A Milano “un patto bipartisan non scritto tra tutte le forze politiche per le primarie”. E’ la proposta di Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia e tra i papabili candidati per la corsa a sindaco di Milano. “Ogni schieramento – suggerisce Majorino, che è anche componente nazionale della segreteria Pd – scelga con le primarie, e quindi con la partecipazione diretta dei cittadini, le persone da candidare a sindaco che poi si sfideranno alle elezioni. Sarebbe, in un periodo di grande distanza tra cittadini e istituzioni, un contributo da Milano assai interessante”.
L’idea di Majorino arriva in giornate in cui la Lega ha annunciato di volere organizzare le proprie gazebate, il 20 e 21 giugno, e da lì trovare un nome da mettere in campo per la sfida di Palazzo Marino. Alessandro De Chirico, consigliere comunale FI a Milano, le incoraggia dal 2020. Noi Moderati, non molto tempo fa, ha sottolineato che sarebbero divisive e perciò “un assist al Pd”. Le primarie sono quindi una formula che non mette tutti d’accordo: non solo nel centrodestra, che non le ha mai fatte, ma nemmeno nel centrosinistra, nonostante Giuliano Pisapia prima e Giuseppe Sala dopo siano stati scelti in questo modo. Azione, poi, con il leader Carlo Calenda, ha chiarito più volte di non essere d’accordo.

