E’ giunto il momento che la “politica si assuma le sue responsabilita’” e metta in campo una legge che riconosca i diritti alle unioni civili omoaffettive, senza “pregiudizi ideologici ne’ barricate o guerre di religione”. Nonostante le divisioni interne a Forza Italia sul tema, e le prese di posizione contro da parte di Ncd, Mara Carfagna non si arrende e, alla guida del dipartimento azzurro sui diritti, e’ pronta a presentare un progetto di legge che regolamenti le unioni omosessuali, testo in via di ultimazione e aperto al confronto con le altre forze politiche. Dal Pd, con Valeria Fedeli, arriva la disponibilita’ al dibattito per giungere ad una convergenza in Parlamento, dove in commissione al Senato si discute sulla proposta Cirinna’, mentre Forza Italia ha presentato un suo testo, a prima firma Caliendo, che pero’ e’ piu’ ‘restrittivo’ rispetto alle norme targate dem, ma anche a quelle su cui sta lavorando Carfagna, che ha gia’ incassato il sostegno di 29 deputati azzurri, tra cui Bergamini, Prestigiacomo, Abrignani, Calabria, Giammanco, Martino.
La questione e’ stata affrontata oggi nel corso di un convegno alla Camera, dal titolo “Unioni civili, una nuova primavera dei diritti”. Per Carfagna non fare una legge che riconosca diritti e doveri alle coppie omosessuali e’ “da medioevo”, ma “purtroppo il dibattito troppo spesso viene viziato da pregiudizi e ideologie” e una “forza politica di centrodestra, sebbene divisa al suo interno e con posizioni diverse, non puo’ non arrivare a una sintesi su una legge” e continuare ad avere “un vuoto legislativo significa consentire diseguaglianze e discriminazioni non piu’ tollerabili e la politica non puo’ permettere che il tema sia oggetto di diatribe tra sindaci, prefetti, ministro dell’Interno e Tar”. Per Carfagna, “una forza di centrodestra non deve e non puo’ chiudere gli occhi di fronte alle evoluzioni della societa’ e subirne i cambiamenti”. +
L’ex ministro forzista critica chi “diffonde ad arte pregiudizi e li cavalca strumentalmente, impedendo che si legiferi”. Per questo, “chiarisco subito che non c’e’ alcuna volonta’ di attaccare la famiglia fondata sul matrimonio o di toglierle diritti, ma di darne a chi ora non ne ha. Nessuno vuole creare un nuovo modello di societa’ alternativo alla famiglia”. Tra gli obiettivi che la proposta Carfagna si prefigge, quelli di dare “certezza sull’eredita’, sul subentro nel contratto di locazione, sull’assistenza sanitaria, la pensione di reversibilita’”. Qualche perplessita’, invece, sul fronte adozioni: “ho molti dubbi – confessa Carfagna – ma di fronte a coppie che hanno gia’ dei bambini mi chiedo come la politica possa voltarsi dall’altra parte”.

