Il voyeurismo può diventare un esercizio di stile se si prova a parlare con i medici del Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e dell’ospedale Rizzoli.
Dopo l’uscita del nostro articolo di ieri, che raccontava alcune dinamiche del concorso che designerà il nuovo primario di Ortopedia e Traumatologia del Sant’Orsola, le bocche sono rimaste cucite. Anzi, del tutto sigillate e terrorizzate da possibili effetti nefasti. Le dichiarazioni restano vietate.
Mentre l’articolo veniva rilanciato dagli smartphone e gli indirizzi di posta elettronica arrivando anche agli esponenti in Regione più in vista del Pd, con i quali abbiamo parlato informalmente, il clima della campagna elettorale si è fatto sempre più incandescente. Ma la politica è una disciplina fatta di silenzi e zone d’ombra e sta proprio in queste oscurità la parte più interessante. Fuori dal microfono tutti ripetono di non voler rilasciare dichiarazioni e di non potere neanche lontanamente comparire in un articolo così scabroso.
“Non insista”, spiega un medico, “ci tiriamo indietro perché sappiamo che parlando smetteremmo di fare il nostro lavoro. Saremmo proprio finiti”.
Ma le facce sornione e gelide di funzionari, infermieri e medici, che abbiamo provato ad incontrare oggi nascondevano sul fondo anche un moto di liberazione. La possibilità che la notizia trapeli resta un fatto non irrilevante.
Di fatto la prova per il conferimento dell’incarico si è svolta oggi nel pieno della cordialità collettiva. E vi hanno partecipato come candidati i dottori Alfonso Calogero, Massimiliano De Paolis (vincitore in pectore) e Francesco Fabbri, ammessi all’avviso pubblico. A giorni, a meno di improvvisi ripensamenti, si dovrebbe conoscere il risultato.
“Troviamo inopportuno”, ha spiegato la candidata governatrice alla Regione Emilia Romagna Lucia Borgonzoni, “che la direzione sanitaria del Sant’Orsola inserisca nella commissione giudicatrice per la selezione del prossimo primario di Ortopedia e Traumatologia un professionista che ha pubblicato insieme a uno dei partecipanti. Ci piacerebbe pensare a una sanità che sia al di sopra di ogni sospetto e che sia mossa da un solo principio: il migliore nel posto migliore”.
Questo il suo commento all’articolo di Affari a cui ha aggiunto: “Leggiamo da articoli stampa un’anticipazione sul presunto ‘vincitore in pectore’ del concorso, indicato come il dottor Massimiliano De Paolis. Attendiamo di capire se i fatti confermeranno questa indiscrezione. Qualora dovesse essere così penso che – al di là dell’indubbia professionalità del dottor De Paolis – si porrebbe una questione di opportunità che la Regione dovrebbe sciogliere, dandone adeguata spiegazione”.
