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Cronache
Libri, editori inondati da testi scritti dell’Intelligenza Artificiale
chatGPT

Come cambierà il mondo editoriale. Ecco i libri scritti da ChatGPT, il sistema che scrive testi che non si distinguono da quelli umani. Boom su Amazon 

Da oggi è possibile scrivere un libro di più di 120 pagine in meno di una giornata, anche se non hai mai scritto una riga in vita tua. Nell'ultimo mese il mercato editoriale è stato inondato di pubblicazioni scritte dall'Intelligenza Artificiale ma i lettori non lo sanno e pensano siano il frutto di passioni, esperienza, idee e considerazioni di esseri umani. In queste ore la prestigiosa rivista americana Clarkesworld, una delle migliori pubblicazioni letterarie di fantascienza e fantasy al mondo, ha bloccato più di 500 account. Invasa da proposte generate dall'Intelligenza Artificiale, si è vista subissare di libri come mai nella sua storia.

Solo nel mese di febbraio su Amazon e Kindle sono stati pubblicati e venduti almeno 200 libri elaborati con l’Intelligenza artificiale ChatGPT, quel sistema che scrive testi che non si distinguono da quelli umani. “C'erano oltre 200 e-book nel negozio Kindle di Amazon a metà febbraio che elencava ChatGPT come autore o coautore, tra cui ‘Come scrivere e creare contenuti utilizzando ChatGPT’”, ha spiegato l’agenza di stampa Reuters.

La rivista Clarkesworld proibisce esplicitamente "storie scritte, co-scritte o assistite dall'Intelligenza Artificiale", ha raccontato l’editore Neil Clarke a TechCrunch, portale che si occupa di tecnologie e start up. L'ultimo diluvio di proposte sembra provenire da individui al di fuori della comunità fantascientifica e fantasy. Se una storia generata dall'intelligenza artificiale meritasse la pubblicazione su Clarkesworld - ha detto Clarke - allora la pubblicazione dovrebbe affrontare alcune questioni etiche ma anche di diritti d’autore". Se l’AI rielabora l’esistente che distanza esiste tra nuova generazione di contenuto e citazione? Un dilemma non di facile soluzione. Ma Clarke ha anche argomentato come questa possibilità non c’è, attualmente: le storie proposte non sono neanche buone. Gli algoritmi che simulano gli esseri umani rigenerano e riassemblano l’esistente, creano storie che non sono costruite per intrattenere o sorprendere il lettore e analizzano modelli in enormi set di dati per rispondere agli input del committente.

Sembra che nonostante Amazon stia cercando di essere il più trasparente possibile con i titoli generati dall'AI non sia possibile capire quali creatori di contenuti abbiano utilizzato l'Intelligenza Artificiale per creare o anche solo completare il lavoro e quali no. Potrebbero esserci altre centinaia di libri ideati in questo modo senza neanche rendersene conto.

L’agenza di stampa Reuters ha raccontato la storia di un libro per bambini generato da un autore che ha utilizzato l’AI. Il suo nome è Brett Schickler e non avrebbe mai immaginato di poter essere un autore pubblicato. Utilizzando il software AI, che può generare blocchi di testo da semplici istruzioni, Schickler ha creato un e-book illustrato di 30 pagine per bambini in poche ore, mettendolo in vendita a gennaio tramite l'auto-riproduzione di Amazon.

"Vedevo persone che ne facevano un'intera carriera", ha detto Schickler, che ha utilizzato suggerimenti su ChatGPT su come "scrivere una storia su un padre che insegna a suo figlio l'alfabetizzazione finanziaria". Chissà come mai queste persone ne hanno fatto un’intera carriera? Avevano uno studio alle spalle, un’esperienza letteraria di anni, del genio? Tranquilli, il talento in questo senso conterà sempre meno. "Questo è qualcosa di cui dobbiamo davvero preoccuparci, questi libri inonderanno il mercato e molti autori rimarranno senza lavoro", ha affermato Mary Rasenberger, direttore esecutivo del gruppo di scrittori The Authors Guild, l'organizzazione professionale per scrittori più antica e più grande d'America e che fornisce anche patrocinio su questioni di libertà di espressione e protezione del copyright. Ma non solo loro, accadrà in ogni settore abbia a che fare con la scrittura.

Andrebbe regolamentato il contesto, propongono gli esperti, e limitato l’uso dell’AI per non generare una società di analfabeti funzionali, non in grado neanche di comprendere il mondo in cui vivono. Ma è probabile non avvenga. Chi tiene le redini dei mercati ha tutto l’interesse a sviluppare queste applicazioni. Migliaia di persone che scrivono o operano nei settori più disparati resteranno senza lavoro, cambierà il mestiere di creare scrittura, i libri saranno solo merce gestita dai grandi gruppi di venditori, la massa avrà sempre meno capacità di scrivere ed elaborare perché le macchine lo faranno per loro nella riproduzione dell'esistente sempre più piatto e incolore.

In piccolo l'evoluzione dell’industria musicale può essere utile a comprendere la trasformazione del gusto dei consumatori. Sembra impensabile, vista l’evoluzione tecnologica e la globalizzazione, ma oggi un numero sempre più crescente di persone non solo non è capace di comprendere o estasiarsi per la musica di un Bach o di uno Jimi Hendrix, ma neanche sanno chi siano. E diventato facile subissare gli ascoltatori di prodotti standardizzati dove anche il suono diventa un’esperienza omologata e piatta. Non serve scomodare il dominio del digitale sull’analogico per vedere l’appiattimento, basta guardare un Talent Show di qualsiasi tipo per comprenderlo. Gli ascoltatori pensano orami che la musica si crei in questi contesti, confondendo uno spettacolo, dove anche la competizione è finzione a fini dello share, con l’arte leggera o impegnata che sia. Con l’AI questa involuzione avverrà all’ennesima potenza.

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