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Costume
"Grappa del Museo", un'edizione limitata per il distillato firmato Jacopo Poli

Prendi una selezione dei venticinque migliori lotti di Grappa delle Poli Distillerie, metti in infusione 25 anni di passione autentica, infine distilla il tutto con un alambicco artigianale; il risultato è un’acquavite unica, la “Grappa del Museo”, una edizione speciale firmata Jacopo Poli. Una grappa che il 17 novembre incontra in un viaggio sensoriale i più blasonati distillati europei per far conoscere come in ogni goccia delle diverse acquaviti siano racchiusi il carattere e lo spirito di un popolo.                                                                       

Concepita per celebrare i primi venticinque anni del Poli Museo della Grappa, quest’acquavite cela tre ingredienti segreti e difficilmente replicabili: l’amore, la cura e la passione nel rispetto delle tradizioni. Per la Poli Distillerie sono tre fondamenti di una lunga storia; un’avventura nata nel 1898 quando il grappaiolo GioBatta Poli, che vendeva vini e cappelli, fonda la distilleria nel cuore del Veneto. Il tempo passa, la distilleria si trasmette da padre in figlio, fino ai pronipoti che continuano l’attività mettendo nell’azienda la stessa passione di GioBatta. E, soprattutto, l’amore che racchiude un distillato. Si arriva al 4 luglio del 1993 quando Jacopo Poli, insieme alla moglie Cristina, aprono le porte del Museo, a due passi dal Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, spinti dal desiderio di valorizzare il distillato simbolo del territorio, appannato da stereotipi e luoghi comuni.

Oggi il Museo della Grappa è tra i Musei d’impresa più visitati d’Italia, con una media di 13mila visitatori mensili e una biblioteca unica nel suo genere che raccoglie circa 3.000 testi antichi e documenti originali riguardanti la Grappa e l’arte della distillazione.

Un successo iniziato molto tempo prima che si sviluppasse il fenomeno dell’heritage marketing; secondo il database di Museimpresa (Associazione italiana dei musei e degli archivi d'impresa) il Poli Museo della Grappa è fra i primi musei d’impresa istituiti in Italia, in compagnia di realtà importanti del food & beverage come il Museo della Liquirizia Amarelli, il Museo Martini, la galleria Campari o il Museo Branca.

Oggi i Museo, ad entrata libera, accoglie visitatori provenienti da tutto il mondo, contando un 38% di nazionalità tedesca, 17% italiana, 10% Stati Uniti e instaurando con loro una “comunicazione esperienziale” mirata a promuovere un prodotto Made in Italy all’interno del contesto territoriale in cui è inserito.

Il mio desiderio è far conoscere al mondo il sapere e il sapore della Grappa”, dice Jacopo Poli, “a distanza di 25 anni mia moglie ed io crediamo di avere contribuito a distillare una goccia di cultura. Dedichiamo la Grappa del Museo è ai visitatori che ci hanno accompagnato lungo questo cammino”.

 

 

 

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