“Se fossi stato Gianni De Gennaro, mi sarei assunto le mie responsabilita’ senza se e senza ma. Mi sarei dimesso. Per il bene della Polizia. Nella caserma di Bolzaneto, lo dico chiaro, ci fu tortura”.
Lo ha detto, ieri, a “La Repubblica”, il Capo della Polizia.
Franco Gabrielli, evidentemente, ignora che cambiano i governi, i premier, le maggioranze, è arrivato a Palazzo Chigi il “rottamatore” di Firenze, Matteo Renzi, il quale è riuscito a cacciare, o a far traslocare, influentissimi, e costosissimi, “boiardi” come Mauro Moretti.
Ma guai a chi osa soltanto ventilare la meritata pensione per il settantenne prefetto calabrese De Gennaro !
E, infatti, a don Gianni, è stata confermata, nel marzo scorso, dal governo Gentiloni, la sua poltronissima, quella di Presidente di Leonardo, la ex Finmeccanica, e lo stipendione : 300 mila euro annui.
Forse, nessuno ha spiegato a Renzi, allora poco più che un ragazzo, o all’attuale, più attempato, premier, Gentiloni, che De Gennaro era-come ha sottolineato Gabrielli-il Capo della Polizia, durante il “G8” del 2001, a Genova : la tragica morte di Giuliani, i cruenti scontri in piazza, la “macelleria messicana” dei manifestanti alla scuola “A.Diaz”, le “torture” a Bolzaneto.
L’allora ministro dell’Interno, il declinante forzista Scajola, non trovò posto, a sua insaputa, of course, nelle euroliste di Berlusconi. E alcuni alti funzionari della PS sono stati rimossi e condannati a pene detentive, seppure brevi.
L’unico a uscirne indenne, e premiato, è stato l’ex Capo della DIA, anche grazie-qualcuno lo scrisse- ai suoi ottimi rapporti con Giorgio Napolitano, con Mattarella e con influenti personaggi americani. Insomma, un De Gennaro, egregio prefetto Gabrielli, è per sempre…
