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Costume
Michelle Obama e il primo incontro con Barack: tracotanza e pregiudizi

Come abbiamo già scritto Madama Obama sta preparandosi a concorrere per le elezioni presidenziali Usa del 2020:

http://www.affaritaliani.it/esteri/michelle-obama-a-volte-ritornano-571178.html

E per preparare questo evento ha scodellato la classica autobiografia promozionale che è uscita in 24 nazioni in contemporanea (fa le cose in grande) martedì 13 novembre.

Nel frattempo sapienti anticipazioni, come quella del Corriere della Sera, ci hanno fatto conoscere le parti più succose vergate della “signora degli orti sul Potomac”.

La più controversa è quella che descrive il primo incontro con il futuro marito e presidente Usa, Barack Obama.

La novella Hillary Clinton vuole marcare il territorio e caratterizzarsi come una donna forte e femminista e così ne esce fuori un racconto sessista contro i maschi ed in particolare contro il povero Barack.

“Il primo giorno di lavoro è arrivato in ritardo,” ci informa l’innaffiatrice di orti biologici e ci mostra l’immagine di una Michelle spazientita (perché già si riteneva una persona importante) che dà subito in smanie: “Nessun segno di questo tizio?” si mette a gridare alle collaboratrici dello studio legale dove Barack doveva fare uno stage.

Tuttavia, veniamo a sapere, che le hanno detto che il “tizio è carino” e quindi la già sovrappeso futura first lady d’America accende il radar, hai visto mai.

E poi prosegue con una narrazione razzista nei confronti sia dei bianchi che dei neri: “Io ero molto scettica su tutto. Per mia esperienza, basta mettere un completo ad un nero di intelligenza media, e i bianchi vanno fuori di testa”.

Non male per una aperta e tollerante, altro che Donald Trump!

Però Michelle è furbacchiona e qualche settimana prima aveva contattato il ragazzo e la sua voce al telefono la definisce: “ricca, baritonale, persino sexy”. Non sembrava corrispondere minimamente alla sua foto”.

Dunque la sua mente è confusa: da un lato le sembra un imbranato dall’altra ha capito che potrebbe piazzarsi con Obama.

Poi Michelle gli affonda la residenza e la modalità di esistenza: “aveva vissuto come un eremita del secolo sedicesimo, leggendo opere di letteratura e filosofia in un sudicio appartamento della Centonovesima Strada”.

E poi non poteva mancare un commento delle origini sul povero Obama: “era delle Hawaii. Un imbranato esotico”.

Insomma, da quello che si legge, emerge un ritratto di una spocchiosa signora di colore sovrappeso e piena di sé, tronfia di potere, che distrugge il marito con descrizione al vetriolo.

Del resto è grazie a gente come Michelle Obama se Donald Trump ha stravinto le elezioni anche nell’elettorato tradizionalmente democratico. Una donna tracotante, firmatissima, montata, ricoperta di milioni di dollari che però fa poi fa la lagna sulla povertà, sul sovrappeso dei bambini americani e sui relativi orti biologici.

Se la sfidante democratica sarà lei Trump è in un ventre di vacca.

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