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Baby gang, sequestro con richiesta di riscatto: cosa rischia un minorenne

Quattro ragazzi tra 15 e 17 anni arrestati ad Arese. Quali sono le accuse e cosa prevede il processo penale minorile

Baby gang, sequestro con richiesta di riscatto: cosa rischia un minorenne
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Quattro ragazzi tra 15 e 17 anni sono stati arrestati ad Arese con accuse che comprendono sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina in concorso, porto abusivo di armi e lesioni. Sono stati trasferiti al carcere minorile Beccaria di Milano.

Essere minorenni non significa essere automaticamente non imputabili. In Italia chi ha compiuto 14 anni può rispondere penalmente se viene riconosciuto capace di intendere e di volere al momento del fatto. Il procedimento segue però le regole specifiche della giustizia minorile.

Baby gang, il sequestro nel parco di Arese

Secondo la ricostruzione dei carabinieri riportata dall’ANSA, due diciannovenni sarebbero stati avvicinati al Parco Blu di Arese. Uno dei due sarebbe stato trattenuto sotto la minaccia di un machete, mentre all’amico sarebbe stato ordinato di procurare droga come riscatto.

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L’amico si è rivolto ai carabinieri. La vittima è stata successivamente individuata in un altro parco con un sacchetto di plastica sulla testa, ferite giudicate non gravi e dopo essere stata derubata.

Gli investigatori stanno cercando eventuali altri partecipanti.

Baby gang, cosa prevede la giustizia minorile

Per un imputato minorenne il giudice può applicare soltanto le misure cautelari previste dal DPR 448 del 1988. Sono prescrizioni, permanenza in casa, collocamento in comunità e custodia cautelare.

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La scelta dipende dalla gravità dell’accusa, dalle esigenze cautelari e dalla situazione personale del ragazzo. Il sistema minorile impone inoltre di considerare l’esigenza di non interrompere inutilmente i percorsi educativi.

Nel caso di Arese i quattro sono già stati condotti all’Istituto penale minorile Beccaria. Le accuse formulate dagli investigatori non equivalgono però a una condanna: responsabilità individuali, aggravanti e posizione di ciascun ragazzo dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria.

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