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Cronache

E’ tornata di grande attualità, dopo la recente tragedia di Lampedusa, la questione migranti. Il problema si sa è complesso ed ha bisogno della partecipazione di tutti i paesi europei per arginare un problema che sta ormai diventando soprattutto per la piccola isola siciliana assolutamente esplosivo. E’ un problema talmente grande e complesso che da solo il nostro paese non può assolutamente reggere. Sia per quanto riguarda il discorso logistico e sia soprattutto per quanto attiene alla sicurezza. E proprio su questo ultimo punto si sta aprendo una polemica, che arriva dalla denuncia del sindacato di polizia PNFD, che lamenta come gli uomini delle forze dell’ordine, preposti al difficile compito di controllare le centinaia di migranti che sbarcano sulle nostre coste, oltre a tutte le difficoltà che incontrano sul campo, devono anche fare i conti con uno Stato che non li paga per il servizio straordinario che fanno. “Ogni poliziotto effettua circa 200 ore di straordinario al mese per carenza di personale, è costretto ad essere impiegato tramite l’istituto dello straordinario ! Solo trenta poliziotti per sorvegliare 500 clandestini ed immigrati in ogni centro di accoglimento, privi di qualsiasi misura di sicurezza e dove gli stessi sorvegliati escono ed entrano dai centri quando vogliono” questo lo sfogo di Franco Picardi segretario generale del sindacato di polizia.

Si tratta di una somma considerevole che i poliziotti avrebbero diritto a ricevere e che invece langue nelle pieghe di un bilancio, quello degli Interni, che sembra fare acqua da tutte le parti, proprio come le carrette del mare che trasportano i migranti verso le nostre coste. Questo ovviamente non può che determinare una condizione di malcontento da parte degli operatori di polizia, impegnati in un delicatissimo compito. La misura come dicono al sindacato sembra davvero al colmo, considerato che non si tratta di un caso isolato, dal momento che anche la polizia ferroviaria quella autostradale e quella postale lamenta un debito verso l’erario di oltre un milione di euro, soldi che gli enti che gestiscono le attività sopraelencate hanno versato proprio per garantire la sicurezza su strade ferrovie e poste ma che lo Stato trattiene per sé invece che erogare ai poliziotti. La situazione perciò sembra davvero singolare e delicata, considerato che si parla di ordine pubblico e sicurezza. E lascia davvero stupefatti notare come dopo il caso delle vetture senza benzina o lasciate a marcire per mancanza di fondi per la manutenzione alla polizia vengano a mancare anche i soldi per pagare gli straordinari regolarmente svolti in mansioni delicate come quelle del controllo degli immigrati, o quelli per il controllo stradale o ferroviario. Arrivati a questo punto i sindacati di polizia sembrano voler scendere sul sentiero di guerra, e poiché le loro denunce fino ad ora sono rimaste lettera morta, adesso sono pronti ad azioni eclatanti per far valere i diritti delle forze dell’ordine, arrivando perfino ad ingiunzioni di pagamenti verso il ministero o a manifestazioni di protesta sotto il Viminale. Staremo a vedere, certo è che in un momento in cui il fenomeno criminalità, per mille motivi, sembra in una fase di forte recrudescenza, sapere che lo Stato tratta cosi chi dovrebbe difendere la nostra sicurezza non può che preoccupare.

Caccioppoli.sersol@live.it

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