Il Covid torna a circolare maggiormente in alcune aree, ma i numeri italiani disponibili restano molto bassi e non indicano una nuova ondata nazionale. Nella settimana dal 7 al 13 settembre sono stati segnalati 128 casi, di cui 74 in Lombardia. L’ISS, però, dispone al momento di dati genomici italiani troppo limitati per stabilire con certezza quale variante prevalga oggi nel Paese.
In Europa la situazione è più definita: XFG, conosciuta anche come Stratus, risulta la variante più diffusa nei dati ECDC disponibili a fine settembre. I sintomi restano quelli tipici delle recenti forme di Covid, con mal di gola, tosse, stanchezza e febbre. Non ci sono evidenze che XFG provochi forme più gravi rispetto alle varianti precedenti.
Covid, quali sono i sintomi di XFG
Il quadro clinico non è radicalmente diverso da quello visto con le precedenti sottovarianti di Omicron. I sintomi segnalati comprendono mal di gola, tosse secca, naso chiuso o che cola, febbre, mal di testa, stanchezza e dolori muscolari. Il Ministero della Salute continua a indicare tra le manifestazioni del Covid anche debolezza, alterazioni di gusto e olfatto e, meno frequentemente, disturbi gastrointestinali.
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Con XFG è stata segnalata con una certa frequenza anche la raucedine o perdita temporanea della voce. Non si tratta però di un sintomo esclusivo della variante e non permette da solo di distinguere il Covid da influenza, raffreddore o altre infezioni respiratorie. Non risultano evidenze solide che XFG provochi malattie più severe.
Covid, i casi stanno davvero aumentando in Italia?
Alcuni dati territoriali indicano una ripresa rispetto alle settimane precedenti, soprattutto in Lombardia, ma i numeri assoluti restano contenuti. L’archivio ufficiale dell’ISS mostra che l’ultimo aggiornamento nazionale della sorveglianza integrata disponibile risale al 16 settembre.
Le notizie circolate nelle ultime ore parlano di 128 casi nella settimana 7-13 settembre, con 74 diagnosi in Lombardia. Definire questa variazione una nuova ondata nazionale sarebbe però eccessivo, anche perché oggi una parte consistente delle infezioni non viene diagnosticata o comunicata ai sistemi di sorveglianza.
Covid, qual è la variante più diffusa
Sul piano europeo, XFG è indicata come variante dominante dall’ECDC. In Italia la situazione è meno semplice. I sequenziamenti più recenti caricati sulla piattaforma nazionale I-Co-Gen sono pochi e l’ISS invita da mesi a interpretare con cautela le percentuali. In precedenti campionamenti consolidati BA.3.2 aveva raggiunto il 67%, davanti a XFG, ma quei dati non descrivono necessariamente la circolazione di fine settembre.
Per questo è più corretto dire che XFG domina attualmente nel quadro europeo, mentre non esiste ancora una fotografia genomica italiana abbastanza completa da attribuirle con certezza la maggioranza dei casi presenti oggi.


