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Costume
Festival musica indipendente per combattere lo sballo giovanile con la cultura

Combattere lo sballo con la cultura. Proporre al Ministro dei Beni Culturali un Festival che porti i giovani musicisti indipendenti nei locali a sfidarsi…ma a colpi di note e basta. La categoria degli imprenditori dell’intrattenimento passa all’azione. “Siamo stanchi di finire in cronaca solo quando ci sono dei morti. Di essere visti come i colpevoli dello sballo giovanile. Siamo un settore che muove un indotto da 5 miliardi e vogliamo tornare a fare il nostro lavoro: intrattenere la gente, non fare le veci di Questori e Prefetti. Il problema della sicurezza è importante ma non possiamo occuparci al 90% di quello”. La voce degli imprenditori della notte si è alzata due giorni fa dal Mir di Rimini, dove l’associazione di categoria, il Silb, ha indetto un tavolo di discussione sui Giovani e la notte a cui hanno partecipato, tra gli altri,  il dee jay Claudio Coccoluto e  lo psichiatra Paolo Crepet. E a bocce ferme ha portato sul tavolo una proposta che allinea l’Italia al resto dei paesi europei: organizzare nei locali un Festival delle etichette discografiche indipendenti. Ma c’è di più: un tavolo di lavoro insieme al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli per realizzare l’intento di portare cultura (e anche turismo) nelle città attraverso la musica indipendente.  L’iniziativa  vedrà coinvolti il Ministero, il presidente di Silb Maurizio Pasca e il Presidente di MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) Giordano Sangiorgi. Ma altresì  il Ministro Gian Marco Centinaio, che si è detto disponibile a partecipare a un  tavolo sul turismo  vista la crescente sofferenza di un mercato che fatica a promuovere la propria immagine all’estero: secondo gli operatori del settore, almeno sul fronte giovanile, un Festival delle etichette musicali giovanili organizzato in modo serio  avrebbe un forte impatto positivo sul comparto. “L’Europa è piena di eventi che dettano le tendenze – ha detto il critico musicale Damir Ivic – dalla Spagna alla Francia, dalla Germania all’Inghilterra proliferano festival. In Italia non si muove nulla”. E siccome non ci sta perdendo solo la categoria degli imprenditori dell’intrattenimento ma altresì quella degli operatori turistici,  ora l’impegno è stato preso insieme al Ministero. Perché pare l’Italia sia piena di giovani produttori, di etichette che nascono in silenzio, di gente che si autoproduce e magari finisce sul palco dell’Ariston di Sanremo nell’indifferenza generale. Si tratta di una questione non solo culturale ma altresì economica. “Berlino ha un’economia basata su questi club, grazie  ventenni e trentenni che sciamano lì da tutta Europa –ha spiegato Ivic-  Il Bergen ha cambiato economia cittadina. Per dieci anni i titolari dei locali hanno avuto la struttura in  affitto per un euro l’anno, canone simbolico che ha dato il risultato sperato”. Pare che persino in Grecia, a Salonicco, sia stata messa a disposizione dei giovani una grossa struttura dove ora si organizza un Festival musicale. Qui da noi, oratori e centri sociali hanno “perso il loro potere aggregativo – ha detto Sangiorgi- e smettiamola di criminalizzare i giovani Portiamoli nei locali a sfidarsi, diamo spazio alle piccole produzioni, intercettiamo la cultura musicale contemporanea”. La sfida è aperta. A questo proposito, è già stato presentato un primo progetto di lavoro che si propone di adeguare il sistema dell’intrattenimento alle tendenze internazionali, coinvolgendo necessariamente anche l’indotto del Turismo. Sul tavolo, anche la proposta di ridurre l’aliquota IVA al 10% (ora è al 22): recente l’incontro con Bonisoli a Milano, per una revisione delle aliquote ex dpr 63 del 72 che lo consente  quando la fruizione di musica dal vivo è di durata pari al 50% dell’orario di apertura del locale.

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