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Cronache
Maturità, dalla simulazione con l'IA alle guerre: lo scoglio della prova orale
Studenti in aula per la prova di maturità

Maturità ed esami orali, l'uso dell'IA e le guerre fredde in corso: come sarà l'ultima prova? Il commento 

 

La prossima settimana inizieranno le prove orali dell'esame di maturità. Credo sia difficile, se non impossibile, trovare un matusa che, iniziando a parlare degli esami di maturità, non canti la celeberrima canzone "Ai miei tempi...".  Beh, non solo i matusa, ma tutte le generazioni fino a quella che si presenta agli esami quest'anno, possono dire "Ai nostri tempi non c'era la diavoleria inventata dal poco più che ventenne Luigi Pedace, utile per la preparazione della prova orale. Realizzazione della sempre più citata, anche a sproposito, IA (Intelligenza Artificiale).       

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Luigi Pedace, lasciata Roma e approdato nella Silicon Valley, ha inventato un sistema che tra altre applicazioni, simula fin nei dettagli, l'interrogazione orale in un esame di Maturità. Utilizzando degli avatar (in informatica, rappresentazione grafica e virtuale di un visitatore di sito web) cioè creando una figura "il professore" che ha attinto informazioni istantanee visitando la rete, spiega come ottimizzare le capacità d'esposizione. Si ottiene quindi un'interazione tra il professore (che sa tutto il sapibile dalla rete) e il maturando. Interazione importantissima che ricorda l'utilità dell'allenatore dei pugili (nello straripante inglese "sparring partner"). Importante l'effetto psicologico sul maturando: diminuzione dell'ansia da prestazione che può influire negativamente sulla resa all'esame, rendendo impacciato, bloccato fino ai limiti dell'ottusità, anche lo studente più preparato. In questi giorni Luigi Pedace è in Italia, accolto trionfalmente e decine di maturandi sotto la guida di un docente, si stanno preparando all'esame, dicono tutti, mediante l'IA. A rigore, non si dovrebbe usare, per un'applicazione simile, il termine Intelligenza ma, ormai è inutile puntualizzare.                                                                             

Al limite, anche gli studenti di quest'anno potrebbero usufruire della realizzazione del giovane italiano e sfruttarla nella prova orale della settimana prossima. Rischiando un due, anche se attualmente sembra che i voti possano oscillare dal sei/sette nei casi peggiori, al dieci e lode nei casi normali o buoni, mi sarebbe piaciuto porre questa domanda retorica: nel periodo considerato da Galasso, definito anni della guerra fredda, c'erano guerre calde? "I momenti di tensione si alternavano a momenti di distensione, ma per tutta la durata della Guerra Fredda nel mondo ebbero luogo conflitti nei quali le due superpotenze erano coinvolte in maniera più o meno diretta."

Allora le cose stavano, ne più, né meno, che come continuano a stare oggi: ci sono guerre calde in cui ci si ammazza mentre In tutto il resto del mondo c'è guerra fredda che può degenerare da un momento all'altro, in guerra calda. Per non essere sorpresi dal nemico, si realizzano armi sempre più potenti e ora abbiamo la certezza dell'esattezza della famosa previsione di Einstein "Non so con quali armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale, ma so che dopo si tornerà a tirarsi le pietre".

Dove non si combattono guerre calde, il clima della guerra fredda è ben descritto da Sartre nel titolo di un giornale che non aveva notizie di rilievo da dare "Preoccupante silenzio del nemico". Perché un nemico c'è stato sempre. Il problema da affrontare allora è come eliminare i motivi di guerre fredde o calde che siano. Marx avrebbe eliminato le guerre, con un governo di tipo autoritario che risolverebbe i contenziosi sulle zone di confine tra i vari stati; Sant'Agostino parlò di irrequietezza dell'animo umano (il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in Te ) concetto che va bene sia per credenti che per atei. 

Consiglio la visione del video capolavoro Nobody Speak (durata meno di 4') del DJ SHADOW, che mostra la fine di una riunione internazionale (di pace?);   si inizia un confronto, un dialogo teso, ma pur sempre un'esposizione di posizioni contrapposte. Si passa a un confronto manesco sempre più violento (bottigliate in testa con frammenti di vetro che schizzano riempendo lo schermo. Un atletico incontenibile contendente, sale su un tavolo, salta su un altro tavolo, decolla come un aereo, vola e plana sul gruppo aggrovigliato dei fuori di testa in lotta, passa un significativo maiale.

Infine uno scalmanato afferra l'asta della bandiera americana e la usa come il torero usa la spada: infilza un nemico. È possibile evitare una conferenza di pace simile, anticamera dell'ultima guerra? Ha ragione Marx? Che dire dell'affermazione di Sant'Agostino?

La risposta potrebbe darla la compagnia teatrale fiorentina di Danilo Gatt (potrei sbagliare il cognome) che ha in programma lo spettacolo La Trappola, che è in accordo con l'affermazione di Sant'Agostino. Ogni personaggio rappresenta una nazione (Italo, Franco, Albio, Germano, ecc.…).  Ogni uomo-nazione ha, ovviamente, i difetti degli uomini. Quindi fanno sempre a botte per ogni motivo, soprattutto per questioni di spazio occupato e di ricchezze in esse contenute. Non a caso, l'erba del vicino è sempre più verde... . Quindi, continue guerre per i confini, oltre che per questioni amorose, di corna, di supremazia nel capitalismo selvaggio, ecc...ecc... .   

C'è, come nelle tragedie greche, Il Coro (stile prediche cristiane) che fa sermoni per la pace e si dispera per le guerre in corso... .  Col progresso... la tecnologia permette di costruire una trappola con i famosi "raggi della morte " in cui a ogni personaggio viene assegnato uno spazio quadrato in cui può muoversi. Spazio delimitato dai raggi laser della morte che "vaporizzano" chi tocca il confine.  Il Coro finalmente canta "la lode all'ordine raggiunto che garantirà la pace eterna". Ordine che richiama, anzi imita, l'ordinamento atomico della materia.

Ed ecco la risposta alla soluzione di un governo autoritario che "obbligherebbe gli uomini e gli uomini-nazione a fare i buoni". Una volta che tutti i personaggi-nazione sono intrappolati, il Coro può finalmente smettere con le inutili prediche e continuare a cantare per sempre la "gioia di vivere in pace". A sorpresa una voce del coro si distacca e inizia a cantare da sola: quell'immobilismo non è vita, ma è esattamente il contrario: è la morte dell'uomo! Il Coro, scandalizzato, vuol far tacere la voce dissonante... tenta di zittirlo. Per farla breve altri del coro seguono "le stecche" della voce unica.  Il coro si spacca e, mentre i personaggi nazione restano bloccati nel loro spazio, fanno a botte quelli del coro imitando il video Nobody Speak.  Quelli del Coro, che simbolicamente rappresentano l'animo umano, tentano d'ammazzarsi, con la violenza e l'odio che prima rimproveravano agli uomini-nazione."

 

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