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Cronache
Caso Salis: Ilaria, primo passo ma non sono ancora uscita dal pozzo
Ilaria Salis Budapest

Caso Salis: Ilaria, primo passo ma non sono ancora uscita dal pozzo

"La candidatura è stata un passaggio molto importante e ne approfitto per ringraziare chi mi ha offerto questa possibilità. Ma un vero punto di svolta non c'è stato, non sono ancora uscita dal pozzo". A dirlo è Ilaria Salis, in un'intervista pubblicata sul sito di Repubblica nella quale ripercorre i momenti più bui della sua lunga detenzione in carcere a Budapest, in Ungheria. "Durante i primi periodi il tempo non passava mai - racconta - perché ero abituata ai ritmi di una persona libera e attiva. Sola, rinchiusa, senza contatti con l’esterno, non sapevo neppure che ore fossero, la notte era indistinguibile dal giorno. Poi, pian piano, le cose sono un po’ migliorate. Si trova il modo per sopravvivere, si riesce a gestire la monotonia di giornate tutte uguali. Però, certo, che tu sia da sola o con altre sette persone, 23 ore al giorno in cella sono alienanti. A volte il pensiero di rivedere la luce sembrava irraggiungibile, però devo dire che non ho mai perso la determinazione a resistere. Il pozzo non è soltanto il carcere con le sue mura e le sue sbarre. Il pozzo è anche trovarsi ai domiciliari all’estero ed essere sottoposta a un processo in cui si rischiano 24 anni di carcere. Forse, in questo momento, l’uscita può sembrare più accessibile, ma non sono ancora fuori. È stato compiuto un primo passaggio, il percorso non è concluso". Salis racconta che suo padre le ha fatto avere in carcere "prima l’Inferno di Dante, poi il Purgatorio. Sono libri miei, sono contrassegnati dalle mie note. Li ho letti per ore e ore. Poi fogli di quaderno, su cui ho scritto molto. E ricamavo, anche. Sono a casa da pochi giorni e la percezione del tempo è completamente diversa, ora il tempo vola".

Caso Salis: Ilaria, antifascismo non è dichiarazione vuota o formale

"Essere antifascista militante per me significa tante cose, tutte ugualmente importanti e complementari. Non significa soltanto contrastare la diffusione di organizzazioni fasciste, ma anche lottare contro le oppressioni, assumendosi la responsabilità storica della lotta per la libertà, nell'uguaglianza dei diritti". A dirlo è Ilaria Salis, in un'intervista pubblicata sul sito di Repubblica. "Per me l'antifascismo è qualcosa di vivo e sentito - aggiunge - non è una dichiarazione vuota, formale e, probabilmente, ipocrita. Anche gli appelli alla Costituzione, per quanto legittimi, doverosi e importanti, da soli non bastano. Infatti per me è importante dare vita ad una nuova cultura popolare antifascista, che affondi sì le proprie radici nella gloriosa tradizione dei partigiani, ma che si nutra anche e soprattutto del presente. Una cultura vicina alle grandi questioni di oggi, come la diseguaglianza sociale, le discriminazioni, le guerre e il cambiamento climatico". Alla domanda se tornerebbe a Budapest per manifestare contro il raduno neonazista, Salis risponde: "Non è importante quello che farei io. Il punto è che raduni di questo genere in Europa non devono proprio esserci. Spero che la mia vicenda possa aiutare a sviluppare questa consapevolezza".

Caso Salis: Ilaria, tornerò a insegnare appena potrò, amo mio lavoro Napoli

"Tornerò a insegnare? Certo che sì, non appena potrò. Amo il mio lavoro e mi è mancato durante questo anno". A dirlo è Ilaria Salis, in un'intervista pubblicata sul sito di Repubblica. "Purtroppo per colpa dell’arresto - spiega - non ho potuto partecipare al concorso pubblico a marzo, quindi continuerò a insegnare come supplente. È stato bello per me ricevere sostegno da colleghi, presidi e genitori, che ringrazio". Alla domanda su come racconterà di sé ai suoi alunni, Ilaria Salis risponde: "Se mi chiederanno qualcosa, risponderò volentieri alle loro domande. Mi piacerebbe soprattutto parlare di storia, per spiegar loro a quanta inutile sofferenza l'umanità si è sempre condannata. E, purtroppo, continua a condannarsi"

Salis: Giuristi democratici "ancora minacce, va tutelata"

"Apprendiamo oggi che, com'era prevedibile, il luogo 'sicuro', reperito dai familiari e amici con grande difficolta', perche' Ilaria Salis potesse essere posta agli arresti domiciliari in Ungheria e declamato dal giudice in pubblica udienza alla presenza di giornalisti e pubblico, ma anche di una delle persone offese dell'aggressione a cui Ilaria e' stata accusata, e' ora pubblicato, con dedica speciale, che preannuncia l'offerta 'di una cosina gradita' su un sito di estrema destra ungherese". A renderlo noto e' l'associazione nazionali Giuristi democratici, secondo la quale si tratta di "un effetto prevedibile e previsto, riteniamo, che rende di una gravita' inaudita quanto avvenuto in aula d'udienza lo scorso 24 maggio. L'incolumita' di Ilaria Salis e' una priorita' che tutte e tutti dobbiamo necessariamente mettere all'attenzione pubblica e delle autorita' competenti. Quanto e' purtroppo gia' avvenuto e continua a minacciare Ilaria e' inaccettabile e richiede un intervento immediato, preciso ed efficiente a tutela di una nostra connazionale gia' duramente colpita da trattamenti inumani e degradanti statuali e oggi esposta dalla stessa autorita' giudiziaria al pericolo di essere oggetto di altri trattamenti lesivi e degradanti a opera di militanti neonazisti". I Giuristi democratici, quindi, tornano a chiedere che "le nostre autorita' provvedano finalmente e tempestivamente in ogni modo possibile a tutelare dignita' e incolumita' di Ilaria in Ungheria, nella speranza che possa uscire da questo incubo e da quel paese nel minor tempo possibile, tornando nell'Europa degna di questo nome, perche' eletta nel Parlamento Europeo, a cui e' stata candidata da Alleanza Verdi Sinistra, e comunque in esecuzione della decisione quadro 2009/829/Gai del Consiglio d'Europa per l'applicazione delle misure alternative alla detenzione nel paese d'origine dei cittadini Ue. Invitiamo tutti e tutte - conclude l'associazione - a mobilitarsi e pretendere massima protezione per Ilaria Salis"

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