Durante “La TV fa 70” su Rai1, Fiorello ha ricordato il suo primo provino con Pippo Baudo nel 1985. Non una bocciatura, ma – parole sue – “uno dei più grandi complimenti”: Baudo gli disse che per il programma cercava artisti da tre minuti, mentre lui era “lungo”, “da conduzione”. Poi l’affondo ironico e affettuoso: “Dovresti condurre un programma, ma ci sono già io. Ci vedremo più avanti quando avrò qualcosa di più adatto”.
Un episodio che, riletto oggi, fotografa due intuizioni: la visione di Baudo nel riconoscere un talento fuori formato e la traiettoria di Fiorello, che negli anni sarebbe diventato uno dei volti più personali della TV italiana, proprio grazie a tempi e spazi da conduttore-showman. Un “no” che ha suonato come un indirizzo artistico e che Fiorello definisce ancora oggi un passaggio decisivo del suo percorso.

