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Cronache
Malta, omicidio Caruana Galizia: 15 anni al reo confesso

Svolta nel caso dell'omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia: Vince Muscat, uno dei tre accusati di essere gli esecutori materiali del delitto, si e' dichiarato colpevole e ha patteggiato una condanna a 15 anni di carcere. L'uomo dovra' anche pagare un terzo delle spese processuali, pari a 42.930 euro. La famiglia della reporter investigativa uccisa oltre tre anni fa ha espresso "la speranza che questo passo sia l'inizio verso una piena giustizia". In contemporanea, e' uscita la notizia che il governo de La Valletta ha accolto la richiesta di grazia di Muscat in merito al suo coinvolgimento nell'assassinio dell'avvocato Carmel Chircop in cambio di informazioni sul caso: l'uomo avrebbe chiarito chi c'e' dietro e come e' stato eseguito l'omicidio del legale, colpito a morte nell'ottobre 2015 in un garage a Birkirkara mentre si recava al lavoro.

L'ammissione di colpa di Muscat ha rotto la strategia difensiva portata avanti finora e potrebbe avere un effetto domino sugli altri due sospettati, i fratelli George e Alfred Degiorgio, e sul presunto mandante dell'attentato, l'imprenditore Yorgen Fenech. Mentre in aula si dichiarava colpevole, la polizia maltese ha arrestato tre uomini - Adrian e Robert Agius, insieme a Jamie Vella - accusati di aver fornito la bomba che nell'ottobre 2017 ha ucciso la Caruana Galizia. Secondo la ricostruzione fornita da Muscat, il piano iniziale prevedeva di sparare alla giornalista mentre si trovava a casa, attraverso una finestra davanti alla quale era solita sedersi a lavorare con il portatile. L'uomo incaricato di premere il grilletto era Alfred Degiorgio, ma i tre fucili di precisione forniti da Robert Agius e Jamie Vella si erano rivelati inadatti, addirittura uno era "arrugginito".

A quel punto i tre decisero di uccidere la reporter con un'autobomba: Agius e Vella mostrarono loro come armare l'ordigno e fornirono il codice sms per farlo detonare. Il messaggio fu inviato da George Degiorgio poco prima delle 15 del 16 ottobre 2017; e la giornalista, divenuta scomoda per le sue indagini, fu dilaniata dall'esplosione. "Il macabro omicidio di Daphne Caruana Galizia e' stato intenzionale e si sarebbe potuto evitare. La vittima ha pagato con la sua vita e la sua famiglia sta pagando per la perdita della persona amata", ha sottolineato in aula Jason Azzopardi, l'avvocato della famiglia, parte civile nel processo. "Dico tutto questo oggi perche' se la famiglia di Daphne dovesse rispondere al patteggiamento sulla base delle proprie emozioni, la loro risposta sarebbe ovvia", ha aggiunto, leggendo una dichiarazione.

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