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Cronache
Piombino tra inquinamento, rifiuti e rischi per la salute: "Serve bonificare"

Alessandro Dervishi è nato a Piombino, in provincia di Livorno, nel 1952, ha frequentato gli studi classici presso il Liceo Classico G. Carducci di Piombino.  Si è laureato presso l'Università degli Studi di Pisa con il massimo dei voti e la lode in Medicina e Chirurgia.  

Dopo un anno di studi presso l'Università di Genova presso la Clinica Chirurgica, si è trasferito all'Università di Trieste dove ha lavorato e ha conseguito la specializzazione post-laurea in Chirurgia Vascolare con il massimo dei voti e la lode.  Si è poi specializzato in Urologia presso l'Università di Pisa con il massimo dei voti e la lode.  È autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche ed è stato relatore a vari congressi.  

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Ha concluso la sua carriera come Dirigente medico presso l'ospedale di Piombino e Portoferraio. È stato il Presidente del Comitato della Salute della Val di Cornia fino a dicembre 2019 
Lo abbiamo intervistato per affaritaliani.it in merito alla complessa vicenda di Piombino

Dunque, iniziamo, come è la situazione in Val di Cornia? 

A mio modesto avviso la situazione locale è molto preoccupante e non solo dal punto di vista ambientale, ma quel che è peggio è che all'orizzonte non si intravede alcuna volontà effettiva di affrontare e risolvere i problemi, ma ci si ferma a una ormai lunga serie di annunci e interviste a cui non seguono i fatti.

A cosa si riferisce in particolare?

In primo luogo, desidero sottolineare che Piombino è compreso nel gruppo dei 42 Siti di Interessi Nazionale che sono stati da tempo individuati e perimetrati in relazione alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti e all'impatto ambientale in termini di rischio ecologico e per la salute, quindi dopo un accurato esame della contaminazione dell'ambiente vanno finalmente prese delle decisioni per la messa in sicurezza e bonifica del sito, cosa che ancora stiamo aspettando.

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Quali sono le dimensioni del SIN di Piombino?

Il SIN di Piombino è stato perimetrato nel gennaio del 2000 e individuato come area da sottoporre a messa in sicurezza, bonifica, ripristino ambientale con monitoraggio nell'aprile del 2006. il Sin è una vasta area che comprende il polo industriale, l'area portuale, la ex centrale ENEL, la discarica di Poggio ai Venti compresa una ampia zona di mare, per un totale di 928,4 ettari a terra e 2015 ettari di mare.

Lei mi sta parlando di una area molto estesa...

Sto solo riportando parola per parola i dati ARPAT,senza aggiungere o togliere nulla.

Piombino è nota da sempre per l'attività industriali di tipo siderurgico, ci può dire qualcosa in merito?

Nel 2014 è stato interrotto il ciclo siderurgico integrale a seguito di fattori internazionali che hanno interessato queste particolari attività e da allora le attività all'interno dello stabilimento si è molto ridotta

Questo cosa ha comportato?

Lei deve immaginare una Città in cui la produzione industriale era il volano di tutta l'economia locale e non solo e che nel momento di massima espansione dava lavoro a migliaia di persone. e non si trattava delle sole Acciaierie, ma anche della Magona e della Dalmine.. insomma il tutto era studiato e creato in funzione della fabbrica e per la fabbrica.

Non vi erano alternativea tutto questo?

Abbiamo vissuto a contatto con lo "spolverino" (le particelle di polvere che provenivano dalle ciminiere) che al mattino copriva i vetri delle auto e faceva impazzire le casalinghe che se lo ritrovavano sui panni appena lavati.. Questo per farle capire che non si guardò molto per il sottile e che rispetto ambientale e mantenimento del patrimonio artistico erano concetti inconsueti e comunque improbabili laddove il funzionamento delle fabbriche portava significava lavoro e ricchezza per tutti.

Oggi invece?

Oggi ci troviamo con delle fabbriche chiuse in toto o parzialmente e con un inquinamento riconosciuto, che come le dicevo è tale da includere una fetta di territorio nei SIN

Lei ritiene che possa esservi una ripresa dell'attività industriale a Piombino?

Non le competenze per potermi esprimere su questo, ma posso aggiungere che il passaggio delle Acciaierie da azienda a partecipazione statale a privatizzazione non ha assolutamente risolto i problemi e dopo vari passaggi di mano, siamo oggi in una situazione che definirei asfittica, in cui gli stessi capannoni non più in uso sono diventati ulteriore fonte di inquinamento.

A cosa si riferiva ,quando all' inizio ha parlato di problemi non solo ambientali?

Mi riferivo allo stato di salute dei residenti nel Comune di Piombino.Dopo aver esaminato il 5° Rapporto Sentieri che già evidenziava varie e preoccupanti criticità ,un più recente Aggiornamento sullo stato di salute nei quattro Sin presenti in Toscana e voluto dalla stessa Regione ha sottolineato ulteriormente che la mortalità generale nei residenti è più alta di quella attesa su base regionale in entrambi i generi. In particolare. Nelle donne in particolare si è notatto un eccesso di mortalità per tumori maligni (+ 15%) non presente negli anni precedenti, mentre negli uomini si riscontra un eccesso di mortalità per mesotelioma maligno e da pneumoconiosi da ascrivere a esposizioni legate al lavoro. A tutto questo va aggiunto che nel periodo 2002-2018 vi sono eccessi di malformazioni congenite del 64% di casi totali (129 osservati contro i 79 attesi) e tali eccessi ,anche se in numero assoluto  inferiori a quelli di Livorno e Collesalvetti, sono piu evidenti rispetto a quelli elevati delle altre due località

Quindi la situazione riguardante lo stato di salute della popolazione è seria...

Quelli che ho elencato sono dati di fatto a ci si aggiunge una situazione critica nella gestione dell'Ospedale, che di fatto ha subito una graduale "erosione" dal punto di vista numerico per quello che riguarda il Personale Sanitario e di conseguenza anche delle prestazioni offerte, con ricorso sempre più ampio a strutture convenzionate o costringendo gli Utenti a spostarsi di molti chilometri per poter eseguire visite, esami o interventi chirurgici di varia natura.Da tutto questo ne deriva che chi per età o situazione familiare o economica non può spostarsi si vede privato nei fatti della possibilità di essere curato al meglio.

Ho quasi timore a chiederle che altro c'è...

Purtroppo il declino di questa Città è mostrato anche da altro e mi riferisco in particolare alla presenza di una enorme discarica per rifiuti speciali all'entrata di Piombino che è stata bloccata per gravi irregolarità nella gestione della stessa da parte della Regione Toscana. Immagini una discarica alta 36 metri che è stata denominata "Monte Puzzo" nella quale avrebbero dovuto essere conferiti altri rifiuti per una estensione calcolata di circa cento campi di calcio regolari...un altopiano direi più che un monte

Come è stato permesso tutto questo?

All'inizio avrebbe dovuto essere di dimensioni molto modeste e servire per i rifiuti urbani, ma poi per tutta una serie di motivi questo non è avvenuto e oggi ci sono dei procedimenti in corso per valutare le eventuali responsabilità

Storie di ordinaria follia in questa Italia...

Quello che più mi disturba è stato il passaggio da una "cultura industriale" a quella di una Città pronta ad accogliere rifiuti prodotti altrove e che nessuno vuole... ecco mi sembra che in tutto questo si vada a tradire la nostra storia e si permetta ad altri di fare il loro interesse lasciando a Noi inquinamento, malattie e disoccupazione.

Un triste futuro quello che Lei tratteggia

Al momento non è dato altro pensiero visto che di proclami ne sono fatti tanti nei vari anni senza che niente di buono accadesse, ma desidero terminare questa intervista con una nota di speranza che è la forte presa di coscienza dei Cittadini che sempre meno attratti dalle sirene dei partiti, chiedono un maggior rispetto per la salute e l'ambiente, che sono collegati al lavoro e non su sponde opposte, questo è bene sempre ricordarlo.

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