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Cronache
Liguria, Signorini resta in carcere. E la sua ex svela il giro dei bonifici
Paolo Emilio Signorini

Inchiesta Liguria, la ex di Signorini svela da dove venivano i soldi per Montecarlo

Paolo Signorini, uno dei principali accusati in merito all'inchiesta che ha travolto anche il governatore della Liguria Giovanni Toti, resta in carcere. Rigettata la richiesta di passare ai domiciliari, i giudici hanno respinto la domanda dell'ex presidente del porto di Genova ed ex amministratore delegato di Iren. Signorini è recluso a Marassi dal 7 maggio. Il tribunale del Riesame ha rigettato l'istanza perché le soluzioni individuate per i domiciliari - un'abitazione a Genova messa a disposizione da una parente oppure ad Aosta dal fratello - non sono apparse ai giudici sufficientemente tranquillizzanti circa il rischio di inquinamento probatorio. Secondo quanto emerge dal provvedimento tuttavia, se Signorini troverà un'altra soluzione abitativa potrà uscire.

Leggi anche: Caso Toti, Iren licenzia per giusta causa l'amministratore delegato Signorini

La strada che percorreranno i legali sarà dunque quella di presentare una nuova istanza alla Procura di Genova e nel caso di nuovo al tribunale del Riesame per trovare una soluzione alternativa, probabilmente quella di proporre i domiciliari nell'abitazione di Signorini a Roma, dove vive l'ex moglie. Ma intanto, a complicare ancora di più la situazione per Signorini arrivano le dichiarazioni rilasciate durante l'interrogatorio da parte della sua ex fidanzata.

"Chiese a me - racconta la ex di Signorini ai pm e lo riporta La Stampa - di fare un bonifico da 13mila euro per saldare il catering del matrimonio della figlia e mi restituì la somma in contanti. Sinceramente non mi capacitavo del perché non mi avesse accreditato la somma sul conto corrente e come si procurasse tutto quel contante". Gli inquirenti insistono sul bonifico che Signorini le chiese di effettuare per saldare il catering della figlia, dopo che in precedenza aveva chiesto 15 mila euro a Spinelli, l'imprenditore del porto agli arresti domiciliari, per lo stesso motivo. E ritengono che i contanti poi elargiti alla donna fossero in realtà di Spinelli, e che Signorini si fosse servito di lei per mascherare l’operazione. "Mi ha raccontato che (Spinelli, ndr) - prosegue la ex di Signorini - ha una suite per tutto l’anno all’Hotel de Paris a Montecarlo, dove ospita gli amici come Paolo e gli offre il soggiorno... gli paga i massaggi e alle ragazze che porta lì paga estetista, parrucchiere e chirurgo estetico".

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