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Chi è Pasquale Stanzione, presidente del Garante della Privacy e giurista "rigoroso" finito al centro di un'indagine dopo i servizi di Report
Dalla carriera accademica alla guida dell’Authority: profilo, stile e snodi chiave del presidente ora sotto pressione politica e giudiziaria

Perquisizioni e sequestri nella sede del Garante: l’indagine della Procura di Roma scuote il vertice dell’Authority
Le perquisizioni nella sede dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali e l’indagine aperta dalla Procura di Roma hanno riportato sotto i riflettori pubblici una figura che, da anni, occupa una posizione centrale nel delicato equilibrio tra diritti fondamentali e trasformazione digitale. Al centro dell’attenzione c’è Pasquale Stanzione, presidente dell’Authority dal 2020, giurista di lungo corso e protagonista di una stagione complessa per la tutela della privacy in Italia.
La Guardia di Finanza sta effettuando perquisizioni e sequestri di telefoni cellulari, computer e documentazione su ordine della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Nel fascicolo risultano indagati il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, e gli altri membri del Collegio del Garante.
I reati ipotizzati dagli inquirenti sono peculato e corruzione. Le indagini sarebbero collegate ai contenuti di alcune puntate della trasmissione televisiva “Report”, che negli ultimi mesi ha sollevato dubbi su presunte spese di rappresentanza poco trasparenti, sulla gestione delle procedure sanzionatorie dell’Authority e su possibili irregolarità nei rapporti con grandi società tecnologiche. Le opposizioni hanno chiesto l’azzeramento del collegio del Garante e le dimissioni dello stesso Stanzione, ma lui ha escluso qualsiasi passo indietro, difendendo l’indipendenza dell’Autorità.
Chi è Pasquale Stanzione: il ritratto del giurista
Pasquale Stanzione è il presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (meglio nota come “Garante della privacy”), carica che ricopre dal luglio 2020 dopo essere stato eletto dal Collegio dell’Autorità stesso.
Giurista ed accademico di lungo corso, Stanzione è nato a Solopaca (in provincia di Benevento) nel 1945 e si è laureato in Giurisprudenza con lode presso l’Università degli Studi di Napoli. Per decenni ha sviluppato la sua carriera nell’ambito del diritto privato, diventando professore ordinario di Istituzioni di diritto privato all’Università degli Studi di Salerno, dove ha insegnato dal 1980 fino al 2015.
La sua formazione e la sua attività scientifica lo hanno portato ad approfondire tematiche complesse quali tutela dei diritti fondamentali, responsabilità civile e protezione della persona nell’era digitale, con numerose pubblicazioni e contributi accademici. Nel corso della carriera ha ricoperto anche altri incarichi istituzionali, tra cui quello di consigliere della Banca d’Italia a Salerno e di giudice tributario presso la commissione provinciale.
Dal suo insediamento al vertice dell’Authority, Stanzione ha guidato l’istituzione nel quadro del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR), promuovendo una visione della privacy come diritto fondamentale e presidio di libertà individuale, pur in un contesto sempre più complesso tra innovazione tecnologica e tutela dei cittadini.
Nel corso degli anni, Stanzione ha costruito un’immagine pubblica improntata a rigore giuridico e prudenza istituzionale. Poco incline all’esposizione mediatica diretta, ha spesso preferito intervenire attraverso atti formali, relazioni annuali e audizioni parlamentari, ribadendo il ruolo del Garante come autorità indipendente e non come soggetto politico. Una linea che gli ha garantito credibilità in ambito accademico e istituzionale, ma che, allo stesso tempo, lo ha esposto alle critiche di chi considera l’Authority troppo cauta nei confronti dei grandi colossi tecnologici.
Durante il suo mandato, il Garante si è trovato ad affrontare dossier sempre più complessi: dall’uso dei dati biometrici alla profilazione algoritmica, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sui diritti delle persone. Temi sui quali Stanzione ha più volte sottolineato la necessità di evitare sia un approccio puramente repressivo sia una deregolamentazione che lascerebbe i cittadini privi di tutele. Una posizione di equilibrio che riflette la sua formazione giuridica e la convinzione che la privacy non sia un freno all’innovazione, ma una sua condizione di legittimità.
Le vicende giudiziarie e il dibattito politico in corso rappresentano oggi un passaggio cruciale non solo per la figura di Stanzione, ma per l’intera Autorità. In gioco non c’è soltanto la responsabilità individuale, tutta da accertare, ma anche la credibilità di un’istituzione chiamata a vigilare su uno dei diritti più sensibili dell’era digitale. Un banco di prova che segna una delle stagioni più complesse nella storia recente del Garante della privacy italiano.
