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Costume
Extraliscio, intervista a Mirco Mariani: "Elisabetta? Madrina inarrestabile"

Extraliscio: "Sanremo, il Film e ora la frenesia del pubblico. Amadeus? Coraggioso a credere in noi”

Per comprendere appieno l’incredibile realtà degli Extraliscio è opera tanto complessa quanto squisitamente innovativa. Basterebbe assistere ad una sola delle loro performance e la magia si paleserebbe, lapalissiana, in pochi attimi, dinanzi ai nostri occhi. Le tradizioni di un territorio folkloristico e storicamente solare (la Romagna) si fondono con la nobile arte della musica, la toccante bellezza del cinematografo e l’irrefrenabile passione per il ballo. Armonia, luci, colori, gioia, un pizzico di follia e un’intrepidezza da Leoni.

Tra le prime a crederci, senza esitazioni, è stata l’eclettica e visionaria fondatrice del Festival Internazionale “La Milanesiana” e Direttrice de “La nave di Teseo” Elisabetta Sgarbi con la sua Betty Wrong Edizioni su suggerimento di Ermanno Cavazzoni, scrittore, sceneggiatore e amico di Federico Fellini, con il quale lavorò nel suo ultimo lungometraggio “La voce della luna”. I tre compenti della band che sta letteralmente spopolando nei Teatri e in molte piazze di questa “rinata” (si spera) estate ’21 non sono proprio degli sbarbatelli.

Stiamo parlando di professionisti del calibro di Mirco Mariani, cantautore e polistrumentista di lunghissima data che vanta collaborazioni con Stefano Bollani, Paolo Fresu, Arto Linsday e Vinicio Capossela; Moreno il Biondo (sassofonista e clarinettista, punta di diamante per decenni dell’Orchestra Raoul Casadei) e Mauro Ferrara conosciuto – nientemeno – come “La Voce di Romagna Mia nel mondo”, anch’esso proveniente dalla grande scuola dei “Re del Liscio” (Secondo e Raoul). Dal primordiale contatto tra Mirco e Riccarda Casadei alla ribalta nazionale il passo è stato breve e i successi non hanno tardato ad arrivare.

Elisabetta si fa portavoce con Amadeus, il quale, dopo aver ascoltato il brano “Bianca Luce Nera” (scritto dalla medesima, dal frontman del gruppo e dal cantautore Pacifico), li inserisce nella scaletta del 71° Festival di Sanremo. Il debutto all’Ariston segna il punto di svolta o, sarebbe meglio dire, d’inizio. C’è infatti anche il grande schermo ad attenderli. Il film “EXTRA LISCIO – PUNK DA BALERA. Si ballerà finché entra la luce dell’alba”, per la regia della Sgarbi, distribuito da Nexo Digital, proiettato ad Hollywood, Cannes e Venezia - e che lo troviamo ancora oggi nelle più suggestive cornici dei borghi italiani - fa incetta di premi; il SIAE Talento Creativo in primis e il Premio FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai 2020).

Attualmente sono impegnati fino a settembre nel tour che tocca tutta la penisola con “È BELLO PERDERSI - TOUR D’ITALIE”! Una serie di imperdibili e – soprattutto – imprevedibili concerti fuori dagli schemi che contaminano la tradizione con un mondo ricco di suoni e arrangiamenti, allo stesso tempo popolare e colto. E loro, Mirco, Moreno e Mauro, l’estroso trio di professionisti che, tra un palco e l’altro, del divertimento allo stato pure ne fa la sua ragion di vita, ammette fieramente: “E’ Punk da Balera ragazzi! Concetto strano? Forse, ma è di sicuro un’esperienza musicale umana e sociale che affonda le radici nella nostra terra. Sonorità lontane dal Liscio di oggi, ma vicine al liscio delle origini con l’aggiunta del nostro Punk, dalle scarpe di vernice lucida e i capelli tinti. E’ il miracolo del Liscio quando tocca orizzonti inaspettati confrontandosi con il teatro, la poesia e la letteratura. Extraliscio siamo noi, orgogliosi di esserlo!” Mirco Mariani ci snocciolare ora, passato, presente e futuro di questa loro appassionante creatura.  

Extraliscio, l'intervista di Affaritaliani.it 

Tre professionisti di lungo corso, vite ed interessi diversi, poi l’incontro, frutto evidentemente di un destino già scritto. Correva l’anno 2014, Mirco Mariani, ci racconta come è andata? Perché EXTRALISCIO? 

Comincio col dire che fu la figlia di Secondo Casadei, colui che ha dato alla luce “Romagna Mia”, l’inventore del liscio (Zio di Raoul), Riccarda, dopo un mia intervista in radio a contattarmi e propormi di costituire un gruppo. L’idea era quella di riportare il Liscio al cospetto delle nuove generazioni, i giovani. Per il primo anno, detto onestamente, non ci ho creduto molto, ho fatto fatica a pensare che un genere musicale ormai quasi estinto o maltrattato potesse avere una rinascita. Pian piano, dopo aver prima coinvolto Moreno, la lampadina si è accesa. Io mi occupavo di musiche e arrangiamento, lui più della parte gestionale, poi si è aggiunto Mauro. Il nome esce nel 2015, con le prime canzoni. Fu il mio manager di allora al quale venne in mente Extraliscio. Io provenivo dal Jazz ma volevo aprirmi al Liscio. E lui esordì con Extra-Liscio. 

C’è un termine per definire la vostra musica? Folk, punk, rock, liscio, una fusione di tutto? 

Non sappiamo neanche noi come definirla. Effettivamente ogni esibizione e/o concerto è a sé stante. In base a dove siamo, teatro romano o piazza, cambia completamente l’atmosfera. Si creano dei meccanismi strani. Difficile spiegarlo. E’ paradossalmente proprio l’improbabilità del progetto che crea l’alchimia perfetta. Perché dico alchimia. Perché nasce una vera e propria magia sul palco tra persone (noi) completamente agli antipodi. In un suggestivo turbinio di sensazioni torniamo immediatamente bambini, avvolti da una “follia” quasi fanciullesca. Questa trasformazione piace alla gente, ed è proprio il pubblico l’energia che rende incantato quel palco. E pensare che nonostante l’alchimia mentre cantiamo e suoniamo siamo tre persone totalmente diverse nella vita “normale”. E’ proprio vero quando si dice che la musica è magia, incanto. Se però debbo definirla direi Punk da balera. La nostra è PUNK DA BALERA!    

Riccarda Casadei e poi arriva Elisabetta Sgarbi

Un piccolo passo indietro. Fu Ermanno Cavazzoni a portarci da Elisabetta. Un uomo straordinario che visse con Fellini gli ultimi anni prima della morte del premio Oscar. Vede, nella vita ci sono dei periodi. Quello con Elisabetta non è stato un incontro casuale, ma forse scritto dal destino. E’ inspiegabile. C’è stata un’esplosione di energia, di entusiasmo, di sincronia. Irripetibile. Cavazzoni ci ha portati a Milano da lei e il resto è venuto con sé. Solo una visionaria come Elisabetta poteva captare la “bellezza” di fronte ad un Claudio Villa del liscio e un chitarrista distorto e dissonante. Dopo quel primo incontro la Sgarbi ha organizzato un concerto alla Ca’ del Liscio per la registrazione di alcune scene del film da lei diretto. Giorno dopo giorno ci siamo poi conosciuti sempre di più. Ora è simbiosi! 

La grande popolarità arriva al 71° Festival di Sanremo con il brano “Bianca Luce Nera” scritto tra l’altro da lei, Elisabetta e il cantautore Pacifico. E’ corretto?

Bè, certo. Abbiamo scritto 3 canzoni, ma Elisabetta voleva che terminassimo l’arrangiamento di “Bianca Luce Nera”. Appena conclusa, volle farla sentire ad Amadeus. Andammo a Roma dunque, per fargliela ascoltare. Amadeus, dopo il primo ascolto, rimase impassibile e la riascoltò per la seconda volta. Tra me e me un po’ ci credevo. Mi guardava fisso ma non proferiva parola. Dopo pochi giorni mi ha chiamato per confermare la nostra presenza sull’Ariston. Coraggioso direi, perché era una canzone quasi impossibile da portare a Sanremo, forse fuori moda. Elisabetta ha creduto ciecamente in noi. Ripeto, mai conosciuto in vita mia una persona così inarrestabilmente visionaria. Due o tre anni fa dire liscio era dire un’eresia. L’unico genere italiano o mondiale che, oramai, tra i ragazzi non ha alcun interesse, anzi forse disgusto. Sono lontani i tempi in cui 600 orchestre italiane suonavano le musiche del padre di Riccarda (Secondo) e di Raoul Casadei. I balli di gruppo sono gli unici che si salvano. In questo clima lei (Elisabetta) ha avuto l’ardire di crederci fino in fondo. Con il senno di poi adesso capiamo perché è una donna così vincente anche in tutti gli altri contesti della sua ricca carriera in ambito culturale, letterario, cinematografico e manageriale.  

Soddisfatti del film? “EXTRALISCIO – PUNK DA BALERA” 

Una roba impensabile. Dalla sera alla mattina ci siamo ritrovati all’interno di un set cinematografico. E’ miracoloso! Ha dato luce ad una parte di musica e personaggi che altrimenti sarebbero rimasti nel vuoto, nell’oblio. E’ stato proiettato in tutto il mondo e continua ad esserlo più e più volte. Ieri, ad esempio, era a Firenze, poi Mantova e sempre in luoghi altamente suggestivi e spettacolari, con cornici da sogno. Non dimentichiamoci che è stato ad Hollywood, Cannes, Venezia. Una favola, una vera e propria favola che diventa realtà. Il Liscio che si fa spazio nella musica Pop. Wow. Fino a poco tempo fa chi lo avrebbe mai immaginato. 

Durante il Covid vi siete fermati o avete continuato a produrre? 

La chiusura forzata ci ha fatto concentrare h24 sui nostri progetti. Il primo disco l’ho creato proprio durante il lockdown. L’ultima scena del film a Napoli e poi arriva il primo blocco violento. Lo ripeto, Extraliscio in realtà è nato con il film di Elisabetta. Fermi con i live sì, ma molto operativi per la produzione. 

Ci parla dell’attuale Tour? “E’ bello perdersi” 

E’ nato nel periodo della chiusura. Un sogno anch’esso. “Bello perdersi” è una fortuna, un termine fondamentale, tanto più in un periodo nel quale eravamo chiusi in una stanza. Avevamo voglia di perderci un po’ tutti, forse anche tra i sogni. Siamo partiti a Giugno e tra Luglio e agosto abbiamo oltre 30 serate, una ogni due giorni. Ieri eravamo a Teatro, oggi fermi, domani si riparte per Urbino o così via. Ma la cosa che più ci rende fieri è la reazione inaspettata del pubblico. Gli applausi partono sempre a metà brano, e poi il bis, il tris, i boati, si alzano in piedi. Quello che si palesa dianzi ai nostri occhi è straordinario. Il ballo da seduti. Magico.  

Progetti per il futuro? 

Con Elisabetta non puoi fermarti al presente. E’ sempre un divenire. Se “sbarchiamo” all’estero ipotizzo che ci potrebbe essere un’accoglienza fuori dal comune. Quello spero diventi uno dei prossimi obiettivi. Portare questa italianità romagnola fuori confine, tra Liscio, Punk e frenesia straripante.  

Per concludere Mirco. Vuole ringraziare in particolare qualcuno per questo che lei definisce “incredibile viaggio”? 

Naturale. Primi fra tutti Mauro e Moreno, compagni di vita, tour e musica e naturalmente la scintilla di tutto, Elisabetta, la nostra Elisabetta. Un grazie anche ad Amadeus che ha avuto il coraggio di scommettere su di noi, ad Ermanno Cavazzoni che ci ha fatto conoscere e ha speso parole lusinghiere nei nostri confronti. Senza di lui non avremmo mai incontrato Elisabetta. E come non menzionare Riccarda Casadei, la prima che mi contattò dopo la trasmissione radiofonica nella quale ero stato invitato. Per il resto viviamo attimo per attimo, in attesa di abbracciare il nostro amato pubblico, reale motore di tutto!!!     

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