Ritiene che le misure prese nell’ultimo Dpcm con gran parte del Nord ‘chiuso’ siano sufficienti a contenere il contagio da coronavirus?
“Le misure prese sono adeguate alla fattibilità, potrebbero essere anche più pesanti ma saranno modulate in funzione dei risultati che vedremo. L’importanza di questa disposizione è quella di responsabilizzare tutti gli italiani a comportamenti corretti perché solo così si riduce la diffusione del virus e si potranno avere a disposizione terapie intensive in misura sufficiente”.
Quando pensa che possa essere raggiunto il picco e finalmente iniziare a vedere un calo dei contagi?
“Il problema è che questa patologia si sta diffondendo rapidamente in modo esponenziale e si dovrà aspettare fino alla fine di aprile per poter capire come si evolve e soprattutto potrà crescere ancora se non attuiamo misure corrette”.
L’arrivo della primavera e poi dell’estate, quindi del caldo, potrebbe quantomeno diminuire la diffusione del contagio?
“L’arrivo della primavera sicuramente migliora la situazione perché se ne va l’influenza e quindi si ha una maggiore certezza di situazioni cliniche. E’ vero anche che i virus respiratori amano gli sbalzi termici e quindi temperature più alte e costanti riducono la diffusione, però un virus nuovo, l’H1N1 nel 2009, influenzale in questo, caso si è comunque diffuso in epoca anticipata proprio per la caratteristica che ha questo coronavirus, la possibilità di diffondersi ampliamente”.

