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Costume
Ricerca Ipsoa-Finish, risorsa acqua problema solo per due italiani su dieci

Nonostante la pandemia ancora virulenta in Italia, Finish -leader italiano nel mercato dei prodotti per la lavastoviglie- sceglie di portare avanti anche per il 2021 il suo impegno al fianco dell’ambiente, con un particolare riferimento alla tutela dell’acqua: risorsa tanto limitata quanto importante per il nostro pianeta e la sua sopravvivenza. Lo fa scendendo nuovamente in campo in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua con il progetto “Acqua nelle nostre mani”: un percorso di profonda attenzione verso il bene acqua, attraverso il quale diffondere maggiore consapevolezza circa nuovi modelli di comportamento e nuove abitudini di consumo che siano volte alla sua tutela e salvaguardia.

Obiettivo 2021 è quello di migliorare e aumentare questa consapevolezza stimolando, attraverso specifiche attività, nuovi pensieri, dibattiti e soluzioni utili a sviluppare una nuova e sempre più efficace gestione della risorsa, coinvolgendo in prima battuta i più giovani – i leader di domani – e agendo poi, concretamente, in specifici settori della nostra quotidianità.

Al fianco del brand, anche per il 2021, alcuni partner di assoluto valore come Future Food Institute e FAI – Fondo Ambiente Italiano che, grazie alla loro credibilità e reputazione, permetteranno di sviluppare dibattiti e confronti sia a livello istituzionale -con il Fai, al XXV convegno nazionale dei delegati e dei volontari intitolato “Fondo per l’Ambiente Italiano; per quale ambiente?”, dal 20 al 27 marzo e sia nei confronti delle nuove generazioni - con il Future Food Institute, nel progetto “Cosmopolites”.  Inoltre, nella seconda parte dell’anno e sempre al fianco del Future Food Institute, grande rilevanza sarà poi assicurata al settore dell’agricoltura e ad una serie di concrete azioni che vedranno il brand impegnato nella tutela e salvaguardia di una tra le più importanti eccellenze agroalimentari Igp del nostro paese.

Tutela dell’acqua: a che punto siamo? I dati della ricerca Ipsoa-Finish                                                                  La ricerca, recentemente condotta nel mese di gennaio 2021 su un campione rappresentativo di oltre 1.000 rispondenti, ha concesso una fotografia estremamente interessante sulla tematica, permettendo soprattutto di definire utili paragoni rispetto all’anno precedente.

Il risultato? Sono stati compiuti alcuni passi in avanti: ad esempio, tra i possessori di lavastoviglie (16.7 milioni di italiani) il numero di coloro che non sciacquano i piatti a mano prima di riporli nella macchina è aumentato del 4% in un solo anno, passando dal 26% del 2020 al 30% del 2021. Ciò si concretizza in un incremento di circa 700.000 famiglie che hanno smesso di sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie (da 4.3 milioni a 5 milioni di famiglie). Un cambiamento significativo, che determina un risparmio d’acqua di ben 38 litri ad ogni lavaggio che, se calcolato sulla media di utilizzo della macchina in una settimana (4,56 volte), porta ad un risparmio aggiuntivo di oltre 6 miliardi di litri d’acqua in un anno, e corrisponde all’incredibile dato di circa 2.500 piscine olimpiche.

Dalla ricerca Ipsos per Finish, però, emergono anche degli aspetti negativi, con particolare riferimento, ad esempio, alla scarsa percezione della realtà che ancora oggi governa i pensieri e i comportamenti degli italiani sul tema. Il 93% degli intervistati si considera sì molto attento all’ambiente, con percentuali in significativo aumento, a differenza di quello che si potrebbe pensare, con il trascorrere dell’età (59% nella fascia 18-34, 60% in quella 35-44, 68% tra i 45-54 e ben il 77% se guardiamo alla fascia 55-65), ma anche nel 2021 solo 2 italiani su 10 ritengono che la scarsità d’acqua sia un problema generalizzato (il 70% ritiene addirittura sia solo di competenza di specifiche aree del paese in determinati periodi dell’anno). Inoltre, riguardo alle tematiche ambientali che preoccupano maggiormente gli italiani, solo il 12% si è definito preoccupato dalla tematica acqua nel presente, contro il 51% per la presenza di plastica nei mari, il 49% per l’inquinamento atmosferico e il 44% per la gestione dei rifiuti.

Ma non è tutto: nonostante il parere del World Resources Institute, secondo il quale l’Italia nel 2040 sarà in una situazione di stress idrico molto critica (4 su 5), il 52% degli intervistati dalla ricerca Ipsos ritiene che vi sia ancora tempo per cambiare le cose e che le previsioni sul 2040 siano troppo pessimistiche, mentre un più ridotto 22% le considera veritiere, e si aspetta anzi che ciò possa verificarsi anche prima della data indicata. Molto preoccupante, invece, la percezione dell’11% dei cittadini intervistati, secondo i quali queste previsioni non sono veritiere ma sono altresì mosse utili a diffondere paura tra le persone.

Gli italiani dimostrano poi di avere scarsa consapevolezza anche rispetto al proprio consumo d’acqua. Addirittura, il 48% degli intervistati si è detto convinto che il consumo personale sia uguale o inferiore a quello dei concittadini europei, quando in realtà i dati dimostrano come quello italiano sia il più alto in Europa, con un dato medio pro-capite di circa 220 litri d’acqua al giorno, contrariamente alla media europea di 165 litri[.

Chi deve agire contro la scarsità d’acqua                                                                                                                L’arrivo della pandemia ha giocato un ruolo cruciale nel ridurre l’attenzione delle persone sulla tematica acqua. Solo 1 italiano su 4 ha infatti dichiarato di aver prestato attenzione ai consumi d’acqua nel corso dell’ultimo anno, trascorso prevalentemente dentro casa e in misura maggiore rispetto al passato. Ciò è confermato dal fatto che l’attenzione ai consumi d’acqua è aumentata solamente del 2% in un anno (2020: 73%, 2021: 75%), mentre discorso completamente diverso vale per l’attenzione ai consumi di elettricità passati dal 77% del 2020 all’86% del 2021, e gas, aumentati addirittura del 10% (dal 79% del 2020 all’89% del 2021), con la forbice che è oggi notevolmente ampliata.

A questo riguardo, ciò che emerge dalla ricerca Ipsos per Finish è che tutti devono dare il loro contributo: il 68% degli intervistati, infatti, è convinto che il ruolo principale lo debbano avere i cittadini, riducendo o comunque migliorando i propri consumi, il 58% affida un ruolo importate ad enti pubblici che si occupano della manutenzione delle tubature, il 54% ai governi, che dovrebbero punire coloro che non adottano comportamenti corretti, mentre infine, il 50%, alle aziende, che devono impegnarsi a migliorare i processi produttivi.

Sono quindi i singoli individui che devono provare, per primi, ad intervenire e cambiare la situazione. In questa direzione, nell’ultimo anno, gli italiani hanno scelto di adottare alcuni specifici comportamenti come chiudere il rubinetto quando non serve (73%), fare docce più brevi (39%) ed essere sicuri nell’usare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico (rispettivamente 65% e 44%, più 3% rispetto al 2020). In riferimento a quest’ultimo punto, però, le idee non sono ancora così chiare: la maggior parte delle persone, 66%, è cosciente del fatto che si consuma più acqua lavando i piatti a mano rispetto all’utilizzare la lavastoviglie (riducendo il consumo da 122L a 12L per lavaggio, con una differenza di 110L), ma nonostante ciò il 70% tra i possessori della macchina continua a non attuare questo tipo di comportamento per tutelare la risorsa.

I leader del futuro                                                                                                                                                          Nella ricerca realizzata da Ipsos per Finish, ampio spazio è stato dedicato anche ai giovani tra i 14 e i 17 anni. A questo proposito, contrariamente a ciò che si crede, emerge una minore consapevolezza dei giovani sulle tematiche ambientali (86%, contro il 93% degli adulti), ma soprattutto un minor attivismo nella quotidianità: 77% si impegna nel corretto riciclo dei rifiuti (adulti 84%), 69% cerca di non sprecare il cibo (adulti 83%), 66% prova a ridurre lo spreco d’acqua (adulti 77%) e il 60% limita il personale utilizzo di plastica (adulti 67%).

 

Ciononostante, però, i giovani si dimostrano attenti e informati se parliamo di scenari futuri, di consumi e di quella che è la situazione attuale in Italia:

  • Il 75% crede che le previsioni del World Resources Institute siano veritiere (anche se il 53% di questi è convinto siano troppo pessimistiche)
  • Vi è maggiore consapevolezza rispetto agli adulti circa i consumi per famiglia (9% ha la corretta percezione contro il 3% della fascia 18-65)

Infine, i giovani dimostrano di avere buona conoscenza circa i comportamenti che andrebbero attuati per risparmiare l’acqua, sebbene le percentuali siano comunque inferiori a quelle degli adulti. Il 68% chiude il rubinetto quando non lo utilizza (adulti 73%), 51% sa cha va utilizzata la lavastoviglie a pieno carico (adulti 44%), mentre solo il 14% non sciacqua a mano i piatti prima di riporli nella macchina. Anche nei giovani, però, vi è consapevolezza, nel 59% dei casi, del fatto che lavare i piatti a mano piuttosto che in lavastoviglie comporta un consumo maggiore d’acqua.

La collaborazione con il Future Food Institute                                                                                                            La collaborazione con il Future Food Institute, centro di eccellenza italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare, si sviluppa quest’anno con il duplice obiettivo di sensibilizzare alla salvaguardia delle risorse idriche in campo agricolo, con importanti differenze rispetto agli interventi compiuti in Cilento nel 2020, e di portare avanti un processo formativo verso i più giovani, con l’obiettivo di stimolare, attraverso il dibattito e il confronto, nuova consapevolezza sul problema e nuove idee utili per il futuro del pianeta.

Tra le iniziative realizzate e supportate nel 2021:

  • Innovation Challenge per l’agricoltura: una challenge, interamente dedicata a start up, attraverso cui le aziende potranno pensare e proporre idee per progetti di salvaguardia dell’acqua. Il progetto vincitore, che sarà selezionato da una commissione di esperti, riceverà il supporto da parte del brand, che gli permetterà di realizzare, concretamente, l’intervento proposto. 
  • Cosmopolites: un progetto educativo gratuito che coinvolge 22.000 tra studenti e insegnanti del triennio delle scuole secondarie. Il percorso prevede anche un Hackathon durante il quale i ragazzi saranno sfidati a "Progettare il futuro". La sfida lanciata da Finish è stata: “Come potremmo coinvolgere e guidare i nostri compagni di classe nel contribuire a ridurre l’impatto idrico domestico adottando comportamenti virtuosi?”

E con il Fai                                                                                                                                                                Prosegue anche quest’anno il rapporto di collaborazione tra Finish e il Fai, attore principale nella salvaguardia e valorizzazione delle eccellenze artistiche e naturali italiane, che nasce dalla comunanza di intenti ed è basata sulla chiara ed annunciata volontà da parte del FAI di tutelare il patrimonio idrico italiano, prefissandosi l’ambizioso traguardo di ridurre del 20% in 10 anni i consumi di acqua all’interno dei propri beni.

 

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