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Maggio rovente, il meteorologo non ha dubbi: “Il caldo estremo sarà sempre più frequente”

Daniele Cat Berro ad Affaritaliani: “Record storici battuti al Nord. Le ondate di calore sono il fenomeno più letale in Europa”

Maggio rovente, il meteorologo non ha dubbi: “Il caldo estremo sarà sempre più frequente”
Caldo a Milano (LaPresse)

Caldo record a maggio, Cat Berro: “È la nuova normalità”

Un’ondata di calore eccezionale sta investendo l’Italia in questi ultimi giorni di maggio, con temperature diffusamente più simili a quelle del pieno dell’estate che della tarda primavera. In molte città si stanno registrando valori ben oltre le medie stagionali, con punte fino a 36 gradi soprattutto al Nord e record storici già battuti in diverse località. Un fenomeno che non riguarda soltanto l’Italia ma che si estende a gran parte dell’Europa centro-occidentale, dalla Spagna alla Francia fino alle isole britanniche, sotto la spinta di un vasto anticiclone subtropicale che sta bloccando perturbazioni e correnti più fresche. 

A fare chiarezza sulla portata di questa ondata di caldo è il meteorologo Daniele Cat Berro, che ad Affaritaliani spiega come si tratti, soprattutto per il Nord Italia, di uno degli episodi più intensi e duraturi mai osservati a fine maggio. Secondo l’esperto, eventi di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti e rappresentano un chiaro segnale della progressiva intensificazione delle ondate di calore legata ai cambiamenti climatici.

Siamo ancora a fine maggio ma in molte città italiane si registrano temperature tipiche di luglio: quanto è eccezionale questa prima ondata di calore del 2026?

“Il bilancio dell’episodio potremo farlo tra qualche giorno, quando sarà concluso e quando avremo tutti i dati raccolti. Possiamo però già dire che si tratta, quantomeno per il Nord Italia, di un’ondata di caldo tra le più intense e durature mai registrate a fine maggio. In questi giorni, e in particolare ieri, sono stati superati diversi record di temperatura massima per il mese di maggio in serie storiche talora anche secolari. È il caso di Parma, dove si sono raggiunti i 35,9 gradi, ma anche di altre località come Novara e l’aeroporto di Malpensa. Soprattutto nel Nord-Ovest si sono già registrate temperature eccezionali per il periodo, comprese tra i 33 e i 36 gradi.

Gli episodi storici di riferimento per questo periodo dell’anno sono quelli del 1953, 2001, 2009 e 2022: anche allora si verificarono forti ondate di caldo a fine maggio. Tuttavia, questa sembra avere le caratteristiche per rivaleggiare e forse superare quegli eventi, considerando non solo le singole giornate ma anche la media su un periodo di circa una settimana. Siamo di fronte a un episodio estremo, molto raro e peraltro esteso a gran parte dell’Europa centro-occidentale, dalla Spagna alla Francia fino alle isole britanniche”. 

Questo caldo che sta investendo il Mediterraneo è un fenomeno occasionale oppure rappresenta ormai una nuova normalità climatica per l’Italia?

“Questi episodi, per quanto estremi, stanno diventando sempre più frequenti. Ha quindi ragione nel parlare di nuova normalità climatica. Restano comunque eventi anomali anche nel clima attuale, ma in generale le ondate di calore stanno diventando sempre più lunghe, intense ed estese.

Si tratta di un trend che i climatologi si aspettavano: quando poi accadono eventi di questa portata, anche gli studiosi rimangono sorpresi, ma non possiamo considerarli del tutto inattesi, perché si inseriscono in un quadro di intensificazione sia della frequenza sia della forza delle ondate di calore. È quanto ci dicono sia le serie storiche di dati, sia le proiezioni future. Tutto è coerente con ciò che, purtroppo, ci attendiamo”. 

Cosa dobbiamo aspettarci da quest’estate 2026? Sarà caratterizzata da eventi estremi e temperature sopra la media?

“Bisogna distinguere tra scala climatica e previsioni stagionali. Nel lungo periodo è chiaro che, con l’aumento dei gas serra in atmosfera, le ondate di calore sono destinate a intensificarsi e a diventare più frequenti. Ma un conto è questo, un altro è prevedere l’andamento di una singola estate, cosa che non è possibile fare con affidabilità.

Esistono comunque prodotti previsionali stagionali, come quelli del Centro europeo, che per l’estate 2026 sull’Europa indicano una probabilità elevata di un’estate decisamente calda. Ma si tratta di informazioni da prendere con cautela e da comunicare con molti condizionali. Possiamo dire che ci sono segnali che indicano un’estate potenzialmente più calda della norma in Europa, ma nulla di più preciso”. 

Il Ministero della Salute ha già previsto i primi bollini rossi della stagione: quali sono oggi i principali rischi per la salute legati a ondate di calore sempre più precoci e intense?

“Il caldo estremo comporta rischi soprattutto all’inizio della stagione, quando le abitazioni sono ancora relativamente fresche dopo l’inverno, ma non siamo ancora abituati alle alte temperature. Questo aumenta il disagio e la vulnerabilità, in particolare per le categorie fragili, come gli anziani.

È ampiamente documentato in letteratura medica che le ondate di calore sono veri e propri moltiplicatori di mortalità, soprattutto tra anziani, malati e persone più deboli. Spesso non ce ne accorgiamo perché si tratta di morti silenziose, che emergono solo nei dati statistici. Ma tra gli eventi meteorologici estremi, in Europa quello che provoca più vittime sono proprio le ondate di calore. Basti pensare ai numeri dell’estate 2003, con circa 70.000 vittime in Europa, o a quella del 2022, con decine di migliaia di decessi ancora una volta nel continente”. 

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