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Cronache
Schiaffo a Renzi sui due marò: non rientrano
 

"L'Italia e l'India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa". E' arrivato, dopo due mesi, il verdetto del Tribunale del Mare di Amburgo sul caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ritenuti responsabili dalla giustizia indiana dell'uccisione di due pescatori al largo delle coste dello Stato indiano del Kerala nel febbraio 2012.
 
Respinta la richiesta italiana sulle misure temporanee: l'Italia aveva chiesto, in attesa della conclusione dell'iter giudiziario, il rientro in patria di Salvatore Girone, ora in India, e la permanenza in Italia di Massimiliano Latorre, attualmente in convalescenza a casa dopo il malore accusato in India. Roma inoltre aveva chiesto che l'India cessi di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso. Visto che sarà compito dell'arbitrato internazionale all'Aja "giudicare nel merito del caso", il Tribunale del Mare "non considera appropriato prescrivere misure provvisorie" poiché questo "toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso".
 
Alla luce di quanto stabilito ad Amburgo non cambia per ora la situazione dei due marò italiani. Salvatore Girone dovrà restare in India, mentre Massimiliano Latorre non può contare sulla permanenza in Italia al termine del periodo concessogli dall'India per ragioni di salute.
 
Il verdetto soddisfa a metà le richieste italiane: il giudice ad hoc nel Tribunale del mare scelto dall'Italia, Francesco Francioni, ha concordato con la decisione presa dalla corte, che ordina a Roma e New Delhi di sospendere "qualsiasi procedura" ma si aspettava di più. Francioni afferma di concordare con la decisione, ma "il Tribunale avrebbe dovuto includere anche la temporanea revoca delle restrizioni alla libertà" dei due marò.

La decisione del Tribunale del Mare è stata presa con un verdetto non unanime: 15 voti a favore contro 6. Il presidente del Tribunale, Vladimir Golitsyn, si è espresso a favore. La motivazione della decisione risiede nella necessità di preservare i diritti delle parti. Entro il 24 settembre Roma e New Delhi dovranno presentare un rapporto di "ottemperanza con le misure previste".

Bene lo stop del tribunale del mare alla giurisdizione indiana, delusione per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre e intenzione di "rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte arbitrale": questa in sintesi la posizione dell'Italia espressa dall'agente del governo italiano ad Amburgo Francesco Azzarello sul verdetto sui maro.
 
Grande attenzione in India per il verdetto di Amburgo: quattro delle cinque tv 'all news' indiane hanno seguito in diretta la lettura della sentenza del Tribunale per il diritto del mare di Amburgo. Times Now, Ndtv, India Today e XNews hanno interrotto i loro programmi per la diretta dalla Germania.

 "E' un risultato utile, ha stabilito in forma definitiva il principio molto importante che non sara' la giustizia indiana a gestire la vicenda dei Maro' ma l'arbitrato internazionale". Lo ha affermato il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, conversando con i giornalisti in occasione del Meeting a Rimini.

"Sara' l'arbitrato internazionale, come l'Italia ha chiesto, a gestire questo caso. Naturalmente - ha sottolineato Gentiloni - il governo italiano resta impegnato sull'obiettivo, nel corso della vicenda arbitrale, di garantire la liberta' ai due fucilieri. Sappiamo che la Enrica Lexie (la nave dove erano imbarcati i due Maro', ndr) era in acque internazionali e i due Maro' svolgevano il loro compito di militari in rappresentanza dello Stato. Continuiamo a lavorare per questo obiettivo nella corte arbitrale straordinaria che si riunira' nelle prossime settimane ma, la decisione di oggi, e' un progresso positivo. Quando si stabilisce che non sara' la giustizia indiana ma un arbitrato internazionale a decidere - ha detto ancora il ministro - si stabilisce un principio che e' alla base di sviluppi positivi".


CASO MARO': IL TESTO DELLA DECISIONE DELL'ICLOS

"Italia e India devono entrambe sospendere ogni procedimento giudiziario e devono astenersi da aprirne altri che potrebbero aggravare o estendere la disputa presentata al Tribunale arbitrale o compromettere l'applicazione di ogni decisione che potrebbe essere presa dal tribunale arbitrale". E' quanto si legge nel testo della decisione assunta oggi dal Tribunale internazionale della legge del mare (Iclos) di Amburgo, di cui esistono una versione inglese e una francese, entrambe legalmente valide. "Il Tribunale- continua il testo - decide che Italia e India presentino ciascuna al tribunale un rapporto non oltre il 24 settembre 2015 e autorizza il presidente, dopo questa data, a richiedere ogni completamento delle informazioni che riterrà utile". Le due parti della decisione del Tribunale sono state ciascuna decise con 16 voti favorevoli e sei contrari. In entrambi i casi il presidente del tribunale, Vladimir Golitsyn e Francesco Francioni, il giudice ad hoc designato dall'Italia, si sono schierati con la maggioranza. Ha invece votato contro il giudice indiano Patlibanda Chandrasekhara Rao.

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maròtribunaleamburgoindia
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