Coronavirus, “Riutilizzate le mascherine monouso”. La direttiva in ospedale
Il Coronavirus resta un’emergenza e come tale si porta con sè dei problemi dovuti proprio allo stato anormale delle cose. Gli ospedali sono pieni in Italia, i pazienti continuano ad entrare in maniera cospicua e di conseguenza aumenta anche la necessità di avere le corrette attrezzature a disposizione dei medici e degli operatori sanitari. Ma ad esempio le mascherine non ci sono, scarseggiano e gli ospedali devono far fronte a questa mancanza. Così si ricorre a soluzioni fai da te, che contrastano con le norme per evitare il contagio. Ad esempio a Bergamo – scrive Il Giornale – qualcuno fa arrivare l’ordine al personale sanitario: «Sterilizzare le mascherine usate». Siamo nella centrale di sterilizzazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove arrivano tutti gli strumenti contaminati dalle sale, dai broncoscopi ai singoli oggetti usati dal personale sanitario, per essere sterilizzati: l’ordine sarebbe firmato dal «procuratore speciale in materia di sicurezza e ambiente» che alle maestranze comunica «in accordo con la Direzione operativa sterilizzazione stante l’eccezionalità della situazione, la possibilità di trattare le mascherine Ffp2/p3 usate, con macchine sterilizzatrici al gas plasma, rendendole riutilizzabili”. Il Procuratore speciale del centro, contattato dal Giornale, prima nega poi parla di “una richiesta avanzata da alcuni ospedali”.
La centrale – prosegue Il Giornale – è stata appaltata da tempo ad una ditta esterna, la Servizi Italia, che ha assunto i dipendenti con un contratto da lavanderia industriale. Ma tra loro ci sono per ovvie ragioni anche diversi infermieri professionali, che, alla lettura della nuova disposizione del «procuratore speciale» della Servizi Italia, sono saltati sulla sedia: sterilizzare le mascherine usate e necessarie alla loro protezione dal virus? Per poi indossarle nuovamente? Non bastasse il loro nome, «monouso» o l’evidenza, anche le istruzioni di base delle mascherine Ffp2 e p3 ne vietano in modo assoluto il riutilizzo, la riparazione, il tentativo di rigenerazione: «Non alterare, modificare, pulire o riparare questo respiratore». C’è pure una sigla ad indicare il divieto di riusare: «NR, non riutilizzabile (solo per un turno di lavoro)». E oltre all’obbligo di verificarne la scadenza entro 3 mesi c’è il divieto di sottoporle a temperature superiori a 38 gradi, temperatura che la macchina sterilizzatrice al plasma supera. Non a caso, l’ospedale non ha mai nemmeno pensato di far risterilizzare le mascherine monouso dei propri dipendenti con quei macchinari, cosa che se fosse stata fattibile sarebbe stata messa in atto da un pezzo, evitando una corsa contro il tempo a tutte le istituzioni.
