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Grillo jr, le pressioni dei suoi legali. “Silvia pubblicò una foto in mutande”

Gli avvocati degli indagati a Roberta, la ragazza che dormiva sul divano: “Che pasta hai cucinato? Come erano le tende?”. Ma lei conferma lo stupro

Grillo jr, le pressioni dei suoi legali. “Silvia pubblicò una foto in mutande”
Ciro Grillo
Grillo jr, le pressioni dei suoi legali. “Silvia pubblicò una foto in mutande”
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Grillo jr, le pressioni dei suoi legali. “Silvia pubblicò una foto in mutande”

Grillo jr, il tentativo di screditare le vittime: le domande dei legali sui dettagli della casa a distanza di 4 anni

Il processo a carico di Ciro Grillo e i suoi amici é alle battute finali. L’udienza chiave é in programma per il 7 novembre, quando sarà il turno di Silvia, la principale accusatrice del figlio del garante del M5s e dei suoi tre amici: l’accusa é di stupro di gruppo. Ma nei giorni scorsi – si legge su Il Giornale – é stato il turno dell’altra ragazza presente in casa la notte delle presunte violenze nella villa dei Grillo in Sardegna nel luglio 2019. Roberta è la giovane che dormiva sul divano e che accusa i ragazzi di molestie: “Con quelle foto hot mi hanno fatta sentire come un oggetto. Ora ho paura ad uscire con qualunque ragazzo, penso sempre che potrebbe essere come loro”. La ragazza a processo ha confermato tutto, soprattutto le violenze subite da Silvia. «Le ho chiesto che cos’era successo, lei mi ha detto: “mi hanno violentata”. E io le ho chiesto: chi? Lei mi ha risposto “tutti”.

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Ma gli avvocati di Grillo jr e compagni hanno tentato di tutto per farla cedere e screditarla: “Che tipo di pasta ha cucinato quella sera?“. Si è sentita rivolgere anche questa domanda, in udienza e sotto giuramento, Roberta. E ancora: “Lei e Silvia non eravate in condizioni di ebbrezza? Non eravate ubriache?”. Lei: “Io non posso sapere com’era Silvia realmente, io avevo bevuto, non ero in condizioni… ero cosciente del mio corpo, però avevo bevuto”. L’avvocato non molla: “perché poi a un certo punto siete rimaste ancora in quella casa?“, “quando vi siete svegliate i ragazzi dormivano?”, “quanto tempo è passato da vostro risveglio a quando vi hanno accompagnate? Pochi minuti? Mezz’ora? Un’ora? Due ore?”. Sotto l’incalzare Roberta fatica a rispondere, “non un’ora, non cinque minuti…”. . E ancora: “Silvia aveva pubblicato una foto in mutande e reggiseno?“.