagio, svalutazione e avversione, su base psicologico-individuale e/o ideologico collettiva, nei confronti delle persone omosessuali e dell’omosessualità stessa. Sistema di credenze e stereotipi che mantiene giustificabile e plausibile la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Uso di un linguaggio o slang offensivi per le persone gay/lesbiche. Spesso le persone che provano pregiudizi verso le minoranze sessuali confondono l’identità di genere con l’orientamento sessuale e sono quindi sia transfobiche sia omofobiche (o bifobiche).

OMOFOBIA INTERIORIZZATA - L’insieme di sentimenti e atteggiamenti negativi (dal disagio al disprezzo) che una persona può provare più o meno consapevolmente nei confronti della propria omosessualità (o bisessualità), fino al punto di nutrire sentimenti negativi verso le persone LGBT in generale. Nell’omofobia interiorizzata svolgono un ruolo centrale l’interiorizzazione di stereotipi negativi e dello stigma sociale nei confronti delle persone non eterosessuali, che possono portare ad una non accettazione o a un non riconoscimento del proprio orientamento sessuale, con effetti diretti sulla costruzione della propria identità sessuale e della propria identità di orientamento sessuale. Rappresenta una delle dimensioni del minority stress. Per estensione, si può utilizzare il termine di transfobia interiorizzata per indicare l’interiorizzazione di sentimenti negativi nei confronti della propria identità di genere non cisgender.

OMOGENITORIALITÀ - Termine utilizzato in riferimento alla funzione genitoriale esercitata da coppie dello stesso sesso/genere, sia in riferimento a figli biologici di uno o entrambi i partner sia in riferimento a figli adottati. (vedi anche: famiglie omogenitoriali.)

OMOSESSUALE - Termine con cui ci si riferisce a una persona che prova attrazione sessuale e affettiva prevalentemente o esclusivamente nei confronti di persone dello stesso sesso/genere.

OMOSESSUALITÀ - Indica l’attrazione sessuale e affettiva verso persone dello stesso sesso/ genere. (vedi anche: orientamento sessuale.)

OMOSESSUALITÀ EGOSINTONICA/EGODISTONICA - Termini che indicano il grado di accettazione della propria omosessualità da parte dell’individuo: l’egosintonia indica un orientamento omosessuale riconosciuto e accettato dall’individuo, mentre l’egodistonia indica un vissuto conflittuale da parte dell’individuo nei confronti della propria omosessualità, spesso a causa dello stigma. Questi due termini hanno un’importanza storica particolare per la psicologia e la psichiatria: sebbene l’omosessualità “egosintonica” sia stata rimossa dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) già nel 1973, la variante “egodistonica” dell’omosessualità è rimasta nella classificazione fino al 1987, anno in cui è stata definitivamente eliminata poiché condizione risultante dall’interiorizzazione dello stigma sociale legato all’omosessualità e non dall’omosessualità in sé. Bisogna prestare particolare attenzione al concetto di egodistonia poiché tale conflittualità/sofferenza viene spesso utilizzata dai promotori delle terapie riparative per legittimare un qualsivoglia tentativo di conversione dell’orientamento sessuale e delle attrazioni omoerotiche, dal momento che la condizione viene vissuta con disagio dall’individuo e, talvolta, è proprio lo stesso paziente/cliente a chiedere un intervento “professionale” in questa direzione. Per evitare fraintendimenti pericolosi, oggi si utilizza il termine di omofobia interiorizzata, che pone maggiore enfasi nei confronti del ruolo giocato dalla società (minority stress) e dalle aspettative sociali nella costruzione di sentimenti negativi verso il proprio orientamento non eterosessuale.

ORIENTAMENTO SESSUALE - Caratteristica tendenzialmente immutabile dell’identità sessuale che si riferisce al genere verso cui una persona è sessualmente e affettivamente attratta. Può  essere eterosessuale se la persona è attratta da un individuo del genere opposto (eterosessualità), omosessuale se è attratta da un individuo dello stesso genere (omosessualità), bisessuale se l’attrazione è rivolta verso entrambi i generi (bisessualità). Vi sono ulteriori possibili declinazioni, come la pansessualità, la polisessualità e la demisessualità, in cui l’attrazione prescinde dal genere/sesso e al di là del binarismo sessuale e di genere della persona verso cui si è attratti. Un’altra possibile declinazione è quella dell’asessualità.

OUTING - Termine utilizzato per indicare la rivelazione pubblica dell’orientamento sessuale (reale o presunto) o dell’identità di genere (reale o presunta) di qualcuno a terzi. Viene considerata una forma di violenza, in quanto solo il soggetto in questione dovrebbe poter decidere se, a chi e quando comunicare la propria identità sessuale. Viene spesso confuso con il termine coming out, che invece indica la rivelazione volontaria del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere.

PREGIUDIZIO - Atteggiamento sfavorevole, a volte ostile, nei confronti di un gruppo sociale minoritario o dominato.

PRIDE - Manifestazione di orgoglio della propria diversità, con accezione sociale, politica e attivistica. Con il termine “gay pride” (in passato maggiormente utilizzato) si intende l’orgoglio omosessuale e, per estensione, non eterosessuale e non cisgender. In termini più ampi, si identifica con “pride” l’insieme di manifestazioni e iniziative internazionali a cadenza annuale (generalmente a giugno) in cui gli appartenenti alla comunità LGBT+ scendono in piazza per celebrare le diversità e per rivendicare l’ottenimento di diritti civili. Le odierne celebrazioni prendono ispirazione dai primi moti e proteste di liberazione sessuale e rivendicazione dei diritti delle persone LGBT+ avvenute alla fine degli anni Sessanta dello scorso secolo negli Stati Uniti (Moti di Stonewall, 1969; proteste del Black Cat, 1967).

RUOLO DI GENERE - In generale, rappresenta l’insieme delle norme sociali e delle aspettative culturali relative al genere, cioè a come uomini e donne debbano essere, apparire e comportarsi in una data cultura e in un determinato periodo storico. In senso più psicologico, rappresenta l’interiorizzazione soggettiva di tali “prescrizioni” culturali relative al genere di appartenenza, che può essere di conseguenza più o meno aderente alle aspettative sociali. Ha una componente più interiore (l’idea che l’individuo ha del proprio ruolo di genere) e una più esteriore (ciò che gli altri possono osservare circa il ruolo di genere di una persona, come per esempio il comportamento o, più in generale, l’espressione di genere). Assieme all’espressione di genere, costituisce una delle dimensioni dell’identità sessuale dell’individuo. È bene ricordare come le possibili sfumature soggettive del ruolo di genere e dell’espressione di genere non siano necessariamente e deterministicamente legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere di una persona.

SESSO BIOLOGICO - La conformazione biologica del corpo, definita dai cromosomi sessuali, dagli ormoni, dai genitali interni ed esterni, e dalla complessiva conformazione corporea derivante. È l’insieme dei caratteri sessuali con cui una persona nasce e che la contraddistinguono come maschio o femmina. Da notare come vi siano situazioni in cui non sia così “naturale” e semplice stabilire il sesso biologico di un individuo alla nascita, così come accade nell’intersessualità e in presenza di Diversità dello Sviluppo Sessuale (DSS). Costituisce una dimensione stabile dell’identità sessuale di un individuo.

STEREOTIPI DI GENERE - L’insieme delle rappresentazioni mentali semplificate e generalizzate riguardante il genere e i ruoli di genere, condiviso nei suoi tratti essenziali da grandi masse di persone. Rappresentano una visione cristallizzata e generalmente binaria della realtà e possono portare a inferenze scorrette circa l’identità sessuale di una persona (in termini di orientamento sessuale o di identità di genere), contribuendo indirettamente ad alimentare fenomeni di discriminazione nei confronti delle minoranze sessuali, aumentare lo stigma sociale e accrescere il minority stress (vedi anche: ruolo di genere).

STIGMA - Nelle scienze sociali, indica l’attribuzione da parte della società di connotazioni negative nei confronti di un individuo, di un gruppo o di un fenomeno. La stigmatizzazione, insieme al pregiudizio, è quindi alla base della discriminazione delle minoranze. Nei confronti della comunità LGBT+, lo stigma sociale può svolgere un ruolo rilevante nella creazione della propria identità sessuale, contribuendo all’interiorizzazione di aspetti negativi legati all’appartenere a una minoranza sessuale (omofobia interiorizzata, ma anche bi- e trans-fobia interiorizzata) e alimentando il minority stress.

TERAPIE RIPARATIVE - Dette anche “terapie di conversione”, sono un insieme variegato di sedicenti metodi psicologici e/o comportamentali che hanno l’obiettivo di modificare l’orientamento sessuale di una persona da omosessuale (o bisessuale) a eterosessuale o, comunque, di ridurre i desideri/pensieri omoerotici. I concetti alla base di queste pratiche ideologico-religiose (e non clinico-scientifiche) sono che l’omosessualità sia una malattia e che sia una caratteristica modificabile dell’identità sessuale di una persona. Le principali organizzazioni scientifiche di salute mentale di tutto il mondo (APA, CNOP, ecc.) le hanno criticate e bandite poiché dimostratesi totalmente inefficaci e, per di più, dannose per l’integrità psicologica dell’individuo; in alcuni Paesi del mondo sono considerate pratiche illegali. Nonostante ciò, si assiste tutt’oggi a casi in cui i terapeuti ricorrano a forme più implicite di conversione su richiesta esplicita del paziente/cliente, sulla base quindi di un’omosessualità egodistonica.

TRANS - Termine ombrello che comprende un insieme di identità che “trasgrediscono” le norme di genere socialmente definite. Il termine trans con l’asterisco (trans*) è spesso usato nella forma scritta per identificare che ci si sta riferendo a questo largo gruppo di persone che includono, in  particolare, tutte le persone che si identificano come non binarie, così come gli uomini e le donne transgender. Con l’espressione donna trans si indica una persona assegnata alla nascita come maschio e che si identifica nel genere femminile; con l’espressione uomo trans si indica una persona assegnala alla nascita come femmina e che si identifica nel genere maschile. (vedi anche: sesso biologico; identità di genere.)

TRANSESSUALE - A differenza del termine transgender, questo non è un termine ombrello: infatti, alcune persone transgender non si identificano come transessuali e, allo stesso tempo, alcune persone transessuali non si identificano come transgender. Questa definizione viene preferita da alcune di quelle persone che hanno cambiato o intendono cambiare i propri corpi con diverse metodologie mediche: la terapia ormonale sostitutiva (HRT), interventi di riassegnazione chirurgica di sesso (RCS), la rimozione del seno, plastiche facciali, ecc.

TRANSESSUALITÀ - Termine utilizzato per indicare la circostanza in cui il sesso biologico di una persona non corrisponde alla sua identità di genere.

TRANSFOBIA - Insieme di sentimenti e atteggiamenti negativi verso la transessualità e le persone transessuali e transgender sulla base della loro identità di genere.

TRANSGENDER - un termine ombrello che comprende tutte quelle persone la cui identità di genere e/o la sua espressione di genere differisce dalle aspettative culturali normalmente assegnate al loro sesso di nascita. È bene ricordare come l’identità di genere e l’espressione di genere non siano necessariamente correlate con l’orientamento sessuale: una persona transgender può identificarsi come eterosessuale, omosessuale, bisessuale, ecc.

UNIONE CIVILE - In Italia, è il termine con cui ci si riferisce al riconoscimento giuridico dell’unione di una coppia omosessuale e delle coppie di fatto (anche non omosessuali). È stata introdotta nell’ordinamento italiano mediante la Legge n. 76 del 20 maggio 2016, nota anche come Legge Cirinnà, dal cognome della Senatrice prima firmataria. Sebbene tale legge abbia colmato un vuoto legislativo e abbia introdotto numerose agevolazioni in materia sociale e patrimoniale (per esempio, la reversibilità della pensione del congiunto, la successione, la comunione dei beni, ecc.), permangono alcune differenze sostanziali rispetto al matrimonio tra persone eterosessuali, come per esempio l’impossibilità di adozione e di stepchild adoption (inizialmente prevista dal testo della Legge e poi stralciata dal testo finale)
 

LEGGI ANCHE: IL GLOSSARIO AVANZATO LGBT+ DELL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA LOMBARDIA

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