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Igiene alimentare: 10 errori da non fare in cucina
Diletta Leotta (Foto Instagram)

Igiene alimentare: 10 errori da non fare in cucina

Ogni anno un terzo delle infezioni alimentari collettive segnalate in Francia avvengono a casa. Come fare allora? Ecco 10 azioni semplici che limitano la diffusione dei germi responsabili della contaminazione, spiegate da Le Figaro, in base alle raccondazioni dell'Agenzia nazionale della sicurezza sanitaria dell'alimentazione (Anses).

1. Non lavarsi le mani

In cucina si consiglia di lavarsi le mani dopo aver toccato cibi crudi (carni e verdure), ma anche dopo ogni azione che potrebbe lasciare dei batteri sulle mani: andare in bagno, cambiare un bambino, accarezzare un animale, toccare terra, ecc. Per essere efficace, il lavaggio deve essere fatto con acqua calda con sapone o detersivo, per 20 secondi.

2. Aspettare troppo a lungo che un piatto si raffreddi prima di metterlo in frigo

Si raccomanda di non lasciare un piatto per più di 2 ore a temperatura ambiente. Non è assolutamente consigliabile lasciare un'intera notte a temperatura ambiente un piatto appena preparato, con il pretesto di attendere il suo raffreddamento prima della refrigerazione. Questo per una buona ragione: anche dopo la cottura, alcuni piatti possono contenere spore batteriche (Bacilluscereus e Clostridium perfringens), che possono produrre tossine a temperatura ambiente.

3. Attendere troppo a lungo prima di consumare gli avanzi

Dipende dal tempo trascorso e dal tipo di cibo. Ad esempio, le preparazioni a base di uova senza cottura (maionese, creme, mousse al cioccolato, pasticcini, ecc.) devono essere consumate entro 24 ore. Per quanto riguarda zuppe, purè e cibi cotti in acqua (pasta, riso, semola), è consigliabile metterli rapidamente in frigorifero e mangiarli entro 48 ore.

4. Non conservare correttamente gli alimenti in frigorifero

Primo consiglio: proteggere con la pellicola i cibi parzialmente consumati o metterli in contenitori ermetici per evitare la contaminazione. È inoltre consigliabile rimuovere gli imballaggi non necessari per evitare la contaminazione da parte di microrganismi che potrebbero essere presenti sul cartone e sulla plastica. Infine, le uova non devono essere lavate prima di essere messe in frigo poiché questo provoca una modifica della superficie del guscio, che può favorire la penetrazione dei microrganismi all'interno dell'uovo, specialmente la salmonella

5. Usare sempre gli stessi taglieri

Il tagliere è uno degli utensili da cucina più usati. Ma lo sapevate che è consigliabile usarne uno per carne cruda e pesce, e un altro per prodotti cotti e verdure pulite? Allo stesso modo, una volta cucinato il cibo, non bisogna riutilizzare i piatti e gli utensili che sono stati usati quando erano crudi. Questi devono essere accuratamente lavati prima di usarli per altri alimenti, così come vanno lavate bene le mani.

6. Non pulire regolarmente il frigorifero

Nel frigorifero ogni sporco può diventare un nido di batteri. Ogni volta che del cibo viene versato, le superfici sporche devono essere pulite immediatamente con un detergente. Questo in aggiunta ad una pulizia completa almeno una volta all'anno con acqua e sapone. Consiglio: evitare l'applicazione diretta di candeggina concentrata sulle pareti. Ciò potrebbe causare crepe favorevoli all'impianto di microrganismi.

7. Non cuocere a sufficienza la carne

Molti batteri patogeni sono sensibili al calore. Cucinare il cibo è un ottimo modo per liberarsene o almeno per ridurre la popolazione microbica. Nel caso della carne, i microbi sono in superficie, non nel cuore. Quindi, per esempio, quando la carne viene tritata il resto viene contaminato. La cottura incompleta, come quella "al sangue", non è sufficiente per eliminare tutti i batteri. Si raccomanda pertanto che i bambini piccoli, le donne incinte e le persone immunocompromesse consumino carnesempre ben cotta.

8. Mettere nel menù alimenti a rischio per qualcuno dei commensali

Preparare un pasto per un anziano, un familiare malato, un bambino piccolo o una donna incinta richiede alcune precauzioni. Ad esempio, evitare di presentare uova crude o poco cotte. Allo stesso modo, attenzione al consumo di carne cruda o pesce crudo (tartare, carpaccio) e di prodotti caseari con latte crudo (vanno bene invece i formaggi a pasta cotta).

9. Rompere la catena del freddo

Una temperatura inferiore ai 4 gardi può rallentare significativamente la crescita dei microrganismi, come nel caso del batterio Listeria monocytogenes, ma anche arrestare la crescita della maggior parte dei batteri patogeni come la salmonella enterica. Per questo motivo, la temperatura ideale di conservazione degli alimenti è compresa tra zero e + 4 °C. Rompere questa catena del freddo è come dare ai batteri la possibilità di crescere

10. Non lavare frutta e verdura

Che sia biologica o meno, bisognerebbe lavare la frutta e le verdure con acqua. I batteri sono ovunque. Al mercato o al supermercato, frutta e verdura non poss per poi magari rimetterli a posto.

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